Cina e Svizzera rafforzano i legami bilaterali. I due Paesi hanno concordato di rafforzare l’accordo di libero scambio e di semplificare le procedure per i visti per i viaggi. Cina e Svizzera rafforzano i legami Cina e Svizzera hanno firmato una dichiarazione congiunta per rafforzare l’accordo di libero scambio, firmato nel 2013, e approfondire i legami bilaterali. “Si tratta di un passo importante verso l’inizio di possibili negoziati”, ha affermato il governo svizzero.
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Il vicepresidente in carica di Taiwan, Lai Ching-te, ha vinto le elezioni presidenziali che si sono tenute nel Paese in rappresentanza del Partito Democratico Progressista (Dpp), formazione che si pone l’autonomismo della Repubblica di Cina come obiettivo. Nel Paese che la Repubblica Popolare Cinese rivendica come parte del suo territorio e che dal 1949 a oggi rappresenta l’erede della componente nazionalista sconfitta nella guerra civile il voto ha mostrato l’esistenza di una maggioranza relativa…
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Di Guido Santevecchi Irritata dalla sconfitta politica, la Cina alza la voce alzato la voce con Washington anche per le congratulazioni al presidente Lai del segretario di stato Antony Blinken Taipei — Sulla scalinata di pietra bianca che porta al mausoleo di Chiang Kai-shek i ragazzi di Taipei fanno ginnastica e si allenano salendo e scendendo di corsa gli 89 gradini che ricordano gli anni vissuti dal generalissimo che si rifugiò nell’isola inseguito dall’esercito di Mao.
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A dispetto del voto presidenziale di ieri a Taiwan che ha consegnato la vittoria all’autonomista William Lai, l’isola «fa ancora parte della “Unica Cina”». Lo ha ribadito oggi il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante la conferenza stampa al Cairo con il suo omologo egiziano Sameh Shoukry. «Non importa quali siano i risultati delle elezioni – continua -, non possono cambiare il fatto fondamentale che esiste solo…
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Un'atmosfera vivace e positiva, priva di contestazioni, all'insegna della sportività. È questo il day after delle elezioni a Taiwan, che hanno visto trionfare William Lai Ching-te, il candidato del Partito Democratico Progressista (DPP), noto per le sue posizioni contrarie alle ingerenze cinesi. Silvia Frosina, ricercatrice presso la Scuola Superiore di Pisa attualmente impegnata in studi sul campo presso…
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La questione di Taiwan è di fondamentale importanza per la Cina e rappresenta una linea rossa insormontabile nelle relazioni sino-americane. Questo è quanto afferma il ministero degli Esteri cinese in una nota, in cui si sottolinea che la dichiarazione del Dipartimento di Stato americano sulle elezioni nella regione cinese di Taiwan è stata duramente contestata. Tale dichiarazione è considerata una grave violazione del principio dell'Unica Cina e dei tre comunicati congiunti sino-americani.
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Sono andati al voto in tantissimi. A Taiwan 23 milioni di cittadini, pari a oltre il 70 per cento degli aventi diritto al voto, si sono recati alle urne. Una grande prova di democrazia che ha portato alla presidenza, con il 40,2 per cento delle preferenze, William Lai Ching-te. «Pechino affronti la realtà e rispetti i risultati delle elezioni», ha commentato il ministero degli Esteri di Taipei in risposta ai funzionari cinesi che si affrettavano a dire che le questioni di Taiwan sono un…
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Giornata storica a Taiwan dove si sono svolte le elezioni presidenziali. I candidati alla nuova presidenza dell'isola erano tre persone: William Lai, candidato del Partito democratico progressista, Hou Yu-ih del Kmt e Ko Wen-je del Tpp. Le elezioni hanno toccato un'affluenza record con oltre il 70% di persone che si sono recate alle urne. Fin dalle prime ore dopo l'inizio dello spoglio, la candidatura di William Lai ha preso subito il largo facendo intendere immediatamente l'esito di queste elezioni.
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Taiwan, il nuovo presidente William Lai avverte già Pechino: «Sono determinato a salvaguardare il Paese dalle continue minacce e intimidazioni della Cina. Mantenere la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan è una responsabilità importante». La replica cinese arriva subito: «Contrasteremo le attività separatiste». E dagli Usa non arrivano buone notizie, per bocca del presidente Joe Biden: «Non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan».
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