Il presidente ha fatto questa osservazione, nella sua prima reazione all’attacco israeliano all’Iran, in commemorazione dei quattro soldati iraniani, uccisi durante gli attacchi, avvenuti ieri. Pezeshkian ha anche espresso il suo cordoglio per la morte di dieci membri della polizia di frontiera, durante un attacco armato del gruppo separatista baloch-sunnita di Jaish al-Adl nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchestan.
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Chissà se l'attacco israeliano in Iran sulle sue strutture militari suonerà finalmente come una squillo liberatorio, segnalando che il regime di Teheran non è intoccabile, che la sua terribile continua violazione dei diritti umani e la sua aggressione in combutta con la Russia al mondo democratico può essere affrontata, fermata, che non è eterna. Oppure se la paura obnubilerà il significato dell'attacco di ieri notte alle 2 circa, e di nuovo spingerà alla caccia del…
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Nella guerra infinita tra Israele e i suoi nemici c’è un precedente storico, risale al 9 giugno dell’82. Quel giorno l’aviazione fu protagonista di una grande battaglia con i siriani sui cieli della Bekaa, in Libano. Uno scontro dove l’esercito dello Stato ebraico mise fuori combattimento dozzine di Mig ma soprattutto usò per la prima volta su larga scala i droni, i piccoli Scout per ingannare gli apparati avversari.
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Con l'operazione «giorni del pentimento», subito dopo lo Yom Kippur, la festività dell'espiazione, Israele ieri intorno alle 2 del mattino ha attaccato l'Iran. L'azione è stata condotta a 1.600 chilometri di distanza, con decine di caccia, tra cui F15, F16, F35, aerei d'allarme, da rifornimento e da guerra elettronica. Secondo il sito Walla l'aeronautica avrebbe utilizzato un centinaio di velivoli per i raid.
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Se la paradossale strategia israeliana di evitare l’escalation praticandola avrà raggiunto l’obiettivo di interrompere lo scambio diretto di colpi tra Israele e Iran lo diranno i prossimi giorni. Quel che è certo è che intanto i due Paesi hanno calpestato un altro gradino sulla scala della guerra regionale. Venerdì, tra l’una e le quattro di …
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Quello di Israele delle notte scorsa è probabilmente il più importante attacco contro l’Iran dai tempi della guerra tra Iran e Iraq nei primi anni Ottanta. Israele non ha mirato alle strutture nucleari e ai giacimenti petroliferi iraniani, facendo ciò che gli Stati Uniti, che hanno sostenuto l’operazione come esercizio del diritto all’autodifesa, volevano ch…
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Una manciata di siti militari colpiti, 4 soldati iraniani uccisi. Così l'attacco notturno può chiudere i conti (diretti) tra i due grandi nemici Altro che escalation. L’attacco aereo portato la scorsa notte da Israele contro l’Iran, per lo meno per quanto ne sappiamo sin qui, sembra segnalare la volontà dello Stato ebraico di chiudere i conti col regime di Teheran per la selva di razzi lanciata verso il suo…
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(ANSA-AFP) - BEIRUT, 26 OTT - Il movimento islamista libanese Hezbollah, sostenuto da Teheran, ha descritto gli attacchi israeliani contro l'Iran come una "pericolosa escalation" nella regione, affermando che Washington ha "la piena responsabilità" dell'attacco lanciato dal suo alleato. "Hezbollah condanna fermamente la traditrice aggressione sionista contro la Repubblica islamica dell'Iran e la considera una pericolosa escalation in tutta la regione", ha affermato Hezbollah in…
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L’attacco israeliano era scontato, lo è meno ciò che potrebbe accadere. Torna, come sempre, il timore della guerra totale che tutti, a parole, vogliono scongiurare ma nei fatti la rendono possibile. Al momento, però, gli indizi fanno pensare ad una cautela dei protagonisti. L’IDF ha considerato chiusa l’operazione attorno alle 6 di sabato e lo ha dichiarato. Messaggio in chiaro rinforzato da quelli dietro le quinte trasmessi all’Iran…
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