Questo è il grafico più importante per i mercati obbligazionari in questo momento. Gli investitori giapponesi sono tra i maggiori esportatori di capitali al mondo. Da soli, rappresentano una quota consistente della proprietà delle obbligazioni europee e dei titoli del Tesoro statunitensi: possiedono infatti trilioni di obbligazioni estere. Ma presto i conti potrebbero non tornare più per loro. Ciò porterebbe a un esodo giapponese dai…
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“Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo”. Uno dei tanti aforismi di Oscar Wilde si adatta alla perfezione alla situazione che sta vivendo il Giappone in questi mesi, con un mercato dei bond letteralmente in crisi e che rischia di far detonare l’intero sistema finanziario mondiale. Tokyo è stata per decenni un’ancora di stabilità. Quando tutto si muoveva, stava maledettamente immobile come un semaforo.
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Il governo giapponese non ha remore sull’intelligenza artificiale. La premier Sanae Takaichi, la Meloni giapponese, ha sottoposto a fine gennaio alla Dieta Nazionale, il parlamento del Sol Levante, un disegno di legge che permette di raccogliere e condividere informazioni personali sensibili, come cartelle cliniche o penali, senza il consenso degli interessati quando servono ad addestrare l'intelligenza artificiale.
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Ormai è chiaro. Per l'amministrazione americana è un nervo scoperto. Forse il principale. Il debito pubblico. Vale oltre 37 mila miliardi e quest'anno ce ne sono da rifinanziare, tra quello che va a scadenza e quello nuovo, circa diecimila. Per l'amministrazione Trump è vitale rinnovarlo ai tassi più bassi possibili. Un battito d'ali in qualsiasi parte del mondo su questo fronte può causare tempeste a Washington
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Benvenuti su Outlook, la newsletter di Repubblica che analizza l'economia, la finanza, i mercati internazionali. Ogni mercoledì parleremo di società quotate e no, di personaggi, istituzioni, di scandali e inchieste legate a questo mondo. Se volete scrivermi, la mia mail è [email protected]. Buona lettura, Walter Galbiati, vicedirettore di Repubblica Ci volevano settimane o mesi perché si v…
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Negli ultimi mesi, in Italia, quando si parla di mercati finanziari la parola che ricorre più spesso è “stabilità”. Lo spread sotto controllo, le aste dei titoli di Stato che filano lisce, i rendimenti che non fanno più notizia. Un racconto spesso rivendicato anche a livello politico, come se l’equilibrio fosse ormai acquisito. Ma mentre l’atten…
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Nulla di fatto sui tassi in Giappone mentre prosegue la salita dei rendimenti nipponici soprattutto sui tratti di curva più lunghi con la debolezza dello yen che persiste. Segno di una crisi del debito che potrebbe esplodere fragorosa se l’azzardo della neo premier di convocare a breve nuove elezioni dovesse rivelarsi sbagliato. Il meeting della Banca centrale giapponese era atteso ad un nulla di fatto e così è stato.
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La Borsa di Tokyo crede nella politica espansiva della premier Sanae Takaichi (preferiti i settori difesa e semiconduttori). I gestori però suggeriscono cautela a causa dell’incertezza su bond, yen e carry trade
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Non solo crisi dei bond. Sul Giappone incombe un'elezione che deciderà l'andamento dei mercati globali. C’è chi li chiama bond vigilante e chi li chiama speculatori. Probabilmente stiamo parlando dello stesso gruppo di investitori, che però assume toni eroici o famelici a seconda di chi li sta descrivendo. Questa volta però il problema non è Washington (che con i bond sta vivendo un momento di rara tranquillità), ma piuttosto del Giappone, con il primo ministro…
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