Di Nina Deutsch In alcuni casi i rilasciati hanno riferito di torture, legature prolungate che hanno causato ferite alla pelle e alle gambe, e cure mediche praticamente inesistenti o somministrate solo in modo approssimativo – senza anestesia o con scarse condizioni igieniche – aumentando il rischio di infezioni e danni permanenti. Le famiglie e le équipe mediche sottolineano la necessità di valutazioni specialistiche immediate per documentare e curare questi danni.
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Noa Argamani e Avinatan Or erano solo due tra le migliaia di vittime della crudeltà di Hamas il 7 ottobre. Eppure lo strazio e le mani tese di quella ragazza portata in motocicletta verso l'inferno, lo sguardo impotente del suo compagno ammanettato e strattonato dai terroristi, sono diventati emblema della gioventù rubata in quell'attacco., Oggi quelle stesse mani si stringono. Le urla di gioia ed di emozione.
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Israele, mamma ostaggio rilasciato: "È sopravvissuto nei tunnel con ferite da scheggia a occhio e testa" 16 ottobre 2025 "Alon è sopravvissuto nei tunnel con una ferita da scheggia all'occhio destro e una ferita alla testa causata dalle schegge". Sono le parole di Idit Ohel mamma di Alon Ohel, uno degli ostaggi di Hamas rilasciato dopo 783 giorni di prigionia. "Ha visto il popolo di Israele lottare, lottare per lui…
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Da quando pure Avinatan ha fatto ritorno a casa, un anziano israeliano ripete la battuta come un mantra: “Nemmeno fosse Hollywood. Nemmeno fosse Hollywood“. Non c’è bisogno di chiedere che cosa. Parla della storia del ragazzo sopravvissuto e della sua futura sposa. Caso emblematico di realtà che supera la fantasia, raro episodio in cui un incubo viene archiviato…
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Le condizioni degli ostaggi israeliani appena liberati da Hamas, dopo due anni di prigionia nei sotterranei di Gaza, sono state descritte come terrificanti. I medici che li hanno presi in carico parlano di organismi distrutti dalla fame e dall’isolamento, e di ferite mentali che richiederanno anni per rimarginarsi. Le prime valutazioni cliniche indicano che la maggior parte dei rilasciati è in stato di grave…
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La liberazione degli ultimi ostaggi israeliani, rapiti da Hamas il 7 ottobre 2023, avvenuta il 13 ottobre a Gaza ha riportato alla mente di tanti, non solo in Israele, i momenti drammatici e sanguinosi di quell’attacco che vide alcune migliaia di terroristi palestinesi penetrare nei kibbutz di Nir Oz, Be’eri, Netiv HaAsara, e altri centri intorno alla Striscia di Gaza, prendendo ostaggi, dando fuoco alle case e uccidendo uomini, donne e bambini.
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A Gaza due anni di torture, catene, solitudine e fame: il racconto dei 20 sopravvissuti Tra loro c'è Avinatan Or, irriconoscibile, ridotto pelle e ossa, ma può riabbracciare la fidanzata Noa: la loro storia ha commosso il mondo. Ecco cosa hanno raccontato gli ultimi ostaggi israeliani liberati lunedì scorso ROMA – Avinatan Or ha resistito in totale isolamento per tutti i 738 giorni di prigionia sotto i tunnel.
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Sevizie di ogni tipo: torture fisiche e psicologiche, falsi momenti di convivialità con i propri aguzzini che, negli ultimi mesi, hanno cambiato approccio nei confronti degli ostaggi israeliani, aumentando le porzioni di cibo. A distanza di 48 ore dal rilascio degli ultimi 20 prigionieri ancora in vita, emergono i primi racconti di 738 giorni di prigionia, trascorsi nei tunnel oscuri di Hamas
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A Gaza due anni di torture, catene, solitudine e fame: il racconto dei 20 ostaggi liberati da Hamas. Tra loro c’è Avinatan Or, che può riabbracciare la fidanzata Noa: la loro storia ha commosso il mondo Avinatan Or ha resistito in totale isolamento per tutti i 738 giorni di prigionia sotto i tunnel. Matan Angrest è stato torturato nei primi mesi perché soldato israeliano, Elkana Bohbot ha trascorso la maggior parte del tempo incatenato, Omri Miran ha avuto un trattamento…
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I vivi hanno tutti fatto ritorno a casa. Ma le loro condizioni sono precarie. C'è chi ha perso molto peso, chi è stato imbottito di cibo poco prima della liberazione e ha lo stomaco dolorante. E chi è stato costretto a scavarsi la fossa Torture, ustioni, operati senza anestesia. Imbottiti di cibo prima di ritornare in Israele, perché Hamas non voleva che il mondo li vedesse deperiti. Le storie che raccontano gli ostaggi israeliani tornati a casa sono al limite, legate dal filo, sottile e fortuito, della…
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Dopo oltre due anni di attesa, da ieri nessun ostaggio israeliano ancora vivo è nelle mani dei terroristi di Hamas. In queste ore iniziano a emergere i primi racconti sulle dure condizioni vissute durante la detenzione. Alcuni ostaggi, come Ariel Cunio e Avinatan Or, sono rimasti in totale isolamento per quasi due anni, senza sapere nulla di quanto accaduto il 7 ottobre 2023 né avere notizie delle proprie compagne, Arbel Yehud e Noa Argamani, rapite…
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Non è facile il ritorno alla vita per gli ostaggi tornati in Israele. Gli ultimi venti sono stati "restituiti", hanno abbracciato le famiglie, le fidanzate, le mogli, hanno potuto lavarsi e sdraiarsi in un vero letto. Ma, raccontano i medici che li hanno visitati e i parenti, "ancora devono tornare veramente. Non sanno come ricominciare a vivere". I familiari e i dottori che li seguono riportano le loro testimonianze, dicono che "sono stati…
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Emergono storie di dolore e sofferenza, lunghissima. Sono tornati vivi in 20, per altri 28 ostaggi israeliani si potranno forse piangere le spoglie. Dopo 738 giorni nelle mani di Hamas e della Jihad islamica le prime cose sono una visita medica generale e abbracciare i familiari che ogni giorno hanno fatto sentire la loro voce perché fossero rilasciati dalla Striscia di Gaza. Poi trapelano…
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PUBBLICITÀ La famiglia Cunio celebra finalmente una notizia attesa da due anni: la liberazione di David e Ariel, i due fratelli israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre 2023. La loro nonna, Esther, argentina di 90 anni che vive in Israele, ha ricevuto la notizia con lacrime e sollievo nella sua casa del kibbutz Nir Oz. Alla domanda su cosa avrebbe detto ai suoi nipoti quando li avrebbe visti, ha risposto: "Che li adoro, cosa posso dire? Non posso dire altro.
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TEL AVIV – Ariel Cunio e Avinatan Or non hanno visto nessuno per due anni: non sapevano l’entità di quello che era accaduto il 7 ottobre, né avevano idea se e come le rispettive compagne, Arbel Yehud e Noa Argamani fossero sopravvissute, dopo averle viste portare via sotto ai loro occhi. Or ha perso fra il 30 e il 40 per cento del suo peso corporeo: per Cunio non c’è una percentuale, ma i medici …
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«Non sapevo più se fosse mattina o notte. Tutto era uguale, il tempo non esisteva, il cielo era scomparso». È un racconto fatto a bassa voce, una confessione di cui quasi si vergogna, chi per due anni ha vissuto l’orrore. Le voci degli ostaggi sono lo specchio di una vita sventrata, l’eco di una psicologia fatta a pezzi. I medici ascoltano i rapiti usciti dai tunnel bui di Hamas e capiscono che le cure saranno molto difficili.
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Un articolo del quotidiano progressista Haaretz comincia con una frase che riassume alla perfezione il significato di questi giorni israeliani: «Per la prima volta in oltre due anni, nessun ostaggio ancora vivo è nelle mani di Hamas». È quel «per la prima volta» che fa comprendere la portata storica di questo momento. Nei tunnel della Gaza martoriata dalle bombe, non ci sono più uomini e donne d’Israele.
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Israele, il bacio tra Noa Argamani e il fidanzato rapiti e separati da Hamas al Nova Festival Il volto di Noa Argamani, 28 anni, è rimasto impresso a tutti: la mattina del 7 ottobre gli uomini di Hamas l'hanno trascinata via a forza del Nova festival su una moto mentre gridava "Non uccidetemi" e chiedeva aiuto al suo ragazzo ammanettato, portato via a piedi. Ora lui, Avinatan Or, 32 anni, è stato liberato.
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Il volto di Noa Argamani, 28 anni, è rimasto impresso a tutti: la mattina del 7 ottobre gli uomini di Hamas l'hanno trascinata via a forza del Nova festival su una moto mentre gridava "Non uccidetemi" e chiedeva aiuto al suo ragazzo ammanettato, portato via a piedi. Ora lui, Avinatan Or, 32 anni, è stato liberato. Lo vediamo mentre la ritrova, in una stanza dell'ospedale di Tel Aviv. Baci e abbracci stretti con lei e con i suoi genitori.
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Noa era stata liberata in un blitz dell'esercito; Avinatan nell'ultimo scambio di prigionieri Il video del rapimento di Noa, in lacrime mentre veniva strappata dalle braccia del fidanzato al Supernova Festival, era stato uno dei momenti più drammatici del 7 ottobre 2023. Il suo incontro con Avinatan Or, che ha potuto riabbracciare due anni dopo, oggi commuove il mondo. Avinatan è stato rilasciato il 13 ottobre, con l'ultimo gruppo di ostaggi nelle mani…
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"Ieri è stato un giorno di festa, la gioia era nell'aria perché da due anni aspettavamo il rilascio da parte di Hamas degli ultimi ostaggi rimasti in vita. Tuttavia, per i 20 cittadini israeliani sopravvissuti ad una situazione orribile per 737 giorni e finalmente tornati a casa da oggi cambierà tutto, e lo abbiamo già visto con gli altri ostaggi. Per settimane andranno incontro a incubi, flashback, problemi di insonnia, paura di restare da soli e…
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Avinatan e Noa erano stati rapiti durante il festival musicale Nova nel deserto vicino a Re’im, per mano di Hamas il 7 ottobre. Il loro rapimento era stato ripreso in un video diffuso dagli stessi terroristi, facendoli diventare un simbolo della tragedia degli ostaggi: lei che gridava disperata, caricata a forza su una moto dai suoi rapitori, e allungava le mani verso di lui, il suo fidanzato, portato via dai…
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Famiglie divise. Coppie spezzate. Padri e madri in preda all’angoscia. Fratelli e sorelle con un vuoto nel cuore. Per gli ostaggi e le loro famiglie sono stati 738 giorni di buio. Due anni di privazioni, abusi, dolore, angoscia e paura di morire. È iniziato tutto il 7 ottobre 2023: quando Hamas decise di scatenare su Israele l’operazione Diluvio ad Al-Aqsa. Incursioni, uccisioni, distruzione e rapimenti.
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Famiglie divise. Coppie spezzate. Padri e madri in preda all’angoscia. Fratelli e sorelle con un vuoto nel cuore. Per gli ostaggi e le loro famiglie sono stati 738 giorni di buio. Due anni di privazioni, abusi, dolore, angoscia e paura di morire. È iniziato tutto il 7 ottobre 2023: quando Hamas decise di scatenare su Israele l’operazione Diluvio ad Al-Aqsa. Incursioni, uccisioni, distruzione e rapimenti.
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Alla resa dei conti, tra gli ostaggi da liberare dopo due anni di prigionia brutale passati all’insegna della solidarietà tra sequestrati e dignità della persona violata e inascoltata, c’era anche il fidanzato di Noa Argamani: Avinatan Or, 32 anni, di Tel Aviv, rapito al festival di Nova insieme alla
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I gemelli Ziv e Gali Berman si riabbracciano dopo il loro rilascio, sono stati separati per gran parte degli oltre due anni trascorsi in prigionia a Gaza. È la foto simbolo della giornata della liberazione dei 20 ostaggi israeliani vivi diffusa dall'esercito israeliano. Il 23enne Bar Kuperstein condivide l’inquadratura del cellulare con un uomo dal volto coperto, un membro di Ham…
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Il luogo del massacro di Nova nella notte che ha preceduto la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas si è riempito di persone. In centinaia si sono radunati per pregare e cantare per gli ostaggi. «Un luogo di uccisioni diventa un luogo di guarigione» si legge sui social.I primi sette ostaggi sono stati rilasciati alle prime ore del mattino a Gaza City, altri nel sud di Gaza.
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