Un risultato a sorpresa che scompagina gli equilibri della politica interna di Bucarest e inevitabilmente anche quelli della politica estera europea. Le elezioni presidenziali della Romania sono state vinte, al primo turno, dal candidato dell’estrema destra filorusso Calin Georgescu. Un risultato che gli analisti politici leggono come un leggero allontanamento della Romania dalla Ue e un avvicinamento alla Russia
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Terremoto politico, tsunami, choc: sono questi i termini che prevalgono all’indomani del primo turno delle presidenziali in Romania, vinte a sorpresa dall’esponente di estrema destra filorusso Calin Georgescu, praticamente uno sconosciuto fino al momento della sua candidatura, che andrà al ballottaggio l’8 dicembre con Elena Lasconi, sindaca e politica di centrodestra, ritenuta anche lei una outsider alla vigilia, ma che è riuscita…
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Un ultranazionalista di estrema destra, ammiratore di Putin, antieuropeo e filorusso, un tiktoker antisistema che disprezza l’Occidente e i valori che rappresenta, che non si limita a essere contro l’aborto ma si spinge a condannare perfino il parto cesareo, perché interrompe il «legame divino». È questo, in estrema sintesi, il ritratto dell’uomo che ha provocato un terremoto politico in Romania …
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