REDAZIONE – Così come riporta oggi la stampa locale, diverse – sembrerebbero – le persone che sono state nella casa di Emanuele Ragnedda tra il 12 e il 24 settembre, i giorni che separano l’omicidio di Cinzia Pinna dalla confessione dell’imprenditore, quindi, una domanda sorge spontanea: Possibile che nessuno si sia accorto del divano portato all’esterno per essere ripulito o delle numerose tracce di sangue? Ancora più difficile spiegare come nessuno abbia notato le piume di cuscino che…
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Palau Spunta una donna misteriosa nell’inchiesta sull’omicidio di Cinzia Pinna. Arriva nella tenuta di Conca Entosa la mattina dopo il delitto, pulisce e se ne va. «Risolvo problemi», come il signor Wolf nel Pulp fiction di Quentin Tarantino. È un’amica di Emanuele Ragnedda, la stessa che era con lui al tavolo del ristorante sulla spiaggia di Pittulongu il 16 settembre, cinque giorni dopo l’uccisione della ragazza 33enne di Castelsardo
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Le braccia incrociate per formare una X perché una vita è stata cancellata. Poi altre braccia in alto come simbolo di attesa e sotto, invece, di remissione. Ai lati altre immagini simboliche: dell'eterno riposo e dell'arma che l'ha uccisa. Più un albero di vite per ricordare dove è stato trovato il suo corpo. Viene rappresentata così, in un altorilievo sulla spiaggia sassarese di Platamona, Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa l'11 settembre all'interno di un casolare tra Palau e Arzachena di proprietà…
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Una nave traghetto partita da Napoli e diretta ad Ischia si è fermata improvvisamente al largo di Mergellina per una avaria. Si tratta della Driade della compagnia Caremar, partita alle 17.35 da Calata Porta di Massa e diretta prima a Procida e poi ad Ischia e che, secondo alcune testimonianze, avrebbe subito un black out che l'ha lasciata senza propulsione a poco più di un miglio di distanza dalla costa.
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“La Crudeltà e la De-umanizzazione oggi ci avvolgono. L’atto stesso del femminicidio è la manifestazione estrema della violenza di genere, un sintomo di una società che non ha ancora sradicato la cultura del possesso e della sopraffazione. La brutalità dell’atto, spesso ai danni di una persona in uno stato di vulnerabilità, mette in luce una pericolosa disumanizzazione che consente di vedere la vittima non come persona, ma come oggetto o ostacolo.
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Olbia. Una dedica speciale, un ricordo, un modo per restituire un sorriso a chi ha avuto il piacere di conoscerla, ma anche un modo per raccontare a chi non l'ha mai incontrata quanto il suo sorriso fosse contagioso. Si parte da qui, con la speciale dedica e il ricordo che Aleksandra Vaskiv dedica a Cinzia Pinna, la ragazza vittima di un femminicidio che ha lasciato attonita e incredula l'intera comunità.
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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa nella notte tra l’11 e il 12 settembre. Gli avvocati delle parti sono stati informati che lunedì saranno eseguiti diversi accertamenti medico-legali sul corpo della giovane donna, ritrovato giorni dopo la scomparsa grazie anche alle indicazioni del reo confesso Emanuele Ragnedda, 44 anni, di Arzachena. Tra gli esami previsti figura una TAC, utile a evidenziare…
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(Adnkronos) – “L’interrogatorio è stato complesso e ha aggiunto qualcosina”. Così il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, annuncia la convalida del fermo di Emanuele Ragnedda per l’omicidio di Cinzia Pinna. Dopo la confessione che ha risolto il giallo di Palau, l’imprenditore di Arzachena ha parlato di nuovo con gli inquirenti e durante l’udienza di convalida ha aggiunto nuovi dettagli al suo racconto.
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«Non la conoscevo benissimo. Quella sera le ho dato un passaggio. Siamo andati a casa, ci siamo drogati e abbiamo bevuto». Emanuele Ragnedda, l'imprenditore vitivinicolo di Arzachena, reo confesso dell'omicidio e dell'occultamento di Cinzia Pinna, non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha deciso di continuare a parlare con gli inquirenti raccontando la sua verità. Poi le cose…
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Emanuele Ragnedda è in carcere con l’accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. È stato lui stesso a confessare di aver ucciso Cinzia Pinna, 33enne di Castelsardo. L’uomo di 41 anni continua tuttavia a cambiare la propria versione dei fatti, parla prima di un errore, poi di legittima difesa, fino ad accusare la sua vittima di aggressione e invocazioni a Satana, affermando di aver agito in preda alla paura.
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Resta in carcere il vinicoltore 41enne, reo confesso. L’autopsia dovrà chiarire ora se ci sia stata anche una violenza sessuale la sera della morte della donna. La lite e la pistola: che cosa ha raccontato al giudice l'imprenditore. Lui si dice addolorato: ma per 14 giorni ha tenuto il cadavere in giardino La versione di Emanuele Ragnedda continua a cambiare. Il delitto è passato da assassinio…
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«Oltre al femminicidio, qui si somma una storia di droga, che chiaramente non sminuisce il reato, per cui stiano tranquilli quelli che hanno paura che ci sarà uno sconto di pena. Non è questo il problema: intanto chi non ha mai letto il Codice penale dovrebbe avere la prudenza di non esprimere giudizi affrettati. Qui si aggiunge un dubbio molto più ampio che è dettato dal problema del consumo di droghe».
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