Cuba rimasta a secco ci sbatte in faccia l’urgenza di superare la nostra dipendenza dai carburanti fossili A Cuba oggi una nave che non arriva può spegnere una casa, fermare un autobus, complicare un ricovero, lasciare un frigorifero inutile in cucina. La crisi energetica dell’isola ha una forma molto concreta: corrente per poche ore al giorno, spesso di notte, mezzi pubblici ridotti all’osso, ospedali costretti da mesi a concentrarsi…
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I cubani protestano all'Avana per i prolungati blackout 15 maggio 2026 L'Avana, 15 mag. - Un isola al buio, i cubani protestano all'Avana per i continui black out alla rete elettrica. Il paese caraibico è colpito da mesi da un peggioramento delle interruzioni di corrente legate al pesante embargo e al taglio delle forniture da parte del Venezuela dopo la caduta di Maduro. La gente ha protestato contro i blackout battendo pentole e padelle ma anche accendendo falò in strada.
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Obiettivi che oggi appaiono difficili da immaginare, mentre il paese vive giorno per giorno tra enormi difficoltà e sotto la continua pressione degli Stati Uniti, che non escludono ulteriori azioni, anche militari, contro L’Avana. Le negoziazioni non hanno portato a risultati concreti e il blocco del carburante continua. Così, tra un blackout e l’altro, la vita sull’isola è costretta ad adattarsi alla mancanza anche dei servizi più basilari.
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L’emergenza umanitaria come laboratorio geopolitico. È quanto accade, giorno dopo giorno, nella Cuba al tempo della “grande carestia energetica”, causata dall’interruzione – su pressione Usa – delle forniture di petrolio da cui dipende oltre il 60 per cento del fabbisogno nazionale. Il blackout o “apagón” è una dimensione esistenziale per gli ormai poco più di nove milioni di abitanti. Non indica solo l’assenza di luce bensì di qualunque pulsione vitale.
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Sarà anche cattolico, ma arrivato all’alta carica di Segretario di Stato Marco Rubio non ha rinunciato a mentire: prima di giungere a Roma a incontrarsi con papa Leone XIV ha infatti affermato non solo che «non esiste un blocco energetico di Cuba», ma che di fatto il bloqueo non è responsabile dell’acuta crisi di Cuba. Che invece deve essere ascritta all’«incapacità dei suoi dirigenti» e del suo «catastrofico» socialismo
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