La Zes unica del Sud è la via per far uscire il Paese dalla sindrome dello zero virgola e spingere il Pil verso l’obiettivo di una crescita molto più consistente, fra l’1,5 e il 2%. Parola di Emanuele Orsini, presidente della Confindustria. E non è usuale che, nella presentazione del tradizionale rapporto d’autunno di viale dell’Astronomia, con i numeri e le previsioni sul prossimo anno, il Mezzogiorno e le politiche per lo sviluppo delle aree più deboli riescano ad occupare un posto di primo piano.
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Occorre un grande progetto di rilancio del paese, perché "noi dobbiamo essere ambiziosi e puntare all'1,5-2% di crescita, non ci accontentiamo dello 0,5%". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo alla presentazione del rapporto di autunno del Centro studi, rilanciando l'idea di rendere disponibile il risparmio privato per investirlo nell'economia reale. "La Germania stanzia 500 miliardi fino al 2037, il che vuol dire 40 miliardi all'anno - ha aggiunto - è un tema…
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Gli incentivi fiscali per gli investimenti in beni strumentali previsti dal piano Transizione 4.0 si sono ripagati da soli per quasi la metà della spesa: a confermarlo è il rapporto di previsione autunno 2025 del Centro Studi Confindustria (CSC). Nello specifico, il rapporto sottolinea che il credito di imposta su investimenti in beni materiali 4.0, previsto dal Piano Transizione 4.0 e costato 20,3 miliardi nel triennio…
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Confindustria, il Pil cresce maggiormente nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese 02/10/2025 11:54:28 216 11:54:28216 Confindustria, il Pil cresce maggiormente nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese ROMA (ITALPRESS) – Dopo decenni di divergenza rispetto al centro Nord, dal 2020 la crescita del Pil nelle regioni meridionali ha superato quella del resto del Paese: tra il 2020 e il 2023, +7,1% cumulato, più del Nord (+5,1%) e del Centro (+2,8%).
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La ripresa economica italiana resta debole e ancora esposta alle turbolenze internazionali. È quanto emerge dal Rapporto di previsione per l’Autunno 2025 del Centro Studi di Confindustria (Csc), che fotografa un Paese con un Pil destinato a crescere appena dello 0,5% nel 2025, un dato più basso di 0,1 punti rispetto allo scenario stimato lo scorso aprile. Nel 2026, la crescita dovrebbe salire di poco, fino a +0,7%, tornando ai ritmi del 2024.
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. Lo scenario internazionale è indebolito: l’aumento delle barriere tariffarie e non tariffarie pesa sulle prospettive degli scambi. Gli ostacoli al libero commercio internazionale non provengono soltanto dalla politica commerciale USA, ma interessano la maggior parte dei paesi: nei primi otto mesi del 2025 le misure protezionistiche varate nel mondo sono ai massimi. Gli scambi globali hanno accelerato nel 1° trimestre 2025 per il cosiddetto frontloading delle vendite negli Stati Uniti, cioè l’anticipo delle tariffe poi introdotte in aprile…
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Un Paese fermo. In “stagnazione”. Ecco l’Italia senza il Pnrr. Nel giorno in cui il governo si appresta a varare il nuovo quadro dei conti pubblici, è il Centro studi di Confindustria a frenare gli entusiasmi sulla crescita. Anche al netto del Piano nazionale di ripresa e resilienza - sottolineano gli economisti di viale dell’Astronomia - è “anemica”. Da qui l’invito all'esecutivo a “muove…
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"Penalizzata dal difficile contesto globale ed europeo, la crescita in Italia resterà bassa". È l'avvertimento del Centro studi di Confindustria, che all'appuntamento con le previsioni di autunno taglia ancora le attese sul Pil. Stima "un incremento annuo pari ad appena il +0,5% nel 2025, inferiore di 0,1 punti a quanto previsto nello scenario di aprile". "La crescita anemica del Pil attesa quest'anno e il prossimo rende necessario muovere…
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ROMA "La crescita anemica del Pil attesa quest'anno e il prossimo rende necessario muovere l'Italia, intervenendo con le leve più efficaci a disposizione, anche sbloccando la ricchezza finanziaria dal parcheggio in depositi bancari improduttivi". avverte Confindustria presentando le previsioni economiche di autunno degli economisti di viale dell'Astronomia. "All'impatto molto positivo del Pnrr, che è già all'opera ma che si concluderà nei primi mesi del prossimo anno, - sollecitano…
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ROMA "L'effetto positivo del Pnrr sul PIL è stimato in un +0,8% nel 2025 e un +0,6% nel 2026": secondo la simulazione del Centro studi di Confindustria diretto da Alessandro Fontana "questo significa che la dinamica del Pil italiano in assenza di Pnrr sarebbe di -0,3% nel 2025 e di +0,1% nel 2026 (-0,2% nel biennio): non ci sarebbe crescita, ma una stagnazione". Intanto gli economisti di viale dell'Astronomia registrano che "l'implementazione del Pnrr, che include…
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"Penalizzata dal difficile contesto globale ed europeo, la crescita in Italia resterà bassa" avverte il Centro studi di Confindustria che all'appuntamento con le previsioni di autunno taglia ancora le attese sul Pil. Stima "un incremento annuo del Pil pari ad appena il +0,5% nel 2025, inferiore di 0,1 punti a quanto previsto nello scenario di aprile". "La crescita italiana è attesa accelerare di poco nel 2026, a +0,7%", rispetto al +1% stimato a aprile…
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Le nuove proiezioni di EY per l'economia italiana delineano uno scenario di moderata crescita del PIL reale dello 0,5% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026, con il tasso di inflazione che si mantiene stabile all'1,9% sia nel 2025 che nel 2026. Questi i principali dati che emergono dalla nona edizione dell'EY Italian Macroeconomic Bulletin, analisi trimestrale che – a partire dall'analisi delle principali variabili macroeconomiche e sulla base di un modello macro-econometrico proprietario – fornisce…
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"Dopo un primo semestre 2025 in cui Stati Uniti e Cina, principali attori in tema dazi, hanno mostrato una crescita del Pil più solida delle attese mentre l'Europa è rimasta in affanno, l'incertezza sulle prospettive globali resta elevata. Il contrasto tra mercati azionari euforici e indicatori "reali" stabili riflette la convinzione che l'AI possa innalzare la produttività e generare nuovi cicli di crescita, alimentando però al contempo un rischio "bolla".
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La commissione Bilancio ha avviato l’esame in sede deliberante del Ddl sulla estensione della Zes alle Regioni Marche e Umbria. E’ scaduto alle 17 di mercoledì 1° ottobre il termine per la presentazione di emendamenti. Attraverso Claudio Borghi, leghista Componente Commissione permanente Bilancio e Tesoro, Nicola Ottaviani, segretario della stessa commissione, ed ex sindaco del capoluogo, ha presentato…
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La Banca Centrale Europea invita i cittadini a non affidarsi esclusivamente ai pagamenti digitali e a tenere in casa una scorta minima di contante. La raccomandazione, formalizzata nel bollettino economico dell’istituzione di Francoforte, si inserisce nel quadro di un’Unione sempre più preoccupata per la tenuta delle infrastrutture digitali in caso di attacchi hacker. Secondo…
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