Amava passeggiare per il paese, avvicinandosi ai turisti e ai residenti. Un cervo è stato ucciso per divertimento, da un 23enne. Bambotto, soprannominato Otto, era un maestoso cervo che abitava il paese di Pescol, nella frazione di San Tommaso Agordino. Grazie alla sua indole cordiale e amichevole si era perfettamente inserito nella comunità. Moltissimi turisti, bambini per lo più, raggiungevano la località bellunese per poterlo incontrare.
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Non si placa l'onda di emozioni suscitata dall'uccisione a fucilate del cervo 'Bambotto', considerato la mascotte del paesino di Pecol (Belluno). E arriva chi contesta l'idea stessa dell'adozione degli animali selvatici, fornendo loro alle finestre il cibo di casa. "I cervi sono ruminanti e non possono mangiare cioccolata o panini. Foraggiare un animale selvatico è controproducente per la salute dell'animale stesso" interviene Alberto Colleselli, presidente di Federcaccia Belluno…
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Non si placa l'onda di emozioni suscitata dall'uccisione a fucilate del cervo 'Bambotto', considerato la mascotte del paesino di Pecol (Belluno). E arriva chi contesta l'idea stessa dell'adozione degli animali selvatici, fornendo loro alle finestre il cibo di casa. "I cervi sono ruminanti e non possono mangiare cioccolata o panini. Foraggiare un animale selvatico è controproducente per la salute dell'animale stesso" interviene Alberto Colleselli, presidente di Federcaccia Belluno, in passato…
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Cervo Bambotto ucciso, il cervo cresciuto tra le case di Pecol, era un simbolo del paese A parlare è Donatella Zendoli, la donna che ha denunciato la morte dell’animale. Chi era Bambotto? La storia di Bambotto è una storia di amore, perdita e indignazione. Bambotto era un cervo che viveva nel villaggio di Pecol, nel bellunese, e che era amato da tutta la comunità. Era un animale amichevole e socievole, che si avvicinava alle persone per chiedere cibo e attenzione.
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Indignazione e tristezza nel borgo dolomitico di Pecol, nel comune di San Tomaso Agordino (Belluno), dopo la morte violenta, per mano di un cacciatore, di «Bambotto», un esemplare di cervo di sette anni che era la 'mascottè del paese e viveva in simbiosi con la gente. Lo raccontano i giornali locali. Il cervo era anche assurto alla notorietà televisiva, grazie alla trasmissione Rai «Linea Bianca». Era noto per affacciarsi alle finestre delle case per nutrirsi e farsi accarezzare.
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Nel pittoresco borgo dolomitico di Pecol (Comune di San Tomaso Agordino – Belluno), regna un profondo senso di indignazione e tristezza in seguito alla tragica morte di “Bambotto,” un cervo di sette anni che aveva assunto il ruolo di ‘mascotte’ nel paese e instaurato un legame simbiotico con la comunità. Le notizie sulla sua uccisione per mano di un cacciatore hanno fatto eco su diverse testate locali.
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