Volkswagen prosegue nella sua politica di taglio dei costi ufficializzando la rottura dello storico patto con il sindacato dei metalmeccanici tedesco Ig Metall che resisteva dal 1994 e garantiva i livelli occupazionali in Germania. Lo ha annunciato lo stesso sindacato, specificando di aver ricevuto dalla casa automobilistica la lettera di disdetta di diversi contratti collettivi, tra cui l’accordo ultratrentennale che prevede la salvaguardia dei posti di lavoro e delle fabbriche tedesche di…
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Testo di Mattia Eccheli Oliver Bume, Ceo del gruppo Volkswagen, accolto bene due anni fa anche dai rappresentanti dei lavoratori quando era stato designato per succedere a Herbert Diess, ha già buttato acqua sul fuoco delle polemiche: “Non ci saranno licenziamenti di massa”. Il manager del dialogo passerà tuttavia alla storia per essere quello sotto la cui gestione il gruppo ha infranto due tabù: quello sulla possibile chiusura di stabilimenti in Germania e quello sul lavoro.
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Volkswagen ha rescisso una serie di accordi con i dipendenti delle proprie fabbriche in Germania, tra cui un'intesa che avrebbe garantito i post di lavoro fino al 2029. Uno scenario, questo, che apre inevitabilmente a potenziali licenziamenti a partire dal prossimo anno, quando le garanzie verranno meno. A rivelare la decisione è stato il responsabile delle risorse umane di Volkswagen, Gunnar Kilian, secondo cui questa misura ha come scopo la "riduzione dei costi in Germania per raggiungere un livello…
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