Min lettura L’ultimo grande azzardo di Donald Trump sembra arrivato, con il suo ultimatum della scorsa notte: resa incondizionata o sarà guerra, stavolta anche dagli Usa. E così Netanyahu non solo avrà avuto la sua guerra, ma potrà contare anche sul potente alleato statunitense direttamente al suo fianco. E questo proprio mentre fonti della stessa intelligence statunitense smentiscono nuovamente la fondatezza del casus belli, cioè una presunta immediata volontà di Teheran di dotarsi di un’arma nucleare.
Leggi
Approfondimenti:
Mentre Israele e Iran si colpiscono a distanza tra droni, omicidi mirati e attacchi informatici, a Teheran si apre una partita più grande della guerra: chi guiderebbe il regime in caso di morte o deposizione di Khamenei? E, soprattutto, è immaginabile un ritorno di qualcosa che assomigli vagamente a uno Scià, o si passerà semplicemente da un turbante all’altro? L’eredità sanguinaria del regime islamico Nel 1979 l’Ayatollah Khomeini non riportò in vita un…
Leggi
Il 16 settembre 2022 è una data spartiacque per l’Iran. Quasi tre anni fa veniva uccisa a Teheran Mahsa Amini. La ventiduenne di origini curde è stata picchiata a morte dalle Guardie della moralità. La sua colpa? Avere una ciocca di capelli fuori posto, non coperta dal velo. Da quel giorno gli iraniani hanno iniziato a protestare, rischiando tutti i giorni il carcere e la pena di morte. La loro voce si è alzata nel nome di Mahsa, che potremmo definire sinonimo di libertà…
Leggi
