PIETRACATELLA. È sui dispositivi elettronici che si concentra ora il cuore dell’indagine sul duplice omicidio di Sara Di Vita, 15 anni, e Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso per un presunto avvelenamento da ricina. Questa mattina, alle 10:23, gli uomini della Polizia Scientifica di Campobasso e Napoli, insieme alla Squadra Mobile, sono entrati nell’abitazione della famiglia…
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Approfondimenti:
È durato quasi tre ore il sopralluogo della polizia scientifica nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella. Gli esperti delle forze dell'ordine, così come disposto dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, hanno prelevato dall'appartamento tutti i dispositivi elettronici appartenuti a Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne uccise poco dopo Natale con la ricina. Il sopralluogo è iniziato pochi minuti dopo le 10 ed è terminato poco dopo le 13.
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È in corso da alcuni minuti il sopralluogo della polizia Scientifica nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella per prelevare tutti i dispositivi elettronici (cellulari, computer, tablet e chiavette usb) appartenuti a Sara Di Vita e a sua mamma Antonella Di Ielsi, le due donne morte avvelenate subito dopo Natale. L'intervento è stato disposto dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta per duplice omicidio premeditato.
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Gianni Di Vita è stato nuovamente sentito due giorni fa dalla Squadra Mobile. Stando a quanto si apprende da fonti investigative, l'interrogatorio - sempre come persona informata dei fatti - è avvenuto nella massima riservatezza negli uffici della Questura. Si è trattato di una deposizione abbastanza lunga, almeno 4-5 ore. Di Vita, padre e marito delle due donne di Pietracatella morte avvelenate con la ricina, è parte offesa nel procedimento per duplice omicidio premeditato.
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Lunedì mattina (dopodomani, il 4 maggio) la polizia tornerà nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella per prelevare tutti i dispositivi elettronici (cellulari, computer, tablet, chiavette usb) appartenuti a Sara Di Vita e a sua mamma Antonella Di Ielsi, le due donne morte avvelenate subito dopo Natale. Lo ha disposto la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta per duplice omicidio premeditato.
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