Nell'ambito delle novità tecnologiche più attese, Apple ha fatto una mossa audace e forse inaspettata nel settore dell'intelligenza artificiale, con il rilascio di diversi modelli di linguaggio (LLM) open source. Questa collezione, denominata OpenELM (Open-source Efficient Language Models), rappresenta un notevole passo avanti nell'integrazione dell'AI sui dispositivi, piuttosto che sull'elaborazione basata su server cloud.
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Apple ha rilasciato diversi modelli LLM (Large Language Models) open source progettati per funzionare su dispositivi anziché attraverso server cloud. Chiamati OpenELM (Open-source Efficient Language Models), i LLM sono disponibili su Hugging Face Hub, una community per la condivisione di codice AI. Advertising Come descritto in un white paper PDF, ci sono in totale otto modelli OpenELM, quattro dei quali sono stati pre-addestrati utilizzando la libreria CoreNet e quattro modelli ottimizzati…
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Apple si unisce alla corsa all’intelligenza artificiale generativa con il rilascio di OpenELM, una nuova famiglia di modelli linguistici di grandi dimensioni open-source. A differenza dei concorrenti che richiedono una connessione ai server cloud, OpenELM è progettato per essere eseguito interamente sui dispositivi. Poche ore fa, la comunità di Hugging Face ha rilasciato OpenELM, che comprende otto modelli in totale: quattro pre-addestrati e quattro regolati da istruzioni.
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L’intelligenza artificiale ha preso sempre più piede nel settore mobile e Apple, al momento indietro rispetto alle principali aziende della concorrenza, è consapevole di avere bisogno di una decisa accelerata. Un assaggio delle nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale studiate da Apple lo avremo a giugno in occasione della Worldwide Developers Conference 2024, quando sarà annunciato iOS 18, prossima versione del sistema operativo mobile del colosso di Cupertino che dovrebbe avere proprio l’IA…
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L'intelligenza artificiale made in Cupertino funzionerà direttamente sul dispositivo e offline: più integrata nel sistema operativo rispetto a Gemini di Google. Fino ad ora, Apple non ha ancora condiviso col pubblico nessuna importante funzione di intelligenza artificiale, rimanendo indietro rispetto a colossi come Google e OpenAI in tale ambito. Tuttavia, l'azienda sta concentrando i suoi sforzi sul prossimo grande aggiornamento per iPhone, che introdurrà l'IA…
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Aggiornamento 23/04: continuano le acquisizioni nel settore AI di Apple, questa volta con la compagnia francese Datakalab. Trovate tutte le informazioni all’interno dell’articolo. Adesso è ufficiale: Apple sta lavorando alla sua intelligenza artificiale generativa, il cui debutto avverrà già nel 2024. Ad annunciarlo è stato proprio il CEO della compagnia durante la consueta conferenza con gli investitori per i risultati finanziari.
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La fonte dice che l'acquisizione è stata completata lo scorso dicembre; l’azienda viene descritta come esperta in operazioni AI a basso consumo energetico, ad alta efficienza ed eseguite in locale. Non c’è certo bisogno di un’immaginazione esagerata per intuire che Apple, che punta molto sul discorso privacy, salvaguardia dei dati personali e ricorso al cloud solo quando strettamente necessario, possa essere interessata a un’azienda posizionata in questo modo.
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Apple ha acquisito Datakalab, una startup con sede a Parigi specializzata nella compressione dell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie di computer vision. Secondo la rivista economica francese Challenges, l’acquisizione è stata perfezionata a dicembre. Datakalab si descrive come “startup esperta in algoritmi a basso consumo, efficienti in termini di runtime e di deep learning, che funzionano sul dispositiv”o.
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Continuano le acquisizioni di Apple di varie realtà specializzate in Intelligenza Artificiale AI: l’ultima acquisizione in ordine di tempo che è stata resa nota dal colosso di Cupertino è quella che riguarda Datakalab. Si tratta di una startup parigina, un’azienda che si è fatta notare per alcuni algoritmi di compressione e altri ancora utili nelle analisi delle immagini, utili ad esempio per misurare l’afflusso negli spazi pubblici.
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