TRENTO. "I risultati delle elezioni non sono parziali, sono finali. Non pensiamo che siano parziali. Non abbiamo un'opposizione in Egitto, non abbiamo un altro candidato oltre a quello che è al governo ora. Ha vinto, e per tutti era ovvio che avrebbe vinto, perché, a dirla tutta, non c'era nessuna reale opposizione e nessun candidato che avrebbe potuto competere con lui". Lo ha detto Patrick…
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Terzo e ultimo giorno di votazioni in Egitto dove da domenica si svolgono le elezioni presidenziali dall'esito scontato, con la conferma del terzo mandato per Abdel Fattah al-Sisi. I seggi stamane hanno aperto alle 9 ora locale (le 8 in Italia) e chiuderanno alle 19. In crescita rispetto alle precedenti consultazioni è stata finora l'affluenza alle urne, stimata dalla Commissione elettorale al 45% dopo due giorni di votazioni.
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Le urne per le elezioni presidenziali in Egitto si chiuderanno stasera. Ma nessuno si aspetta una sorpresa. Abdel Fattah al-Sisi, che ha governato il paese con il pugno di ferro per un decennio, otterrà un terzo mandato. La vittoria certa di al-Sisi, tuttavia, non si basa sulla popolarità o su notevoli risultati economici, ma sul suo controllo delle istituzioni dello Stato, sul formidabile apparato di sicurezza e sull’eliminazione di qualsiasi sfidante.
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Canzoni patriottiche che risuonano nei seggi elettorali. Manifesti con la faccia del presidente uscente Abdel Fattah al-Sisi sparsi in tutta Il Cairo, persino tra i banchi del mercato. La polizia antisommossa disposta nelle piazze della capitale e gli agenti in borghese schierati nei seggi elettorali. Dentro i seggi, a chi vota e non lascia la scheda in bianco (e quindi mostra segni di inchiostro sulle mani) vengono regalati dei sacchi contenenti farina, riso e altri beni di prima…
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Elezioni amare in Egitto | Intelligenza artificiale, in nome della legge L'Egitto vota il suo presidente in una tornata elettorale di 3 giorni. Il voto molto probabilmente vedrà il 69enne presidente in carica Abdel Fattah el-Sissi vincere per la terza volta: un mandato che, grazie a una riforma costituzionale da lui voluta, lo vedrebbe al potere per altri 6 anni. Secondo i quotidiani governativi l'affluenza sarebbe buona e le…
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Egitto, secondo giorno di voto per le presidenziali: elettori alle urne 11 dicembre 2023 Urne aperte in Egitto per il secondo giorno dei tre in cui si può votare per il nuovo presidente. Oltre 67 milioni di persone hanno diritto al voto. Il capo di Stato in carica Abdel Fattah Al-Sisi sfida gli altri 3 candidati: il capo del Partito socialdemocratico di opposizione, Farid Zahran; il presidente del Partito Wafd, Abdel-Sanad Yamama; e il capo del Partito popolare repubblicano, Hazem Omar.
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File ordinate e silenziose, musica patriottica e stretti cordoni di esercito e polizia hanno contrassegnato il primo giorno delle elezioni presidenziali in Egitto. Una scadenza importante per il Paese, tanto da essere stata anticipata anche senza alcuna crisi di governo, alla luce delle gravi decisioni da prendere su una crescente crisi economica e sulla guerra tra Israele e Hamas sempre più a ridosso del confine.
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In tutto circa 67 milioni di egiziani di più di 18 anni hanno il diritto di voto sia in patria che all'estero, dove le urne sono aperte dal 1° dicembre ascolta articolo Oggi per l'Egitto è giornata elettorale: si rinnova la carica presidenziale nel mezzo di una crisi economica senza precedenti e in un clima di insicurezza regionale per la guerra Israele-Hamas, che però non intaccano la popolarità del capo di stato uscente, Abdel Fattah al-Sisi, grande favorito alla riconferma a un terzo mandato.
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In tutto circa 67 milioni di egiziani di più di 18 anni hanno il diritto di voto sia in patria che all'estero. Le operazioni dureranno tre giorni, fino al 12 dicembre, in 10.085 seggi elettorali. I risultati definitivi sono attesi per il 18 dicembre
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Una cosa è certa: la principale incognita delle elezioni presidenziali egiziane, in programma da oggi a martedì 12 dicembre, non riguarda il possibile vincitore. La riconferma del 69enne presidente uscente Abdel Fattah Al Sisi non è soltanto scontata, ma praticamente obbligata. E non solo per il ferreo controllo imposto sul voto, come su ogni altro aspetto della vita pubblica, ma anche per la sostanziale irrilevanza dei tre teorici avversari.
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Un mondo a misura di regime autoritario, grazie alla pratica della finta democrazia, quella dove si vota e basta e non ci sono tutti gli strumenti istituzionali e della società civile che caratterizzano le cosiddette democrazie mature. L’Egitto oggi va alle urne per scegliere il nuovo presidente della Repubblica. Le operazioni di voto termineranno il 12 dicembre e il popolo egiziano, teoricamente, potrà scegliere fra quattro candidati.
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Si apriranno domani alle 9 (le 8 in Italia) i seggi per le elezioni presidenziali in Egitto. Una consultazione che, per tre giorni, coinvolgerà circa 65 milioni di aventi diritto, oltre otto milioni solo al Cairo, mentre il Paese si trova a far fronte a crescenti difficoltà economiche e a fare i conti con la guerra tra Israele e Hamas, sempre più vicina al confine. L'Autorità Elettorale Nazionale ha fatto oggi un ultimo appello alla partecipazione al voto, già espletato dai residenti all'estero tra…
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La crisi economica senza precedenti, il vicino conflitto tra Israele e Hamas che condiziona anche le decisioni del Paese e il mix di povertà e corruzione: l’Egitto arriva alle elezioni per il rinnovo della carica presidenziale in un clima molto teso. Nulla sembra però scalfire Al Sisi, il presidente egiziano è dato come favorito per la vittoria alle elezioni di domani. Al Sisi potrebbe nuovamente stravincere le elezioni in Egitto Non sembra per nulla agitato Al…
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Da domenica 10 a martedì 12 dicembre, i cittadini egiziani verranno chiamati alle urne in occasione delle elezioni presidenziali. I residenti all’estero, invece, hanno già votato tra il 1 e il 3 dicembre . Nonostante il risultato sembri scontato – con la rielezione del presidente uscente Abd al-Fattah al-Sisi, al potere dal 2013, anno in cui rovesciò il presidente Mohammed Morsi – va sottolineato che le attuali dinamiche politiche egiziane mostrano un Paese in una fase di fragilità prolungata dovuta…
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Dopo il voto degli egiziani all’estero, e quello in patria fra il 10 e il 12 dicembre prossimi, saranno stati 65 i milioni di egiziani chiamati a rieleggere (per la terza volta in quasi dieci anni) Abdel Fattah al-Sisi. L’esito appare infatti scontato: gli altri candidati, Farid Zahran, guida del Partito Socialdemocratico, Abdel-Sanad Yamama, a capo del partito liberale Al-Wafd, e Hazem Omar, leader del Partito Popolare Repubblicano non hanno alcuna reale chance di vittoria.
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