Il caos energetico provocato dalla guerra con l’Iran sta facendo risalire i prezzi e rimettere Mosca al centro del gioco. Trump dice che con il petrolio caro gli Stati Uniti guadagnano, ma intanto allenta le sanzioni sul greggio russo per calmare i mercati. E in Europa, mentre Bruxelles promette l’addio definitivo al gas di Mosca entro il 2027, riaffiora la tentazione di tornare a comprare energia russa perché costa meno
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Ciò che la guerra toglie da un lato, nuove guerre restituiscono dall’altro. La decisione da parte del presidente statunitense Donald Trump di mettere in campo una sospensione temporanea alle sanzioni contro Mosca, e garantire dunque a tutti gli importatori globali di acquisire petrolio e derivati russi che erano già stati imbarcati a partire dall’altro ieri fino (le stime parlano di circa 130milioni di barili), permette al Cremlino di tirare un sospiro di sollievo per la propria situazione finanziaria…
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La Russia è davvero la principale vincitrice del conflitto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran? Il ritorno che Mosca potrebbe trarre da un aumento globale del prezzo del petrolio e da un allentamento delle sanzioni statunitensi su altri Paesi che acquistano petrolio e prodotti petroliferi russi - misura volta a contenere l’impatto economico della guerra - sembra poter avvantaggiare Mosca sul breve termine piuttosto che risolvere i problemi strutturali e congiunturali…
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Forse Emmanuel Macron è troppo ottimista quando avverte la Russia che “sbaglia” se spera di “avere respiro” per via della guerra in Iran. Dopo quella parziale per le raffinerie indiane, infatti, gli Stati Uniti hanno concesso una deroga generalizzata per 30 giorni all’acquisto di petrolio russo che si trovi già in mare: una iniezione di …
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La decisione di Trump di allentare le sanzioni americane sul petrolio russo è l’ultima dimostrazione dell’approccio del presidente statunitense alla politica, tanto quella nazionale quanto quella internazionale. Niente solide alleanze, nessun impegno di lungo periodo insieme ad altri paesi quindi sostanza la fine del multilateralismo, no al rispetto delle regole a meno che non siano funzionali ai propri interessi.
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Perché Putin sta vincendo la guerra del Golfo grazie al petrolio (ed è una pessima notizia per Kiev)
Perché Vladimir Putin rischia di diventare il vero vincitore della Guerra del Golfo? Sicuramente è il leader che sta riscuotendo i maggiori dividendi dal conflitto. Più di Donald Trump, alle prese con le ripercussioni economiche di un'avventura che non si sa dove porterà; più di Xi Jinping, che solo nelle ultime ore ha ottenuto il salvacondotto iraniano per riprendere l'import di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, bloccato per tutte le…
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«La Russia è la grande vincitrice della guerra in Medio Oriente». Analisti ed esperti concordano: il conflitto in Medio Oriente tra Iran e asse Usa-Israele sta offrendo a Mosca un’inaspettata boccata d’ossigeno economica, almeno per ora. Prima dello scoppio della guerra, le aziende energetiche russe faticavano a collocare il proprio petrolio sui mercati internazionali a causa delle sanzioni occidentali.
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La Russia sta incassando fino a 150 milioni di dollari al giorno di entrate aggiuntive per il bilancio grazie alle vendite di petrolio, diventando il principale beneficiario del conflitto in Medio ...
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L'attacco sferrato da Usa e Israele contro l'Iran avvantaggia anzitutto la Russia di Vladimir Putin, che sta facendo "un sacco di soldi" grazie ai rincari di gas e petrolio, cosa che gli consentirà di "continuare" la sua guerra contro l'Ucraina. Avvantaggia anche gli stessi Stati Uniti d'America che, energeticamente autosufficienti, vedranno aumentare la "competitività" delle proprie aziende rispetto a quelle europee, le quali pagheranno di più per…
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Interpellato dal CdT sulla situazione, l’economista italiano Carlo Cottarelli, ex direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, si appella al buonsenso dell’Occidente, il quale dovrebbe resistere alla tentazione di rivolgersi a Vladimir Putin: «È chiaro che la Russia sta guadagnando da questa situazione. Sta traendo vantaggi sia in termini di prezzo del petrolio al barile, che comunque è già salito, sia in termini di maggiore possibilità di vendita…
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La Russia sta incassando fino a 150 milioni di dollari al giorno di entrate aggiuntive per il bilancio grazie alle vendite di petrolio, diventando il principale beneficiario del conflitto in Medio Oriente che ha fatto impennare il prezzo del greggio. Lo scrive il Financial Times. Finora Mosca ha guadagnato un extra stimato tra 1,3 e 1,9 miliardi di dollari dalle tasse sulle esportazioni di petrolio, dopo che la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz ha portato a una…
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Min lettura La prima regola del Fight Club è: non si parla mai del Fight Club. La prima regola per dichiarare guerra è: non parlare mai di “guerra”, ma di “operazione”. Questo schema era chiaramente visibile nei discorsi di Vladimir Putin e Donald Trump quando hanno annunciato le ostilità contro l'Ucraina e l'Iran alla fine di febbraio 2022 e alla fine di febbraio 2026. Entrambi i conflitti sono stati definiti come operazioni: la Russia ha lanciato una “operazione militare speciale”, mentre gli Stati Uniti hanno…
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I bombardamenti statunitensi ed israeliani sulle città iraniane vengono osservati con particolare attenzione negli uffici del Cremlino. Se da un lato la guerra rappresenta un fattore di evidente instabilità regionale che potrebbe produrre conseguenze imprevedibili, dall’altro diversi analisti ed esperti del settore hanno recentemente dato voce all’argomentazione per cui Mosca potrebbe, grazie al conflitto, cogliere alcune opportunità strategiche.
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(Adnkronos) – Non solo informazioni di intelligence ma strategie e piani. Il ruolo della Russia nella guerra tra Iran da una parte e Stati Uniti-Israele dall’altra appare più rilevante di quanto sia sembrato finora. A delineare il quadro in cui Mosca ha una funzione di primo piano è una fonte dell’intelligence occidentale, che accende i riflettori sull’asse con Teheran. Nei giorni scorsi erano emerse notizie sull’aiuto di Mosca a Teheran con informazioni sugli…
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La crisi in Medio Oriente, aggravata dall’escalation militare legata all’Iran, sta producendo effetti che vanno ben oltre la regione del Golfo. Mentre l’attenzione internazionale si concentra sugli sviluppi militari e sul rischio di un conflitto più ampio, un attore sembra muoversi con particolare abilità sul piano strategico: la Russia. Le dichiarazioni provenienti dal Cremlino e le analisi di diversi leader europei suggeriscono che Mosca stia cercando di trasformare la…
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