Congedate il soldato Borrell La notizia era stata anticipata il 28 agosto dal giornale on line statunitense Politico che aveva visionato un documento del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS) in cui, su richiesta dell’Ucraina, veniva considerata l’opportunità di addestrare reclute dell’esercito di Kiev sul territorio dell’Ucraina oltre che sul suolo di diversi stati membri dell’Unione come già avviene da tempo.
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Tifare sinceramente per l’uomo mingherlino aggredito da un feroce energumeno, e portargli anche ogni genere di assistenza, ma al tempo stesso pretendere che egli si difenda con un braccio legato dietro la schiena. Italia e Ungheria sulle stesse posizioni sulla questione dell’uso delle armi da parte di Kiev non è un bel vedere. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne converrà. Mentre la scelta dell’Ungheria è, a suo modo, limpida, chiarissima (Orbán è un sodale di Putin), quella italiana invece non lo è…
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Di Alessio Cuel – Sull’invio di armi all’Ucraina, in risposta all’aggressione russa del febbraio 2022, ci sono posizioni diverse tra i vari partiti. Sembra esserci al contrario unità d’intenti per quanto riguarda il loro impiego in territorio russo. È quanto emerge dalle dichiarazioni degli ultimi giorni di Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, e di Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri.
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“A fianco dell’Ucraina senza se e senza ma”, ma “le armi italiane si possono usare solo in territorio ucraino”: il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ribadisce dalla Puglia che la linea del Governo sulla politica estera è univoca: “C’è totale identità di vedute”. Insiste sul fatto che il “giallo dei comunicati”, dopo il vertice di venerdì…
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Calma e gesso. Divisa se consentire o meno l’utilizzo delle armi occidentali su suolo russo (ogni paese ha la sua sensibilità, ogni Paese ha messo i suoi “caveat“), l’Unione europea è ancor più divisa sull’ipotesi di portare anche sul suolo ucraino la missione di addestramento – Eumam – che ha già formato 60mila soldati ucraini, in basi situate in 24 Paesi, ma soprattutto in Polonia, Germania e Italia
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La missione EUMAM dell'Unione Europea ha raggiunto il suo target di 60mila soldati ucraini addestrati e i 27 hanno deciso di andare oltre, con altri 15mila uomini entro la fine dell'anno. Lo ha detto l'alto rappresentante Josep Borrell al termine dell'informale difesa. Ma il programma deve essere adattato e accorciato e per questo nascerà una cellula di coordinamento apposita dell'Ue a Kiev. .
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Josep Borrell ha raggiunto l’obiettivo. “Oggi discuteremo la possibilità di aprire una cellula a Kiev per aumentare il nostro coordinamento con le forze armate ucraine”, aveva detto in mattinata l’Alto rappresentante della politica estera Ue aprendo il Consiglio informale dei ministri della Difesa a Bruxelles. Nel pomeriggio, nella conferenza stampa al termine del vertice, ha…
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Bruxelles – Per il ministro italiano alla Difesa Guido Crosetto è un bene che l’Unione europea abbia iniziato ad occuparsi più seriamente di difesa, anche creando un nuovo portafoglio dedicato nella prossima Commissione. Le questioni strategiche sono diventate centrali in questa fase storica, ha dichiarato il titolare del dicastero ai margini del Consiglio informale a Bruxelles. Ma per centrare gli obiettivi di spesa fissati dall’Europa e…
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Milano, 30 ago. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, oggi a Bruxelles per la riunione informale dei ministri della Difesa Ue, ha avuto un incontro con il sottosegretario generale per le operazioni di pace delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix. Lo riferisce un post su X del ministero della Difesa."In occasione della riunione informale dei ministri della Difesa Ue - si legge nel post - incontro tra il ministro Guido Crosetto e il sottosegretario generale per le operazioni di…
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Ue, Crosetto con sottosegretario per operazioni pace Onu Lacroix 30 agosto 2024 Milano, 30 ago. - Il ministro della Difesa Guido Crosetto, oggi a Bruxelles per la riunione informale dei ministri della Difesa Ue, ha avuto un incontro con il sottosegretario generale per le operazioni di pace delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix. Lo riferisce un post su X del ministero della Difesa. "In occasione della riunione informale dei ministri della Difesa Ue - si legge nel post - incontro tra il…
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Con Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Josep Borrell, confronto molto proficuo su delicata situazione internazionale. Concordata necessità ulteriore incontro informale tra tutti i Ministri della Difesa dell’EU per approfondire tema Difesa Europea ed Ucraina”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto alla Riunione Informale dei Ministri della Difesa dell’UE.
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L’escalation ribolle da quando l’Ucraina ha spostato parti della guerra dentro il confine russo. Inaspettatamente. I governi europei non sono stati avvertiti. Leggendo l’articolo di Federico Fubini sul Corriere della Sera pare che la decisione sia stata presa in solitaria da Zelensky insieme a un manipolo di persone fidate. Nelle capitali europee crescono le perplessità verso il comportamento del presidente ucraino.
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Nel suo caso, sassi, più che sassolini. Ha cominciato spostando a Bruxelles la riunione esteri-difesa di questo periodo, che di solito si tiene nel Paese che ha la presidenza di turno. Ma si tratta dell’Ungheria, governata da quel Viktor Orban che, con la «missione di pace» non concordata che lo ha portato a Mosca, Kiev e Pechino (e poi a Washington per il vertice Nato), ha fatto infuriare Borrell e molti altri.
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Botta e risposta a distanza tra l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e il ministro degli Esteri sull'ipotesi di revocare le restrizioni per l'uso delle armi occidentali fornite all'Ucraina per colpire obiettivi militari in territorio russo
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La vicenda comincia a farsi via via più complicata, con lo spauracchio di un conflitto internazionale sullo sfondo. E con un’Europa che ormai non si può dire super-partes o estranea. Prova ne è la riunione che c’è stata ieri in merito al conflitto in corso tra Russia e Ucraina. D’altronde Josep Borrell lo aveva annunciato in mattinata: sarebbe stato un Consiglio degli Esteri informale “molto intenso“.
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