(Adnkronos) – Se continuasse il conflitto in Medio Oriente e le limitazioni all’export di petrolio, gas e fertilizzanti per la guerra in Iran, “tutte le strade portano ad un aumento dei prezzi e a un rallentamento della crescita a livello mondiale”. In un report pubblicato sul blog del Fmi firmato tra gli altri dal capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, il Fondo lancia l’allarme sulle conseguenze economiche della guerra contro l’Iran e avverte che i governi…
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Il nuovo shock energetico innescato dall’escalation del conflitto in Iran riporta alla memoria scenari che l’economia globale sperava di aver definitivamente archiviato: le crisi petrolifere del 1973-74 e del 1980, capaci allora di mettere in ginocchio interi sistemi produttivi e di alimentare un’inflazione fuori controllo, innescando profonde recessioni. A tale riguardo, occorre porsi delle domande inerenti al fatto se anche oggi questo timore sia fondato e soprattutto se siamo davvero…
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Iran: azioni al rialzo, prese di profitto sulle materie prime, oro e dollaro come rifugio. Analisi a cura di Patrick Brenner, Chief Investment Officer, Multi-Asset, Schroders Siamo entrati nel conflitto con l’Iran posizionati per un contesto ciclico favorevole, con una propensione verso il rischio inflazionistico, date le aspettative di stimolo fiscale e un’attenzione alla resilienza delle catene di approvvigionamento, in un…
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Un mese dopo l’attacco israelo-statunitense all’Iran permangono molte incertezze sulla durata del conflitto.Pochi giorni dopo i primi attacchi il Fondo monetario internazionale ha diffuso una nota esternando i suoi timori che un prolungamento delle ostilità danneggi l’economia globale. Il 19 marzo, quando era oramai chiaro che una chiusura rapida come nel caso del Venezuela era fuori questione, il portavoce del Fmi ha precisato tali timori.
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La guerra tra Stati Uniti e Iran ha destabilizzato il Golfo Arabico, contraendo la produzione di crude oil nella regione e il traffico di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz che, nel 2024, era quantificato in 20 milioni di barili al giorno (b/g). Nell’ultima decade, la Casa Bianca ha ridotto le importazioni petrolifere dal Medio Oriente tra l’8 e il 10% del totale nazionale, mentre ExxonMobil, Chevron e ConocoPhillips sono esposte ai rischi connessi al conflitto iraniano-statunitense, per…
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Il conflitto in Medio Oriente continua. Dopo un’altra settimana intensa, riteniamo opportuno fare il punto sulla situazione. Le prospettive restano piuttosto incerte. L’amministrazione statunitense sembra intenzionata a portare avanti i negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre allo stesso tempo aumenta la presenza militare nella regione. La leadership iraniana continua a negare qualsiasi negoziato, pur consentendo a un numero crescente di petroliere “non ostili” di attraversare lo Stretto.
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(Adnkronos) – Se continuasse il conflitto in Medio Oriente e le limitazioni all’export di petrolio, gas e fertilizzanti per la guerra in Iran, “tutte le strade portano ad un aumento dei prezzi e a un rallentamento della crescita a livello mondiale”. In un report pubblicato sul blog del Fmi firmato tra gli altri dal capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, il Fondo lancia l’allarme sulle conseguenze economiche della guerra contro l’Iran e avverte che i governi…
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