Il territorio provinciale di Venezia soffrirà un calo demografico di persone in età lavorativa del 10 per cento nei prossimi dieci anni. In termini assoluti, si tratta della provincia che dovrà fare i conti con la contrazione più grande del Veneto, il quale a sua volta registrerà un calo di 238mila abitanti. Tornando ai veneziani, secondo lo studio proposto dall'Ufficio studi di Cgia su dati Istat, se…
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Sono allarmanti i dati consegnati dall’Ufficio studi della Cgia per quel che riguarda il calo demografico di popolazione in età lavorativa. Secondo lo studio, la Basilicata entro il 2035 sarà la seconda regione d’Italia a far registrare la diminuzione maggiore di popolazione in fascia di età produttiva, cioè dai 15 ai 64 anni: le proiezioni basate su dati Istat infatti, indicano un collasso generale del 14,8%, con circa 50 mila persone in meno, parliamo – per rendere l’idea – di quasi il totale degli attuali…
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Tra il 2025 e il 2035, la provincia di Benevento rischia di perdere quasi un abitante su sei in età lavorativa. Un fenomeno tutt’altro che inatteso, di cui si parla da anni, ma che oggi trova conferma in numeri allarmanti: secondo uno studio dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre su dati Istat, nel Sannio la popolazione potenzialmente attiva (15-64 anni) passerà da 165.164 a 141.197 unità, con un calo netto di 23.967 persone, pari al 14,5%.
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Di Chia.Fa. Tra 10 anni in Umbria poco più di 47.300 potenziali lavoratori in meno. Lo stima la Cgia di Mestre che in un’analisi segnala come entro il 2035 la regione potrebbe fare i conti una flessione del numero di persone tra 15 e 64 anni del 9 per cento, scivolando dagli attuali 525.214 residenti in quella fascia d’età fino a 477.888. L’emorragia di abitanti in età lavorativa prevista per l’Umbria è la decima, in termini percentuali, più pesante d’Italia ed è infatti superiore alla contrazione media…
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Entro i prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi 3 milioni di unità (precisamente 2.908.000), pari a una riduzione del 7,8 per cento, e con un conseguente progressivo rallentamento del Pil ed aumento dei pensionati. È l'allarme che lancia l'analisi realizzata dall'Ufficio studi della Cgia, che ha elaborato le previsioni demografiche dell'Istat. Per la Calabria le previsioni sono una riduzione del 12,1 per cento (-139.450…
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I dati della Cgia di Mestre registrano quasi 3 milioni in meno di occupabili in Italia tra 10 anni. E per forturna ci sono i migranti. Altrimenti, il disastro sarebbe maggiore di Marco Olivieri Lo hanno chiamato “Sos occupazione” per l’Italia del futuro. “Le proiezioni demografiche indicano che, entro i prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi 3 milioni di unità (precisamente 2.908.000), pari a una riduzione del 7,8 per cento.
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L’inverno demografico raggiunge temperature sempre più rigide. Una contrazione di nuovi nati e un generalizzato invecchiamento della popolazione che ha, tra i suoi effetti più devastanti, una fortissima riduzione della manodopera disponibile. Con tutti gli scompensi ad essa connessi. Basta pensare che, fra dieci anni, il nostro territorio perderà qualcosa come tredicimila persone nella fascia d’età compresa fra i 15 e i 64 anni.
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Entro il 2035 l'Italia perderà quasi tre milioni di persone in età lavorativa. A lanciare l'allarme è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha elaborato i dati sulle previsioni demografiche fornite dall'Istat. Il calo stimato è pari a 2.908.000 individui, il che corrisponde a una riduzione del 7,8% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni. Se all'inizio del 2025 questa fascia contava 37,3 milioni di persone, fra dieci anni la cifra scenderà a 34,4 milioni.
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Tra 10 anni, l’Italia perderà quasi l’8% della sua forza lavoro. La tempesta demografica in arrivo (con la conseguente erosione del Pil) si abbatterà anche sulla provincia di Cremona, anche se in misura più contenuta: secondo le proiezioni della Cgia di Mestre, nel 2035 la popolazione in età lavorativa della Città del Violino e del suo territorio avrà assistito, nel corso del decennio precedente, ad una contrazione del 3,4%, per una perdita complessiva di 7.569 unità.
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È come se ogni mese dalla Toscana sparissero più di mille lavoratori. Operai specializzati nelle industrie che lasceranno il posto, dopo una lunga carriera, per abbracciare la pensione. Poi addetti chiave nelle aziende, impiegati nel commercio e pure tanti professionisti della sanità costantemente alle prese con una popolazione sempre più anziana che invece richiederebbe sempre più addetti. Si st…
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Entro il 2035 l’Italia potrebbe contare su quasi 3 milioni di persone in età lavorativa in meno. È quanto emerge dalle proiezioni della Cgia, secondo cui la fascia tra i 15 e i 64 anni passerà dagli attuali 37,3 milioni a 34,4 milioni, con un calo del 7,8%. Alla base di questo declino, il progressivo invecchiamento della popolazione che investirà l’intero territorio nazionale. Conseguenze economiche e sociali preoccupanti Il calo demografico avrà effetti profondi sul…
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Il Friuli Venezia Giulia rischia lo «spopolamento» dell’età anagrafica potenzialmente occupabile. Non un’ipotesi o una possibilità remota, ma quasi una certezza che ha anche una data di riferimento, ovvero il 2035, quando raggiungerà l’età della pensione buona parte dei «baby boomer», cioè coloro che sono nati negli anni Sessanta del Novecento, e non avranno giovani a sufficienza cui dare le consegne.
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MANTOVA – Il futuro del lavoro in Italia è seriamente a rischio. Le previsioni dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre delineano un panorama preoccupante: entro il 2035, la popolazione italiana in età da lavoro potrebbe ridursi di quasi 3 milioni rispetto all’inizio del 2025. Si tratterebbe di un calo del 7,8%, con la fascia di età tra i 15 e i 64 anni che scenderebbe da 37,3 a 34,4 milioni di persone.
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Le proiezioni demografiche indicano che, entro i prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi 3 milioni di unità, pari a una riduzione del 7,8 per cento. E’ quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia che ha elaborato le previsioni demografiche dell’Istat. All’inizio del 2025 questa fascia demografica contava 37,3 milioni di persone; si prevede che la platea nel 2035 scenderà a 34,4 milioni.
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La crisi demografica e lo spopolamento che incidono sull'economia In appena 10 anni la popolazione in età lavorativa in Calabria subirà un importante diminuzione. A dirlo è la Cgia di Mestre che ha stimato al 12 per cento la contrazione. Si tratta di circa 140mila persone in meno nell'età compresa tra 15 e 64 anni. La diminuzione, secondo il centro studi della Cgia, riguarderà tutta l'Italia, con una proiezione di circa 3 milioni di persone in età lavorativa in meno.
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Nel 2035, in Basilicata, ci saranno circa 50 mila potenziali lavoratrici e lavoratori in meno rispetto a oggi. In percentuale, dopo la Sardegna, la regione è la seconda per decremento della popolazione in età lavorativa. Effetto del calo demografico e dell'invecchiamento della popolazione: i nati negli anni 60 andranno in pensione e verranno rimpiazzate da un numero inferiore di persone. Lo fa sapere la CGIA, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di…
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La popolazione in età lavorativa sempre più ridotta. L'Italia tra 10 anni avrà 3 milioni di lavoratori in meno. La contrazione sarà del 7,8%. Con l'invecchiamento della popolazione, insieme a instabilità geopolitica, transizione energetica e digitale le imprese sono destinate a subire contraccolpi preoccupanti. Lo dice uno studio della Cgia che ha analizzato 107 province italiane.
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L’analisi della CGIA di Mestre prevede un crollo della forza lavoro e un rallentamento del Pil. Il Sud è il più colpito. Entro il 2035, l’Italia perderà quasi 3 milioni di lavoratori in età attiva (2.908.000, -7,8%), passando da 37,3 milioni nel 2025 a 34,4 milioni. L’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA, basata su previsioni ISTAT, evidenzia un drammatico invecchiamento della popolazione, con meno giovani e un’uscita massiccia di baby boomer dal mercato del lavoro.
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