Torre Milano è ancora lì. Alta, visibile da mezzo quartiere, impossibile da ignorare. Per chi abita in zona non è una pratica urbanistica o un fascicolo processuale: è un pezzo di skyline comparso quasi all’improvviso, simbolo di una Milano che negli ultimi anni ha costruito molto, discusso poco e spiegato ancora meno. L’assoluzione degli imputati chiude un capitolo importante, ma lascia aperta una domanda che va oltre questa vicenda.
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I recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno investito il settore edilizio milanese hanno riacceso un dibattito che, in realtà, cova da anni sotto la superficie della pratica quotidiana degli uffici tecnici e degli studi professionali di tutta Italia. La riflessione che segue non intende entrare nel merito delle vicende processuali, (non avendone tra l’altro le competenze) ma muove da esse per sollevare una questione di sistema: il D.
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Dopo l’affondo, la mano tesa. Il sindaco Giuseppe Sala torna a parlare delle inchieste sull’urbanistica milanese dopo l’assoluzione di lunedì dei dirigenti comunali sulla Torre Milano e dopo il botta e risposta tra lui e il procuratore generale Marcello Viola sull’operato dei pm che negli ultimi anni hanno messo il Comune nella graticola a causa di procedure edilizie ritenute scorrette per autorizzare la costruzione di palazzi a Milano.
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L'assoluzione in blocco degli otto imputati nel processo sugli abusi edilizi nella Torre Milano di via Stresa rischia di provocare un "effetto domino" per i prossimi processi sull'urbanistica. Mettendo alcuni paletti difficili da superare sulla "buona fede" degli imputati - costruttori, progettisti, funzionari comunali - nel realizzare un palazzo fuorilegge ma nell'essere discolpati da prassi e pronunce della giurisprudenza penale e amministrativa.
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La sentenza su Torre Milano, che martedì ha assolto otto imputati nel processo sul grattacielo di via Stresa, irrompe negli altri procedimenti sul mondo dell’urbanistica. Su uno, in particolare, già da ieri. Cioè sull’inchiesta “madre” dei filoni sul mattone: la realizzazione del palazzo di piazza Aspromonte. Gli avvocati dei costruttori, sulla base del verdetto di tre giorni fa, chiedono il pros…
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Lei si era costituita parte civile. Chiedeva danni per almeno settantamila euro. Il grattacielo spuntato davanti alla sua finestra le aveva tolto aria e sole, «due ore di luce in meno al giorno». E il suo appartamento si era deprezzato. Affiancata dall’avvocata Antonella Forloni, ha partecipato al processo sulla Torre Milano di via Stresa. E dopo la sentenza che ha assolto gli imputati, si dice p…
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Tutti assolti. Dunque a Milano non c’è alcun problema? La sentenza di primo grado per i contestati abusi edilizi della Torre Milano, nel primo processo di una lunga serie, ha tranquillizzato molta parte della politica, milanese e nazionale. Nessun colpevole, dunque tutto bene. E il sindaco Giuseppe Sala ha addirittura cercato di dividere la Procura …
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Il tema della "buona fede" e delle "prassi" nelle pratiche edilizie del Comune di Milano, al centro della prima sentenza sull'urbanistica di due giorni fa, che ha portato alle assoluzioni di tutti gli imputati nel processo sul caso Torre Milano, è entrato oggi nelle discussioni degli avvocati in un altro dei tanti procedimenti in corso nel capoluogo lombardo. Si tratta del primo filone di indagini di questo genere, aperte quasi quattro anni fa dalla pm Marina…
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Milano, Sala: Viola? "Mettiamoci tutti a un tavolo, ognuno faccia sforzo" 18 giugno 2026 Roma, 18 giu. - "Io con Viola ho un buon rapporto, lo stimo anche. Infatti ho parlato di una parte della Procura rispetto alla quale ho sentito parole pesanti e immeritate. Di questo mi sono lamentato, ma non è che mi lamento di tutta la Procura e mi pare di avere espresso di essermi espresso con grande correttezza nei confronti del procuratore".
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"A Milano credo che oggi abbiamo fermi più di 10 miliardi di investimenti, 150 progetti, di cui 10 oggetto di indagini. Ma quegli altri 140 progetti, chi è che non li firma? Visto che credo in Milano, abbiamo venduto Milano nel mondo come città europea, io dico che non possiamo fermare Milano". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, all'Assemblea 2026 di Assoimmobiliare a Roma
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C'è un metodo, in Italia, e funziona sempre uguale. Prima l'inchiesta, poi i titoloni, poi il fango. Prendete due casi delle ultime settimane, che sembrano lontani ma narrano la stessa storia. Il primo. Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, indagato per corruzione sul Ponte sullo Stretto. Accusa pesantissima, da prima pagina. Peccato per un dettaglio che nessuno spiega: Miele non sedeva nella Sezione di controllo che ha bocciato la delibera.
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E adesso l'ombra del flop si allunga su altre inchieste della Procura di Milano sul fronte dell'urbanistica. Se il processo per la Torre Milano, concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste» riguardava solo uno dei tanti abusi edilizi commessi secondo i pm sotto la regia della giunta di Beppe Sala, adesso sono a rischio filoni ben più rilevanti. A partire dal fascicolo-icona: l'inchiesta sulla cessione dello stadio di San Siro a Milan e Inter.
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Il 1° ottobre 2023 Franco Zinna timbra l’ultimo cartellino a Palazzo Marino. Pensione, dopo quasi vent’anni di uffici urbanistici milanesi. Subito arriva la chiamata in Procura, poche domande, risposte in «pieno spirito collaborativo». A dicembre, l’avviso di garanzia. Il suo nome ricorre nelle carte dei pm sulla bufera che ha…
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Veronica Dini, avvocata che da tempo rappresenta cittadini e comitati che protestano contro la gestione dell’urbanistica in città, oggi sarà in aula per l’udienza preliminare del processo su piazza Aspromonte (ventisei indagati), dove rappresenta numerose parti civili. E farà di tutto perché si arrivi a un giudizio, nonostante incomba adesso la sentenza di assoluzione per gli otto imputati nel pr…
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Parola d’ordine rasserenare il clima, o almeno provarci. All’indomani della sentenza sulla torre di via Stresa che ha assolto tutti gli otto imputati — tra costruttori, ex dirigenti e funzionari di palazzo Marino — dalle accuse di abuso edilizio e lottizzazione abusiva “perché il fatto non costituisce reato”, negli uffici di via Sile, dove lavorano oltre 160 dipendenti dell’Urbanistica, si cerca …
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