Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al Ministero della Difesa a Tel Aviv per chiedere il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, giorno dell'attacco lanciato da militanti palestinesi
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Sabato 31 maggio migliaia di israeliani sono scesi in piazza a Tel Aviv per chiedere un cessate il fuoco a Gaza. I manifestanti hanno esposto bandiere e foto degli ostaggi ancora detenuti. Hamas ha accettato in linea di principio una tregua di 60 giorni e il rilascio di 28 ostaggi, in cambio della liberazione di oltre 1.200 prigionieri palestinesi. Trump ha dichiarato che l’accordo è vicino, mentre il governo Netanyahu non ha ancora commentato
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Min lettura C’è un crudele paradosso tra chi in Israele è in piazza per la liberazione degli ostaggi, per il cessate il fuoco a Gaza, contro tutte le manovre di Benjamin Netanyahu per restare al potere. Come comunità politica, sono i primi a essere stati colpiti il 7 ottobre 2023, pagando un tributo altissimo. Una comunità politica che non ha rinunciato a difendere attivamente ideali di uguaglianza, giustizia sociale e pacifismo, manifestando da…
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Water Matters L'acqua in Europa è sempre più minacciata. L'inquinamento, la siccità e le inondazioni hanno un impatto sull'acqua potabile, sui laghi, sui fiumi e sulle coste. Unitevi a noi per un viaggio in Europa: scopriremo perché la protezione degli ecosistemi è importante, come le nostre acque reflue possono essere gestite meglio e quali sono le migliori soluzioni idriche. Reportage video, una serie di spiegazioni animate e un dibattito: scoprite…
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Undefined «Dobbiamo essere fiduciosi sul ritorno di Evyatar a casa, e aiutarlo a resistere. Non abbiamo il diritto di perdere la speranza». Il filo di voce non toglie peso alle parole di Matan Eshet, giovane 28enne e cugino di Evyatar David: uno dei 59 israeliani presi in ostaggio da Hamas da 603 giorni, il 7 ottobre 2023. Eshet, che ora vive a Tel Aviv, fa anche parte dell'Hostages and Missing Families Forum, l'organizzazione che si è costituita sempre nel 2023…
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Rabbini di tutte le correnti insieme a religiosi cristiani e musulmani e di altre fedi hanno animato a Gerusalemme la “Interfaith March in Jerusalem for Human Rights and Peace” sfilata nel pomeriggio di mercoledì da piazza Sion alla porta di Giaffa. Tra loro c’era David Rosen, già direttore degli affari interreligiosi dell’American Jewish Committee e attuale consulente interreligioso presso la Abrahamic Family House di Abu Dhabi, intervenuto con un breve momento di preghiera e riflessione.
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Mercoledì 28 maggio, migliaia di israeliani sono scesi in piazza in diverse città per ricordare i 600 giorni dalla strage del 7 ottobre 2023 e chiedere il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza. A Tel Aviv, circa 3.000 persone si sono riunite in Piazza degli Ostaggi e lungo via Shaul HaMelech, guidati da familiari, ex prigionieri e sostenitori. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Bring Them Home Now (@bringhomenow) Le…
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«Qualsiasi aiuto della comunità internazionale, Italia compresa, è benvenuto per mettere fine a questa guerra, che viene prolungata solo per ragioni ideologiche dal nostro governo israeliano e per interesse personale di Netanyahu, che vuole sfuggire ai processi». Yehuda è il padre di Nimrod Cohen, un soldato che aveva 19 anni quando è stato brutalmente rapito da Hamas il 7 ottobre 2023, mentre era di pattuglia al confine con Gaza.
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Da piazza Hatufim a Tel Aviv, dopo 600 giorni di offensiva militare a Gaza, ieri le famiglie Bibas, Angerst e Tsengauker, insieme a quelle di altri ostaggi israeliani, hanno lanciato un messaggio inequivocabile a Benyamin Netanyahu e ai suoi ministri: «Basta con le bugie, non date altri nomi alla guerra, ponete fine alla guerra. Riportate tutti indietro, ora». Senza un’iniziativa politica, hanno aggiunto, «l’azione militare non ha senso.
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Si susseguono senza soluzione di continuità le proteste contro la guerra della società civile israeliana. Dopo le marce verso il confine Sud del paese al grido «Dai HaMilchamà!» (Basta con la guerra!), è di questo weekend la lettera firmata da più di mille docenti universitari che, con toni assai gravi, chiede la fine del massacro di Gaza protratto dalla volontà di queste leadership politiche, dall’una e dall’altra parte, che lo tengono in vita come loro unica ragion d’essere.
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Il raduno alle 6.29 del mattino, l'ora dell'attacco di Hamas Sono passati esattamente 600 giorni dalla strage del 7 ottobre che ha dato inizio alla guerra di Israele contro Hamas, nella Striscia di Gaza. Da allora si contano 55mila morti tra i palestinesi, 1200 tra gli israeliani ma anche 250 rapiti, 120 rilasciati o liberati, ma ancora 58 persone nelle mani di Hamas, una ventina si spera siano ancora vivi.
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(Adnkronos) – Nel 600° giorno di guerra tra Israele e Hamas, i familiari degli ostaggi israeliani ancora detenuti nella Striscia di Gaza hanno bloccato un’importante strada nel centro di Tel Aviv, chiedendo un accordo complessivo che garantisca la liberazione di tutti i prigionieri e la fine del conflitto. Lo riporta Haaretz. “Da 600 giorni siamo senza i nostri cari, mentre il governo israeliano li abbandona per preservare la propria coalizione”, si legge nella dura…
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