Un delitto passionale arrivato dopo una «fredda pianificazione» e dettato da «un proposito vendicativo». È quello di cui, secondo la Corte di Assise del tribunale di Cosenza, si sarebbe macchiata Isabella Internò, condannata a sedici anni per omicidio volontario aggravato in concorso con ignoti per la morte di Donato Denis Bergamini, il centrocampista 27enne del Cosenza, originario di Argenta, in provincia di Ferrara.
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Donato "Denis" Bergamini era cosa sua, voleva dargli una lezione. Per questo la ex fidanzata Isabella Internò lo ha ucciso. Il cadavere del calciatore ventisettenne del Cosenza originario di Argenta (Ferrara) fu trovato il 18 novembre del 1989 sotto un camion lungo la statale 106 Ionica, a Roseto Capo Spulico. La sua morte fu attribuita in un primo tempo a suicidio. In realtà fu ucciso e quella…
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Una vicenda giudiziaria complessa. Sullo sfondo un “giallo” lungo 35 anni, risolto con una sentenza di condanna emessa dalla Corte di assise bruzia (presidente Paola Lucente ; giudice a latere Marco Bilotti ) nei mesi scorsi nei confronti di Isabella Internò. La donna è stata ritenuta responsabile di concorso nell’omicidio dell’ex fidanzato, il calciatore del Cosenza Calcio, Donato (Denis) Bergamini.
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“Per quanto il processo sia di natura indiziaria, la Corte ha raggiunto al di là di ogni ragionevole dubbio la convinzione circa la responsabilità dell’imputata”. Sono le motivazioni della sentenza del processo di primo grado sulla morte di Denis Bergamini, avvenuta a Roseto Capo Spulico il 18 novembre del 1989. Una sentenza arrivata lo scorso 1° ottobre e che ha portato a distanza di 35 anni dai fatti alla condanna a 16 di reclusione di Isabella Interno, ex fidanzata del calciatore del Cosenza, per omicidio in concorso…
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Bianchi "Mi piace vivere, non ho niente in particolare da chiedere". E poi, rispondendo a un giornalista di una tv cosentina: "Il mio sogno nel cassetto? Arrivare in serie A con i compagni, non da solo". Donato ’Denis’ Bergamini, 29 anni e idolo dei tifosi del Cosenza, era questo qua, racchiuso in due semplici frasi. E sono proprio i giudici della Corte d’Assise, nelle 502 pagine di sentenza dove spiegano i…
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"Bergamini dovrebbe farti a pezzi come hai fatto con lui, vigliacco...". Una frase cristallizzata da un’intercettazione ambientale che, secondo i giudici, imprime un altro scossone al muro di silenzi che per 35 anni ha coperto la verità sulla morte di Donato ‘Denis’ Bergamini, il calciatore argentano in forza al Cosenza morto nel 1989 a Roseto Capo Spulico, in Calabria. Non suicida come ritenuto per anni ma assassinato con premeditazione…
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– Cinquecento pagine per inchiodare Isabella Internò al suo ruolo "attivo" nell’omicidio dell’ex fidanzato, il calciatore argentano Donato ‘Denis’ Bergamini. Cinquecento pagine per ricostruire un "delitto passionale", maturato dopo la fine di una relazione e a seguito di un aborto in un "territorio sordo all’emancipazione femminile" e dove l’onore assume un ruolo preponderante. Cinquecento pagine per dare un’ulteriore spallata al muro di silenzi che per…
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Isabella Internò avrebbe svolto un ruolo attivo nell'omicidio di Denis Bergamini (nato ad Argenta), che considerava "di sua proprietà". E’ quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa, circa le motivazioni della sentenza (oltre 500 pagine) con la quale, lo scorso 1 ottobre, la Corte d’Assise di Cosenza ha condannato l’ex fidanzata del calciatore a 16 anni di reclusione. Iscriviti al canale WhatsApp di FerraraToday Sempre secondo quanto riportato da Ansa, infatti, la…
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Caso Bergamini, l’ex fidanzata considerava il calciatore “di sua proprietà”: per questo lo ha ucciso
Una donna dalla “personalità incline al delitto”, proveniente “da un contesto familiare deviato da retrogradi principi morali”, a soli diciannove anni capace della “fredda pianificazione di un omicidio”. Eccolo il ritratto di Isabella Internò, ultima fidanzata e assassina dell’ex stella del Cosenza Calcio Denis Bergamini, ammazzato trentacinque anni fa lungo la statale 106, nei pressi di Roseto C…
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Minuti per la lettura Nelle motivazioni della condanna, la Corte ha descritto Isabella Internò come una donna dalla «personalità incline al delitto», capace di pianificare l’omicidio del calciatore Denis Bergamini. COSENZA- Isabella Internò, capace di una «fredda pianificazione di un omicidio», che insieme ad altre persone ignote, scrive il tribunale di Cosenza, «dopo avere narcotizzato Denis Bergamini, o comunque riducendone le capacità di difesa, ne cagionavano la morte.
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Isabella Internò avrebbe svolto un ruolo attivo nell’omicidio di Donato Bergamini, il calciatore ventisettenne del Cosenza originario di Argenta (Ferrara) il cui cadavere fu trovato il 18 novembre del 1989 sotto un camion lungo la statale 106 Ionica, a Roseto Capo Spulico, e la cui morte fu attribuita in un primo tempo a suicidio. In realtà Bergamini fu ucciso e quella del suicidio fu soltanto una messinscena.
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Advertisement COSENZA – Isabella Internò avrebbe svolto un ruolo attivo nell’omicidio di Donato Bergamini, il calciatore ventisettenne del Cosenza originario di Argenta (Ferrara) il cui cadavere fu trovato il 18 novembre del 1989 sotto un camion lungo la statale 106 Ionica, a Roseto Capo Spulico, e la cui morte fu attribuita in un primo tempo a suicidio. In realtà Bergamini fu ucciso e quella del suicidio fu soltanto una messinscena.
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Isabella Internò avrebbe svolto un ruolo attivo nell'omicidio di Donato Bergamini, il calciatore ventisettenne del Cosenza originario di Argenta (Ferrara) il cui cadavere fu trovato il 18 novembre del 1989 sotto un camion lungo la statale 106 Ionica, a Roseto Capo Spulico, e la cui morte fu attribuita in un primo tempo a suicidio. In realtà Bergamini fu ucciso e quella del suicidio fu soltanto una messinscena.
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Fede assoluta nella glicoforina, credibilità totale assegnata ai testimoni d'accusa, ombre funeste su un'imputata descritta come autrice della «fredda pianificazione di un omicidio», nonché donna dalla «personalità incline al delitto» e proveniente da un contesto familiare «deviato da retrogradi principi morali». Sono queste, in estrema sintesi, le motivazioni della sentenza che, lo scorso 2 ottobre, ha condannato in…
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