Ucraina, la forza multinazionale prende forma. Il Regno Unito stanzierà 200 milioni di sterline, circa 230 milioni euro, per preparare le truppe britanniche ad un dispiegamento nel territorio ucraino dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, John Haley, dopo la sua visita a Kiev dove ieri ha discusso con Zelensky i piani post-bellici. I fondi…
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Due giorni dopo il vertice della coalizione dei volenterosi, Emmanuel Macron ha incontrato in una riunione a porte chiuse tute le forze politiche rappresentate in Parlamento per presentare loro il piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati francesi in Ucraina, una volta concluso un accordo di pace. Secondo la leader del gruppo parlamentare France Insoumise Mathilde Pano, la Francia potrebbe inviare "6mila soldati" in Ucraina.
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Ancora una notte di pesanti attacchi con droni e un missile. Diversi feriti e un morto nel Donetsk Il Regno Unito ha deciso di stanziare 230 milioni di euro per preparare il suo esercito in vista di un futuro dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina, in caso di cessate il fuoco con la Russia. Il finanziamento permetterà «di fornire nuovi veicoli, sistemi di comunicazione e…
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Tra i temi toccati nella conferenza stampa di inizio anno dalla premier Giorgia Meloni c’è ovviamente quello riguardante la guerra in Ucraina. “Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che io considero un po’ di parte“, ha dichiarato la presidente del Consiglio replicando alla domanda di un giornalista. “Il dibattito all’interno della maggioranza sul tema Ucraina non è tra filo-russi, filo-ucraini, i fili ce li hanno i burattini
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Ucraina, Meloni "Non ritengo necessario l'invio di truppe italiane" 9 gennaio 2026 ROMA (ITALPRESS) - "Non c'è sul tavolo l'opzione di un intervento sotto l'ombrello dell'Onu, quello di cui si sta discutendo è di una forza per rafforzare la difesa ucraina come strumento di sicurezza. Non ritengo necessario inviare soldati in Ucraina perché c'è un sistema di sicurezza ispirato all'articolo 5 della Nato.
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Tra i temi toccati nella conferenza stampa di inizio anno dalla permier Giorgia Meloni c'è ovviamente quello riguardante la guerra in Ucraina. «Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che io considero un po' di parte», ha dichiarato la presidente del Consiglio replicando alla domanda di un giornalista. «Il dibattito all'interno della maggioranza sul tema…
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ROMA "Non c'è un'opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell'ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l'invio di soldati è perchè il principale strumento per le garanzie di pace è l'articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l'Ucraina.
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C’è da chiedersi come mai la Lega tenga a ribadire «il proprio No a ogni ipotesi di invio di soldati italiani in Ucraina». E perché aggiunga la postilla che «la posizione, peraltro, è ampiamente condivisa». Sembra quasi un altolà preventivo al resto del governo. In apparenza superfluo, perché la premier Giorgia Meloni ha dichiarato ripetutamente, e con lei il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che non ci sarà presenza militare italiana: nemmeno per garantire la tenuta di una tregua tuttora da costruire.
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Torna ad aleggiare l’insopportabile cattivo odore del doppiopesismo sul diritto internazionale. Con, da una parte, l’operazione di polizia in Ucraina, così l’ha chiamata sfacciatamente Putin, che ci vede, Italia ed Unione europea, schierati e coinvolti militarmente con l’aggredito, con invio di armi ormai di offesa e con la strategia guerrafondaia del riarmo; e dall’altra l’applauso convinto dei Paesi Ue a favore dell’aggressore per l’«operazione di polizia» di Trump contro il Venezuela
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