Il terrorismo di Al Qaeda incombe di nuovo sull’Africa e questa volta potrebbe piantare la sua bandiera sulla mappa del Sahel: il Mali. I miliziani dell’organizzazione islamista avanzano in direzione della capitale, Bamako, sognando di sedere nella stanza dei bottoni di un Paese sovrano per la prima volta nella storia del gruppo. La contesa del potere da parte dei terroristi è combattuta non solo con i mezzi convenzionali della guerra, overo le armi, ma scuotendo le fondamenta della fragile impalcatura economica puntando sulla…
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La capitale del Mali è sotto assedio. I combattenti affiliati di Al Qaeda nel Sahel cingono d’assedio Bamako per far collassare la giunta militare di Assimi Goita, instauratasi cinque anni fa. Eppure, quando si parla di Sahel, nella narrazione occidentale ci si concentra soltanto su "Francia e Russia da una parte, terroristi dall’altra”. Così facendo, si perde di vista il punto centrale. Il Mali, il Niger, il Burkina Faso non sono solo un campo di battaglia tra potenze esterne.
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Due gruppi di jihadisti hanno ucciso negli ultimi giorni in Mali almeno 14 civili a Lere, nella parte centrale del Paese. Lunedì uomini armati hanno lanciato un attacco e rapito 12 persone, che poi hanno assassinato. La responsabilità del blitz è stata attribuita al gruppo Jnim, affiliato ad Al-Qaeda. In un altro caso, due pastori rapiti quattro giorni prima sono stati trovati morti a pochi chilometri dalla città, con gli aggressori che hanno accusato i civili di "essere complici" dell'esercito maliano.
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Città del Vaticano Il Mali, Stato del Sahel tra i più poveri al mondo, è alle prese con un grave deterioramento della sicurezza interna. Le forze del gruppo jihadista Jama’at Nusrat al-Islam al-Muslimin (JNIM) assediano, da alcune settimane, la capitale Bamako ed hanno imposto un blocco ai rifornimenti di carburante in città che sta provocando una paralisi delle attività quotidiane della popolazione.
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Come si fa a parlare d'Africa, direte voi, quando tutti i giornali parlano della guerra in Ucraina, dei nuovi missili di Vladimir Putin, dell'arsenale nucleare della Cina, delle navi da guerra statunitensi ammassate di fronte al Venezuela, del conflitto che si continua a combattere tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza nonostante il cessate il fuoco? Non solo si può…
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Il fenomeno del jihadismo – e possiamo definirlo “fenomeno” a causa della sua origine e della relativa economia creatasi intorno – è una manifestazione di potere terroristico che utilizza il saccheggio come “strumento commerciale”, soprattutto delle armi, coperto dal mantello della “guerra” per l’affermazione di un islamismo radicale. Quindi, in generale, il sistema socio-economico che nasce dal jihadismo si concretizza con l’obiettivo di creare uno Stato islamico dove la legge è la sharia, e che si sostiene con una peculiare tipologia di…
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Nel silenzio quasi totale dei media occidentali, il Sahel si sta trasformando nel più vasto teatro di guerra del pianeta. I gruppi jihadisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico operano ormai in un’area che copre oltre un milione di chilometri quadrati, il doppio della Spagna, e hanno causato almeno 77mila morti negli ultimi sei anni. Le milizie di Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) e dello Stato Islamico nel Sahara (ISGS) non sono più movimenti locali, ma eserciti irregolari che controllano territori, impongono…
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