A settembre il tasso di inflazione rimane stabile a quota +1,6%. Nel dettaglio, segnano un’accelerazione i prezzi dei beni energetici, sia regolamentati che non regolamentati; rallentano, invece, i prezzi dei servizi relativi ai trasporti. Il tasso del cosiddetto “carrello della spesa” passa al +3,1%, con una lieve diminuzione rispetto al mese precedente. Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F.
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Secondo i dati definitivi di settembre resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione annua è pari +1,6%, come in agosto, mentre scende dello 0,2% su agosto 2025. “Una stabilità apparente! Il fatto che l’inflazione tendenziale sia ferma vuol dire solo che le famiglie sono sempre più inguaiate e che le loro tasche si svuotano ancor di più. Fino a che i prezzi salgono, anche se allo stesso ritmo di agosto, più le famiglie sono in difficoltà, considerato che i prezzi in valore assoluto erano già stellari” afferma Massimiliano…
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E’ Napoli la città con l’inflazione più alta a settembre: nel mese tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome e i comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti – spiega l’Istat – l’inflazione più elevata si osserva a Napoli (+2,4%) e a Bolzano (+2,2%), mentre la più contenuta si registra a Modena, Palermo e Reggio Emilia (tutte a +0,8%) e a Campobasso (+0,4%). Nella media nazionale l’aumento dei prezzi è…
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A settembre l’inflazione è scesa rispetto al mese precedente, ma è cresciuta rispetto allo stesso periodo di un anno fa: +1,5%, essenzialmente frutto del costante aumento dei prezzi dei generi alimentari. L’indice tendenziale complessivo di questi ultimi è pari a +3,1% e gli incrementi riguardano soprattutto carne (+5,9%), latticini (+5,1%), caffè, tè e cacao (+19,7%). Solo oli e grassi proseguono la loro corsa in controtendenza, con un indice tendenziale significativamente negativo e identico a quello di…
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Scendono i prezzi dei trasporti e quelli degli alimentari non lavorati, come verdura o carne fresca. E grazie alla loro spinta la vendita segna una frenata. A settembre il carovita registra - rispetto a 12 mesi prima - lo stesso valore tendenziale del mese precedente: +1,6 per cento annuo. L'indice dei prezzi, invece, è calato a livello mensile: tra settembre e agosto c'è stata una riduzione di due decimali.
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A settembre, i prezzi dei beni alimentari, dei prodotti per la casa e della cura della persona in Italia hanno mostrato una leggera decelerazione, con un incremento che scende dal +3,4% al +3,1% rispetto all'anno precedente. D'altro canto, i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto sono aumentati, passando dal +2,3% al +2,6%. Questo è quanto emerso dai dati diffusi dall'Istat, che evidenziano un quadro complesso per l'economia familiare.
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L’inflazione non corre ma neppure recede: è la sintesi dell’analisi dei prezzi al consumo realizzata dal Comune di Cremona per conto dell’Istat, relativamente al mese di settembre. Prosegue la crescita degli alimentari (indice tendenziale complessivo pari a +3,1%), e in particolare per carne +5,9%, latticini +5,1%, caffè tè cacao +19,7% (quasi identico a luglio e agosto). Solo oli e grassi proseguono la loro corsa in controtendenza, con un indice tendenziale significativamente negativo…
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Abbiamo assistito a un rallentamento significativo per i prezzi dei servizi relativi ai trasporti, che sono scesi da un robusto +3,5% ad un più contenuto +2,4%. Anche gli alimentari non lavorati hanno visto attenuare il loro aumento, passando da +5,6% a +4,8%. Dall'altra parte, si è verificata una decisa accelerazione per gli energetici regolamentati, che sono balzati da +12,9% a +13,9%, e un recupero per gli energetici non regolamentati, i…
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Nel mese di settembre 2025, secondo l’ultimo report di Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, evidenzia una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,6% su base annua (come nel mese precedente), confermando la stima preliminare. La stabilità del tasso d’inflazione sottende andamenti differenziati dei diversi aggregati di spesa: sono in rallentamento i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,5% a +2,4%)…
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Gli ultimi dati Istat confermano ciò che le famiglie avvertono da tempo: l’aumento, ormai fuori controllo, dei prezzi dei prodotti agro-alimentari. Sono stati registrati incrementi che, dal 2021 ad oggi, hanno raggiunto livelli mai visti. Pane, pasta, latte e verdura segnano rialzi tra il 50% e il 70%, mentre alcuni alimenti di largo consumo, come olio extravergine d’oliva e mele, hanno raddoppiato o addirittura più che raddoppiato il loro costo.
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L’inflazione rallenta nei numeri ufficiali, ma non nel carrello della spesa. A confermarlo è l’analisi condotta da Assoutenti, che delinea come una famiglia media con due figli arrivi a spendere 343 euro in più all’anno solo per cibo e bevande rispetto al 2024. I dati Istat confermerebbero l’andamento: l’inflazione generale è stabile al +1,6%, mentre i prezzi alimentari aumentano del +3,7%, con punte del +4,8% per i prodotti non lavorati.
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A settembre 2025 l’inflazione rallenta, ma resta un peso per le famiglie italiane. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, secondo l'Istat, segna una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,6% su base annua, confermando le stime preliminari. Dietro la stabilità del tasso d’inflazione si celano dinamiche diverse tra le varie…
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