Diciassette chiamate per chiedere aiuto sarebbero partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire sul Gran Sasso. Luca Perazzini e Cristian Gualdi, entrambi di Santarcangelo...
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Diciassette chiamate per chiedere aiuto sarebbero partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire sul Gran Sasso. Luca Perazzini e Cristian Gualdi, entrambi di Santarcangelo di Romagna, erano rimasti bloccati il 22 dicembre scorso in montagna durante una bufera di neve. Ora, in riferimento a quelle numerose chiamate, una persona risulta indagata nell'inchiesta della procura di Teramo sulla morte dei due amici.
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C’è un indagato per la morte di Luca Perazzini, 42 anni, e Cristian Gualdi, 48 anni, i due alpinisti romagnoli che il 22 dicembre 2024 hanno perso la vita sul Gran Sasso. Dal cellulare di una delle due vittime, come emerso dalle indagini e come rivela "Il Messaggero", sono partite diciassette chiamate per chiedere aiuto, rimaste senza risposta. La Procura di Teramo ha, quindi…
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All'uomo è stato notificato l'avviso di garanzia come atto a sua tutela per permettergli di partecipare alla perizia tecnica sul cellulare richiesta dalla Procura di Teramo. Luca Perazzini e Cristian Gualdi sono morti per ipotermia il 22 dicembre 2024 e i loro corpi ritrovati solo cinque giorni dopo C’è un indagato per la morte di Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti romagnoli che lo scorso 22 dicembre hanno perso la vita sul Gran Sasso
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C’è un indagato nell’inchiesta sulla tragica morte di Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti di Santarcangelo di Romagna deceduti sul Gran Sasso, bloccati dalla bufera di neve il 22 dicembre 2024. Lo riporta Il Messaggero. Il tutto ruota attorno a diciassette chiamate di soccorso effettuate dal cellulare di uno dei due escursionisti prima che perdessero la vita. Chiamate rimaste senza …
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Diciassette chiamate per chiedere aiuto partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire sul Gran Sasso. E’ stato iscritto nel registro degli indagati per questo motivo dalla procura di Teramo uno dei soccorritori: “un atto dovuto per poter fare accertamenti sui telefoni”, hanno scritto gli inquirenti, e per fare luce sulla morte dei due amici Luca Perazzini e Cristian Gualdi, entrambi di Santarcangelo di Romagna, rimasti bloccati…
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Il motore dell'indagine è stato l'esposto dei familiari di Luca Perazzini, 42 anni, elettricista, e Cristian Gualdi, 48, imprenditore, entrambi di Santarcangelo di Romagna. Sono stati gli avvocati Luca Greco e Francesca Giovannetti a insistere affinché si facesse chiarezza su quei due corpi senza vita trovati sul Gran Sasso dopo giorni di bufera e soccorsi impediti dal maltempo. Gli operatori, ostacolati dalle cattive condizioni meteo, riuscirono a raggiungere i due alpinisti solo dopo 5 giorni, il 27 dicembre dello scorso…
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Con lo scioglimento delle nevi, ritrovati durante un sopralluogo in superficie uno zaino e uno scarpone, persi dai due amici mentre si trovavano in vetta. Intanto, nell'inchiesta in corso, risulta indagato un responsabile del soccorso alpino
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TERAMO. Nuovi atti entrano nell’inchiesta aperta dalla Procura sui due alpinisti morti sul Gran Sasso a cominciare dal risultato della consulenza tecnica disposta sui telefonini e da poco depositata. Ma all’esame di investigatori e inquirenti da poco c’è anche il contenuto dello zaino appartenuto a uno dei due che è stato ritrovato di recente insieme a uno scarpone perso sempre dallo stesso alpinista.
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Un responsabile del Soccorso Alpino abruzzese è finito sotto indagine nell’ambito dell’inchiesta sulla tragica morte di Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti di Santarcangelo di Romagna deceduti sul Gran Sasso lo scorso dicembre. La vicenda, riportata oggi da Il Messaggero, ruota attorno a diciassette chiamate di soccorso effettuate dal cellulare di uno dei due escursionisti prima che perdessero la vita, intrappolati dalla bufera di neve del 22 dicembre.
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C’è un nome iscritto nel registro degli indagati per la morte di Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti di Santarcangelo rimasti bloccati il 22 dicembre scorso sul Gran Sasso durante una bufera di neve. Dall’inchiesta aperta dalal Procura di Teramo risulterebbero ben 17 chiamate di aiuto partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire. Lo riportano il quotidiano Il Messaggero e l’Ansa.
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Sono state diciassette. Diciassette le volte in cui i due alpinisti di Santarcangelo, Luca Perazzini di 42 anni e Cristian Gualdi di 48, hanno chiamato i soccorsi con tanto di geolocalizzazione precisa per chiedere aiuto: chiedere di essere salvati da quella tormenta mortale da cui erano stati sorpresi lo scorso 22 dicembre durante un'escursione sul Gran Sasso. Un'escursione tramutatasi poi in tragedia, quando i due alpinisti…
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Alpinisti morti sul Gran Sasso, indagato un soccorritore. Ignorate 17 chiamate di Perazzini e Gualdi
TERAMO. Diciassette chiamate per chiedere aiuto partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire sul Gran Sasso. Sono quelle in riferimento alle quali una persona risulta indagata nell'inchiesta della Procura di Teramo sulla morte dei due amici Luca Perazzini e Cristian Gualdi, entrambi di Santarcangelo di Romagna, rimasti bloccati il 22 dicembre scorso in montagna durante una bufera di neve.
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Secondo quanto emerso dalla perizia tecnica sul cellulare di Gualdi, i due alpinisti morti sul Gran Sasso, avevano effettuato ben 17 chiamate di emergenza, tutte geolocalizzate, prima di restare assiderati. Telefonate che non ricevettero nessuna risposta. Proprio per questo, un responsabile del Soccorso Alpino abruzzese risulta attualmente indagato, in un atto definito “a sua tutela”, che gli ha consentito di partecipare alla perizia.
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LE INDAGINI La montagna ha “restituito” agli inquirenti l’equipaggiamento di Luca Perazzini, compreso lo scarpone che l’alpinista ha perso quando è scivolato nel Vallone dell’Inferno, rimanendo bloccato insieme all’amico Cristian Gualdi fino al momento del decesso di entrambi. Sulle vette del Gran Sasso, nel versante teramano, recentemente sono stati recuperati lo zaino con tutto l’occorrente e lo scarpone che Perazzini ha perso immediatamente, lasciandolo col piede esposto alla bufera.
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