In commenti trasmessi in diretta dalla rete televisiva taiwanese Formosa TV News, Huang ha smentito la sua affermazione riportata dal Financial Times: “Quello che ho detto è che la Cina ha una tecnologia di IA molto buona. Ha molti ricercatori di IA”. Il suo commento non deve quindi essere preso come una capitolazione, bensì come un invito a stare al passo coi tempi e a coinvolgere la Cina nei progressi per evitare che si specializzino nel settore con una tecnologia loro, superando il vantaggio americano e diventando un vero e proprio…
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Approfondimenti:
La Cina vincerà la corsa all'intelligenza artificiale: è cupo il monito di Jensen Huang, Ceo di Nvidia, a margine dell'AI Summit del Financial Times. Il magnate di origine taiwanese, Ceo del gruppo di Santa Clara che domina il mercato americano in termini di capitalizzazione ed è l'appaltatore-chiave di tutti i grandi progetti di Intelligenza artificiale negli Stati Uniti e all'estero,
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Minori costi energetici e normative più flessibili. Sono questi i due grandi vantaggi che consentiranno alla Cina di vincere la corsa all'intelligenza artificiale (AI) contro gli Stati Uniti, almeno secondo Jensen Huang, niente meno che Ceo di Nvidia, la prima azienda al mondo ad aver superato i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione ma soprattutto quella che, grazie ai suoi chip all'avanguardia alimenta l'AI di gran parte del pianeta.
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Huang attribuisce questo vantaggio a tre fattori principali: la disponibilità di energia a basso costo, un quadro regolatorio più permissivo e la rapidità con cui Pechino sta incentivando lo sviluppo dei data center e delle infrastrutture per l’elaborazione avanzata. Nel corso di un intervento riportato dal Financial Times, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha espresso una posizione netta sull’evoluzione globale dell’AI, sostenendo che la Cina è destinata a prevalere sugli Stati Uniti nella…
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In queste ore, molti riflettori sono puntati sul giudizio di legittimità che la Corte Suprema americana dovrà dare sulle barriere tariffarie imposte da Donald Trump saltando il Congresso, in base a una legge molto poco utilizzata che risale al 1977: l’International Emergency Economic Powers Act (qui l'analisi di Federico Fubini). Ma c'è un'altra barriera commerciale appena innalzata dal presidente americano che è passata un po' sotto…
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La tensione geopolitica tra Stati Uniti e Cina nel settore dell'intelligenza artificiale ha raggiunto un nuovo picco, con il Congresso americano che punta il dito contro NVIDIA e il suo CEO Jensen Huang per presunti legami operativi con Futurewei, sussidiaria di Huawei inserita nella lista nera statunitense. La Select Committee on China della Camera dei Rappresentanti ha denunciato pubblicamente su X come le due aziende abbiano condiviso per anni lo stesso campus a Santa Clara, sollevando interrogativi sulla sicurezza…
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Da Londra, il manager del colosso dei semiconduttori vede Pechino proiettata a imporsi nella corsa alla nuova tecnologia, superando anche l’America, grazie anche a sussidi energetici. E contesta la decisione di Washington di limitare la vendita dei suoi chip per questioni di sicurezza La Cina vincerà la corsa all’intelligenza artificiale grazie ai più bassi costi dell’energia e alle regole meno stringenti.
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Nelle scorse ore l’amministratore delegato e fondatore di NVIDIA, Jensen Huang, ha rilasciato ai microfoni del Financial Times una dichiarazione piuttosto interessante, e cioè che sarà la Cina a vincere la corsa all’AI. La testata finanziaria americana l’ha riportato a ridosso del suo summit Future of AI. Poco dopo, però, Huang, tramite l’account stampa ufficiale di NVIDIA su Twitter, ha ritrattato parzialmente, dicendo che “come dico da tempo, la Cina è pochi nanosecondi…
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Più energia, a più basso costo, per più potenza di calcolo e più efficienza: il connubio tra generazione di potenza e sdoganamento dell'Intelligenza artificiale è ben attenzionato in Cina, dove il governo di Pechino ha deciso di aprire i cordoni della borsa per sussidiare l'abbattimento delle bollette a molti centri di elaborazione e calcolo. Una soluzione ritenuta necessaria dopo che
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Una virata dolce di Huang rispetto all’intervista rilasciata ieri al Financial Times in cui praticamente dava gli USA sconfitti dalla Cina. Una situazione che riflette il delicato equilibrio di Nvidia tra mercato cinese, politica statunitense e leadership tecnologica
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Jensen Huang, CEO del colosso dei chip per grafica e AI NVIDIA, suona la sveglia: gli Stati Uniti sono destinati a perdere la guerra dell’AI, e la Cina è destinata a vincerla. Lo ha detto al Financial Times, approfittando del quotidiano economico britannico per parlare al Governo statunitense. L’allarme di Huang, infatti, ha uno scopo chiarissimo: ottenere altre agevolazioni dall’Amministrazione Trump.
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La «profezia» di Jensen Huang, il ceo di Nvidia: «La Cina vincerà la corsa dell'AI, per tre ragioni»
Nessuno ha la sfera di cristallo, ma il parere di Jensen Huang è uno di quelli da tenere in altissima considerazione. Anche perché non usa mezzi termini: «La Cina vincerà la corsa dell'intelligenza artificiale». L'amministratore delegato di Nvidia, l'azienda dei chip che fanno girare l'AI di mezzo mondo e che per prima ha sfondato il muro dei 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, ha fatto la sua previsione al Summit del Futuro…
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La Cina batterà gli Stati Uniti nella corsa all’intelligenza artificiale grazie ai più bassi costi dell’energia e alle regole meno stringenti. Lo ha detto l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, al Financial Times. Huang ha quindi spiegato che l’Occidente, inclusi gli Usa e la Gran Bretagna, è frenato dal «cinismo. Abbiamo bisogno di più ottimismo». A ottobre, il numero uno dell’azienda leader nei chip per l’intelligenza artificiale aveva affermato…
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La Cina impone ai nuovi data center finanziati con fondi pubblici l’uso esclusivo di chip AI nazionali, escludendo fornitori stranieri come Nvidia, AMD e Intel. Una decisione strategica per rafforzare la sovranità tecnologica e ridurre la dipendenza dall’Occidente. In Cina si impone l’uso esclusivo di chip AI domestici nei data center finanziati con fondi pubblici La Cina compie un nuovo passo decisivo verso l’autosufficienza tecnologica.
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Asia in deciso rosso martedì 4 novembre, complice la Fed. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei cede l’1,46%, Hong Kong lo 0,8% così come Shanghai, mentre lo yen sale dello 0,4% a 153,57 e i futures sul Nasdaq vedono nero (-1,25%) Perche si sta deteriorando il sentimenti? Lunedì, alcuni funzionari della Federal Reserve hanno espresso cautela e non hanno sostenuto un ulteriore allentamento monetario a dicembre.
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