Mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo terzo anno, un nuovo fronte di tensione energetica si apre per l’Europa, con effetti diretti anche sull’Italia. La recente crisi nello stretto di Hormuz e le minacce ai flussi di Gnl dal Qatar hanno riacceso i riflettori sulla fragilità degli approvvigionamenti, innescando una nuova corsa al gas. L’Italia, in particolare, si trova in una posizione delicata.
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La grande caccia per gli stoccaggi è già partita. Va sostituito il Gas naturale liquefatto che, almeno per il momento, non arriverà più dal Qatar per coprire i consumi di aprile e le riserve da mettere da parte per il prossimo inverno. Senza contare che potrebbero arrivare a 86, i miliardi di metri cubi mancanti all'appello nel mondo in caso di blocco prolungato dello stretto di Hormuz, secondo i calcoli di Oxford Economics.
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"Nell'Unione vanno riaperte subito le raffinerie. Niente rischi di forniture, ma i prezzi voleranno"
"In Europa sono state sistematicamente chiuse raffinerie perché risultavano poco attrattive. Doverosa è una rapida riflessione sulla sicurezza strategica e sul peso strategico della raffinazione. A Bruxelles si è ritenuto che il prezzo dell'energia fosse una variabile quasi indipendente. In realtà, il prezzo energetico deriva da fattori che possono essere geopolitici, ma pure da scelte strategiche normative.
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