Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico. OpenAI ha deciso di introdurre un sistema di parental control nel chatbot ChatGPT, per aiutare i genitori a seguire i figli nell'interazione con l'AI Dopo un recente caso che ha sconvolto tutto il mondo, con un ragazzino che si è tolto la vita seguendo…
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Una risposta rapida e decisa a una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica americana e acceso i riflettori sui pericoli dell’intelligenza artificiale. A una settimana dalla denuncia presentata in California dalla famiglia di un sedicenne che si è tolto la vita, secondo loro istigato da ChatGPT, la società creatrice del chatbot, OpenAI, ha annunciato l’introduzione di un sistema di parental control
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Negli Usa i genitori di un adolescente che si è tolto la vita hanno fatto causa a OpenAI Dopo la bufera dei casi di suicidio che potrebbero essere correlati a ChatGPT, OpenAI corre ai ripari e introduce un sistema di parental control per il chatbot basato sull'intelligenza artificiale. Il caso di Adam Raine e la causa a OpenAI Negli Stati Uniti, una famiglia californiana ha fatto causa a OpenAi dopo il suicidio del figlio adolescente, Adam Raine.
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La causa intentata dai genitori di Adam Raine contro OpenAI segna un passaggio cruciale: per la prima volta un’azienda viene chiamata a rispondere di omicidio colposo in relazione a un chatbot AI. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un trend già visto con Character.AI in Florida, con Chai/Eliza in Belgio e con i bot companion di Meta, che evidenzia falle sistemiche nei sistemi conversazionali.
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Sul caso di Adam Raine, il sedicenne californiano che si è tolto la vita dopo mesi di dialoghi con ChatGPT, stanno scrivendo tutti: New York Times, El País, Axios, le principali testate europee. Tutti ne discutono, pochi entrano nel merito. Noi abbiamo deciso di fare un passo diverso: in collaborazione con “Prima on line” abbiamo chiesto direttamente all’“imputato” – l’IA stessa – di rispondere alle…
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Un ex dirigente tecnologico di 56 anni USA – Un ex dirigente tecnologico di 56 anni, Stein-Erik Soelberg, ha ucciso la madre e poi si è suicidato a Old Greenwich, negli Usa. L’uomo, con una storia di instabilità mentale, aveva creduto che ChatGpt fosse una figura in carne e ossa, un compagno intimo che condivideva la sua idea di essere vittima di una cospirazione. A raccontare il terribile retroscena è il Wall Street Journal.
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Adam Raine aveva sedici anni. Amava il basket, i videogiochi, gli «Anime» giapponesi. Viveva un periodo turbolento, l’adolescenza. Per la disciplina lo avevano allontanato dalla scuola di basket, la salute lo aveva costretto a diradare le sue presenze in classe e aveva cominciato a seguire i corsi online. La sua storia assomiglia a quelle che su queste pagine, parlando degli Hikikomori, abbiamo descritto con lo psicologo Marco Crepaldi.
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