– I dazi americani non risparmiano il vino italiano: la nuova tariffa del 15% colpisce duramente il settore vitivinicolo, mettendo in seria difficoltà produttori ed esportatori. La Toscana è tra le regioni più penalizzate, con oltre 420 milioni di euro di vino esportato ogni anno negli Stati Uniti (di cui 290 milioni di vino dop), che rappresentano il primo mercato estero. Secondo le stime, l’impatto dei nuovi dazi sull’agroalimentare toscano – in particolare olio extravergine (circa 590 milioni di euro…
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Adesso - dalla preoccupazione di perdere clienti negli Stati Uniti. I viticoltori italiani reagiscono così all'esclusione dei loro prodotti dalla lista dei dazi scontati al 15%. Vini e alcolici italiani - ma anche francesi - potrebbero raggiungere costi proibitivi per il consumatore americano. "Per le nostre tre categorie, il mercato degli Stati Uniti è un punto di riferimento, con 2,5 miliardi di export in crescita", spiega Giacomo Ponti, presidente Federvini.
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La città di Stradivari osserva e valuta l’impatto dei dazi sul comparto dell’alto artigianato musicale, dopo la dichiarazione congiunta di Europa e Stati Uniti che stabilisce il nuovo regime tariffario con aliquota massima del 15% per diverse esportazioni incluso il legname. Le relazioni commerciali fra Cremona e l’oltreoceano per violini, viole, violoncelli e contrabbassi sono di lungo corso, quindi c’era attesa da parte dei Maestri liutai sull’evolversi della situazione.
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«È un segnale positivo che Stati Uniti e Unione Europea abbiano finalmente concordato un documento congiunto sul loro accordo tariffario annunciato il 27 luglio 2025. Le disposizioni per le reciproche riduzioni tariffarie sono particolarmente importanti per l'industria automobilistica europea, una notizia estremamente importante, dato che gli oneri ammontavano a miliardi di euro e dollari. Allo stesso tempo, i dazi che saranno presto applicati, al 15%…
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«Siamo dispiaciuti, di certo non è una buona notizia. La conferma di un dazio del 15% sul vino europeo, incluso il Prosecco, rappresenta un fattore critico. Tuttavia, restiamo fiduciosi che le trattative internazionali possano in futuro portare a una revisione, almeno per quanto riguarda le denominazioni certificate. Il Prosecco Doc non è solo un prodotto commerciale, ma espressione autentica di qualità, territorio e cultura».
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Oscillano dallo sconforto alla delusione le reazioni dei produttori vitivinicoli del Nord Est alla definitiva introduzione di dazi del 15% da parte degli Stati Uniti. Un salasso che potrebbe valere poco meno di 100 milioni di euro per il comparto, visto che l’export di Veneto e Fvg verso gli Usa è di circa 630 milioni l’anno. Molti sono scettici su una rimodulazione più favorevole o addirittura sul ritiro dell’imposizione tariffaria, pochi confidano…
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Nel 2023 le aziende cuneesi hanno spedito negli Stati Uniti 41 milioni di litri di bevande alcoliche per oltre 255 milioni di euro. Il cuore resta il vino: 18,1 milioni di litri tra vini da uve fresche e mosti, per 147,5 milioni. Seguono l’alcol etilico non denaturato e un paniere minore di vermut, birra, alcoli denaturati e le altre fermentate che valgono 19,6 milioni di litri e 56 milioni di eu…
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«Non vogliamo piangerci addosso ma nemmeno indorare la pillola: le conseguenze per il comparto saranno importanti. Una bottiglia su quattro è esportata negli Stati Uniti e non si trovano alternative dall’oggi al domani». Poche ore dopo l’annuncio dei dazi al 15% per la categoria, il presidente dell’Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi si definisce realista: «Molti produttori – spiega – in qu…
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Non solo il vino , anche l’olio di oliva è finito sotto la scure dei dazi . La firma della dichiarazione congiunta , che ha messo nero su bianco l’accordo politico raggiunto il 27 luglio in Scozia dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal presidente americano Donald Trump, è stata un duro colpo per le imprese di settore: l’intesa definisce un tetto massimo del 15% per la gran parte delle esportazioni europee verso gli Usa, sostituendo il regime precedente fatto di dazi…
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Nell’accordo quadro sui dazi rilasciato ieri da Ue e Usa, che ha formalizzato e dettagliato la stretta di mano scambiata a Turnberry il 27 luglio tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente Usa Donald Trump, le parti hanno anche definito di collaborare per affrontare il problema della sovraccapacità produttiva. E prevedono di farlo attraverso un meccanismo di quote tariffarie.
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Si è chiuso al 15% l'accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, dopo l'incontro di fine luglio in Scozia tra la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente americano Donald Trump. Il 15% riguarderà tutti i settori, dall'automotiv all'agroalimentare, passando per quello farmaceutico. Il taglio scatterà presumibilmente a fine agosto, quando Bruxelles abbatterà i dazi su tutti i prodotti industriali americani, auto incluse.
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Accordo finale anche su farmaci, chip e legname verso gli Usa. Nessuna esenzione per il vino, ma Giorgia Meloni vuol raggiungere intese favorevoli sul made in Italy. Resta l’imposizione di acquisti per centinaia di milioni di gas e petrolio. Il commercio europeo tiene.L’accordo conclusivo sui dazi è...
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"Von der Leyen dovrebbe dimettersi dopo questa capitolazione negli accordi con Trump e gli Stati Uniti, non si tratta di una trattativa, una trattativa è quando qualcuno guadagna e qualcuno perde, qua ci sono solo danni per l'Unione Europea con i dazi che vengono confermati al 15% su tutti i prodotti". Così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e ex ministro."Sostanzialmente non c'è nessuna esenzione, nemmeno sul vino che era stata sbandierata come una…
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Finisce la fase dell’incertezza, ma l’accordo ufficiale sui dazi al 15% consegna alla Toscana lo scenario peggiore. Nessuna esenzione per i prodotti «bandiera» della regione: vino, moda, farmaci, gioielli e meccanica saranno tassati con un’aliquota che era ritenuta la più «realistica» ma che per la Toscana si traduce in un impatto sul Pil pari a oltre un miliardo (meno 0,7%) e in 17.300 posti di lavoro a rischio (meno 1%), secondo l’analisi di Svimez
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La lunga attesa intermedia è finita. A 25 giorni dal primo annuncio, l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno firmato la dichiarazione congiunta sul regime dei dazi commerciali. È la formalizzazione dell’accordo politico raggiunto il 27 luglio in Scozia, al Trump Golf club di Turnberry, dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e dal presidente americano. Un atto ufficiale che segna un passo indietro rispetto alla temuta guerra commerciale e uno avanti verso una tregua…
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Coldiretti Sardegna guarda con preoccupazione ai dazi del 15% sull'agroalimentare made in Italy imposti dagli Usa e conferma la massima attenzione sul tema. «Ma nessun allarmismo in questa fase, continuiamo a essere fiduciosi anche sulla diplomazia che possa nel breve tempo possibile intervenire con accordi utili a ripristinare le condizioni precedenti eliminando definitivamente il dazio». Lo dice all'ANSA Battista Cualbu, presidente dell'organizzazione agricola sarda.
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ROMA – Un risultato immediato della dichiarazione congiunta sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti Donald Trump l’ha ottenuto: mettere d’accordo i produttori di vino europei (italiani e francesi in testa) e gli importatori statunitensi. Le tariffe al 15% sul settore sono un colpo di mannaia, Bruxelles ha promesso che continuerà a negoziare per trovare un’esenzione sul settore ma per ora l’agro…
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I tanto attesi dettagli dell’accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti sono stati pubblicati ieri. La dichiarazione congiunta formalizza l’accordo politico del 27 luglio scorso in Scozia. I termini dell’intesa sono quelli preannunciati: un dazio generale del 15% sulle merci esportate negli Usa, a fronte di una serie di condizioni, a partire da una maggior apertura del mercato Ue ai prodotti agroalimentari americani.
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