A chi gli ricorda che il ministro Nordio ha consigliato alla Schlein di votare sì alla riforma, «perché quando sarete al Governo farà comodo anche a voi», risponde: «Inviterei la maggioranza a votare no perché quando saranno all’opposizione sarà una garanzia anche per loro avere una magistratura autonoma e indipendente dal governo e dal parlamento». Ha un cognome pesante, Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il sì voluto dalla società civile.
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Ha raggiunto il quorum delle 500 mila firme richieste la raccolta promossa dai 15 cittadini che hanno lanciato l'iniziativa popolare di un referendum contro la riforma della giustizia. È quanto emerge dal sito dell'iniziativa che riporta il numero delle firme raccolte online dal 22 dicembre scorso. I referendari di recente hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per chiedere una sospensiva della delibera con cui il governo ha stabilito che si voterà il 22 e 23 marzo.
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True Luigi Salvato La riforma distorce i processi? Una fantasia Cesare Parodi e Carlo Nordio (Ansa) Sostenere che un giudice separato dal pm possa essere «intimidito» è una congettura. Il testo sottoposto a referendum conferma autonomia e indipendenza dei magistrati. Chi paventa inesistenti rischi per lo Stato contrasta un iter che scioglie nodi fondamentali.Tra poco più di due mesi saremo chiamati a esprimerci sulla riforma di alcune norme della Costituzione sull’ordinamento della magistratura, non a manifestare fiducia o…
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Ai toni accesi sulla separazione delle carriere si è aggiunta una lite sulla data del referendum. I buoni propositi di stare nel merito della riforma per consentire agli elettori di informarsi rischiano, se possibile, di essere più disattesi del solito. La Costituzione stabilisce che si può avanzare una richiesta di referendum entro tre mesi dalla pubblicazione in Gazzetta della legge costituzio…
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Se si mobilitano anche Maurizio Landini e Sigfrido Ranucci, allora si può star sicuri che «la democrazia è in pericolo»: non può che trattarsi di un «attentato alla Costituzione». E infatti, la campagna referendaria dei sostenitori del No alla separazione delle carriere dei magistrati è partita proprio così. Non è, a dire il vero, la prima volta che si grida «al lupo, al lupo» (l’ultima fu appena sei mesi fa, per abrogare il Jobs Act); e speriamo che non dovremo mai pentirci della facilità con cui in Italia si lancia…
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