John Elkann ridisegna il racconto recente di Stellantis e, nel farlo, manda un messaggio chiaro all’era Carlos Tavares. Nelle sue ultime dichiarazioni, il presidente esecutivo del gruppo ha indicato senza giri di parole che i risultati record del 2023, pur straordinari nei numeri, si sono rivelati nel tempo difficili da sostenere. Un passaggio che suona come una critica precisa alla gestione precedente e che accompagna l’avvio di una nuova fase per il costruttore automobilistico.
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Il contrasto tra i conti di Exor e quelli di Stellantis emerge con forza dai numeri più recenti. Da una parte la holding della famiglia Agnelli distribuisce 100 milioni di euro di dividendi, con 55 milioni destinati alla Giovanni Agnelli BV, azionista al 55% e rappresentativa dei discendenti del Senatore tra cui John Elkann. Dall’altra, Stellantis quest’anno non distribuirà dividendi e si trova invece a fare i conti con oneri per 22 miliardi.
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Quando un gruppo annuncia di voler “semplificare” il portafoglio, spesso è il preludio a una nuova stagione di ambizioni. Ma nel giorno in cui è ufficiale la vendita dello storico giornale degli Agnelli, assieme al resto del gruppo editoriale Gedi, i numeri di Exor indicano una rotta ben precisa: la holding guidata da John Elkann, alla fine del 2025, mette in fila numeri robusti e scelte nette: ridisegna i confini, fa cassa e indica l’orizzonte.
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Exor chiude un 2025 complicato. La holding guidata da John Elkann ha archiviato il bilancio dello scorso anno con un valore lordo degli attivi (Gross Asset Value) pari a 37,1 miliardi di euro e un Net Asset Value (Nav) di 33,2 miliardi, con una performance inferiore ai mercati globali. Il Nav per azione è infatti sceso dell’8,1% a fronte di un incremento del 5,4% dell’indice Msci World. Ferrari e Stellantis pesano in negativo sul Nav di Exor A pesare…
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