Osservo con grande preoccupazione il dibattito in corso in Parlamento sullo sviluppo dei data center in Italia. Nel confronto del 12 novembre 2025 in IX Commissione permanente sulla proposta di legge-delega al Governo in materia di organizzazione, potenziamento e sviluppo tecnologico dei centri di elaborazione dati, l’obiettivo dichiarato era quello di semplificare le autorizzazioni bilanciando però stringenti vincoli ambientali e fiscali.
Leggi
Altre informazioni:
Un anno fa, giorno più giorno meno, Civitavecchia venne attraversata da un brivido caldo. In occasione della presentazione del piano triennale di Enel, l’amministratore delegato della spa energetica, Flavio Cattaneo, annunciò che l’azienda aveva ricevuto proposte per l’utilizzo delle aree delle centrali in dismissione, tra cui quella di Torrevaldaliga Nord, per la realizzazione di potenti data center
Leggi
Ad agosto 2025 i data center italiani hanno registrato 342 richieste di connessione, in crescita del +1600% rispetto al 2020. Hanno totalizzato 55 GW di richieste di allaccio alla rete, metà delle quali in Lombardia e 7 GW nel solo capoluogo, Milano. Si sta ridisegnando la geografia dell’Italia digitale. Oggi si attestano a 14 i progetti per data center, con potenza installata di almeno 50 megawatt, che tra il 2024 e il 2025 hanno ricevuto semaforo verde sulla valutazione di impatto ambientale.
Leggi
Il via libera ai 14 nuovi data center in Italia rappresenta un passaggio cruciale per la crescita digitale del Paese e il consolidamento della sua attrattività nel panorama europeo. Questa autorizzazione, che interessa in modo preponderante la Lombardia e, in misura più contenuta, il Lazio, conferma la persistente concentrazione degli investimenti infrastrutturali in aree già consolidate dal punto di vista logistico ed economico.
Leggi
