L'ultimo incontro tra Gianni Berengo Gardin, da poco scomparso, e Ferdinando Scianna sarà raccontato da Roberto Andò nel suo film "Ferdinando Scianna il fotografo dell'ombra" che verrà presentato fuori concorso il 4 settembre in Sala alla 82ma Mostra del cinema di Venezia. L'amicizia sincera e la stima reciproca emerge da uno degli incontri affettuosi tra i due maestri della fotografia, ch…
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Berengo Gardin, ovvero l’etica della fotografia all’insegna dell’oggettività senza filtri o ritocchi
Gianni Berengo Gardin è stato molto di più di uno dei più grandi fotografi del novecento con la sua capacità di legare la verità al sociale, all’impegno civile e alla politica senza filtri o ritocchi, senza ripensamenti. Berengo, con gli scatti in bianco e nero della sua Leica M a telemetro, “registrava ciò che vedeva” trasformandolo in fotografia, in verità. Non vi era spazio per la contrattazione nel riportare quello che il negativo fotografico…
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Che sia stato un Maestro nessuno ne dubita. Solo lui non ci credeva o pretendeva di non crederci. Se doveva definirsi diceva di essere un fotografo ma non un artista bensì un artigiano. Eppure Gianni Berengo Gardin ha insegnato a molte generazioni a “vedere”, a capire che cosa guardare, a essere partecipi grazie alla fotografia. Amava dichiarare che “Non conta “come” si fotografa ma “quello” che si fotografa”.
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Succede sempre. Se scompare una persona che ha lasciato un segno nella vita la mente trova subito i ricordi. Ed ecco che la scomparsa di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930 – Genova, 2025) mi ha riportato a Milano, in un pomeriggio di una decina di anni fa. Dovevo intervistarlo per l’Espresso quando l’allora sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, censurò la sua mostra sulle Grandi Navi, rimandandone “sine die” l’inaugurazione.
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«Quando ho appreso la notizia è stato un colpo al cuore», dice Edelfa Chiara Masciotta. «Lavorare con Gianni Berengo Gardin è stato un privilegio raro», aggiunge. Torinese, quarantun anni, è stata Miss Italia 2005 e con il celebre fotografo, scomparso mercoledì all’età di 94 anni, aveva realizzato un calendario del 2006 nei luoghi simbolo del capoluogo piemontese. Com’è nato il progetto? «Tutto …
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Era entrato nelle case del quartiere San Donato, Gianni Berengo Gardin, il grande fotografo scomparso giovedì scorso a 94 anni. Con Bologna aveva già avuto un rapporto nel 1993: aveva fissato, in un bianco e nero smagliante, che rendeva i colori tenui e le ombre del pittore, gli oggetti e le stanze dello studio di Giorgio Morandi. Nel 2010 fu chiamato dalla Fondazione del Monte per una…
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Benevento, 10-08-2025 09:48 ____ E' morto a Genova all'eta' di 94 anni Gianni Berengo Gardin, tra i piu' grandi fotografi del Novecento Redazione E' morto a Genova all'età di 94 anni Gianni Berengo Gardin (nella foto è a sinistra ed è a Benevenro, alla Camera di Commercio, premiato da Cosimo Petretti), tra i più grandi fotografi del Novecento, con oltre due milioni di negativi. "Berengo - scrive Cosimo Petretti, presidente del Circolo…
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Nessun funerale, un ultimo saluto discreto per Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi fotografi italiani del Novecento, morto a Genova giovedì 7 agosto 2025 all’età di 94 anni. Gardin infatti non ha voluto che si svolgesse il funerale nè altri riti religiosi o commemorazioni pubbliche. Il feretro del celebre fotografo dalla camera mortuaria dell’ospedale San Martino di Genova è stato portato al cimitero di Staglieno
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La targhetta in ottone sulla porta riporta solo il cognome con cui è conosciuto e riconosciuto da tutti come il grande maestro della fotografia in bianco e nero: Berengo-Gardin. È il 21 giugno del 2023. Sono emozionata. Mi apre la porta lui: Gianni Berengo-Gardin è affabile, gentile, semplice, come solo i grandissimi artisti che ho conosciuto in questi anni sanno essere. Ha 93 anni e mi precede salendo le scale che portano al suo archivio senza titubanze.
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Nei suoi scatti trasudava invariabilmente tutto il suo impegno di fotografo engagé e la sua vitalità è stata proverbiale fino agli ultimi anni. Gianni Berengo Gardin è morto ieri a quasi 95 anni. Di lui resta e resterà la lezione senza incrinature, che ha fatto la storia nel nostro Paese e non solo. Era nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, e la sua testimonianza civile, quanto la sua arte, non è mai venuta meno.
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Gianni Berengo Gardin è stato il fotografo che ha fatto della realtà la sua materia prima, con uno sguardo che si posava non sul frivolo o sull’effimero, ma sul cuore pulsante delle cose: l’uomo. Se ne è andato il 6 agosto, una data che segna la chiusura di un capitolo fondamentale della fotografia italiana e non solo. Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, ma con un’anima veneziana di quelle…
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Dagli indimenticabili baci sotto i portici di San Marco a Venezia, ai volti riflessi nei finestrini di un vaporetto, agli straordinari gruppi di famiglia contadine: in un lungo ritratto lungo oltre sessant'anni anni nel cuore, nell'anima dell'Italia, di cui è stato maestro e cantore. Ci lascia a poco meno di 95 anni Gianni Berengo Gardin, maestro del racconto fotografico, scrittore per immagini, storico sociale del Belpaese
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Chi è stato, chi era? Mai rispondere a una domanda come questa. Fosse pure con le sue stesse parole, con la definizione che lui, con caparbietà, dava di sé stesso - ugualmente: mai accettare bilanci. Sarà Dio a dirci se Gianni Berengo Gardin fosse soltanto un fotografo, un documentarista, come lui diceva di sé stesso, oppure un artista, anzi un grande artista, come lui paventava di essere chiamato.
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C’è stata un’epoca in cui la fotografia era un’arte da dilettanti, un tempo in cui si cominciava come fotografi amatoriali e poi di colpo si passava al professionismo, anche se poi per campare bisognava fare un altro mestiere, magari il cameriere, com’è capitato a Gianni Berengo Gardin scomparso ieri a novantaquattro anni, una bella età. Del resto, fare una bella fotografia, come ha ricordato più di una volta Susan Sontag, può capitare a tutti: è l’arte più democratica, anche se poi è anche la più difficile, se si vuole dire qualcosa…
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È incredulo quando gli do la notizia, come se fosse convinto che i grandi fotografi sono immortali. Anche se lui, Paolo Pellegrin, sa che non è così, perché la morte lo ha sfiorato diverse volte mentre fotografava le guerre. Uno dei più grandi fotoreporter della generazione successiva, tra gli inviati di punta del New York Times, secondo italiano dopo Ferdinando Scianna a entrare nell’Olimpo di M…
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«Se io non sento nell’orecchio il clic della Leica venti volte al giorno, non mi sembra di avere vissuto. Io vado in giro e vedo istanti di vita che mi sembrano interessanti e scatto». C’è tutto Gianni Berengo Gardin in questa confessione fatta all’amico e grande collega Ferdinando Scianna. Berengo Gardin è morto ieri a Genova, non lontano da dove era nato – Santa Margherita Ligure – 94 anni fa. Alla fotografia era arrivato con molta prudenza, quando nel 1947 con la famiglia, dopo tante traversie, si era insediato a…
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Ogni giorno alle 17 Gianni Berengo Gardin spariva per qualche ora. Correva l’anno 2013 e il fotografo stava allestendo la sua personale alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca a Venezia. «Qualsiasi cosa stessimo facendo lui a quell’ora diceva che se ne doveva andare e che ci saremmo rivisti per cena - ricorda il critico e autore Denis Curti, all’epoca curatore della mostra e di Contrasto - Dopo una settimana mi mostrò il reportage sulle…
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Ci lascia all'età di 94 anni il maestro del reportage. Berengo Gardin, noto per il suo caratteristico bianco e nero, è morto a Genova dopo una vita passata a osservare e immortalare il Paese. Una carriera costellata da premi internazionali, con oltre due milioni di negativi, più di 260 libri pubblicati e oltre 360 mostre personali in tutto il mondo
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