Recordati Gruppo farmaceutico (Teleborsa) -, nell'ambito del programma di acquisto di azioni proprie, ha reso noto di aver acquistato, dal 5 al 9 agosto 2024, complessivamente 125.108 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 48,7191 euro.Al 9 agosto, Recordati deteneva 2.975.308 azioni proprie pari all'1,423% del capitale sociale.A Milano, oggi, piccolo passo in avanti per il, che porta a casa un timido +0,73%.
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Aggiornamento ore 15:50 Amplia il margine di guadagno il cross Euro / Dollaro USA, rispetto ai valori della vigilia e si attesta a 1,096 Euro / Dollaro USA. Operativamente le attese propendono per la continuazione del rialzo verso la resistenza stimata in area 1,0977 e successiva a quota 1,1025. Supporto a 1,0929. Le indicazioni non costituiscono invito al trading.(A cura dell'Ufficio Studi Teleborsa)
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Gli analisti di Berenberg hanno avviato la copertura sul titolo, gruppo quotato su Euronext Milan e il maggiore operatore del mercato italiano dei giochi, con raccomandazione "Buy" e target price a 16,2 euro per azione.
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FMR LLC ha una partecipazione pari al 3,045% in. È quanto emerge dalle comunicazioni della CONSOB relative alle partecipazioni rilevanti, dove viene segnalato che l'operazione risale al 6 agosto 2024.La quota è classificata come "indiretta gestione non discrezionale del risparmio".
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CIR (Teleborsa) -, nell'ambito del piano di acquisto di azioni proprie, ha comunicato di aver acquistato, dal 5 al 9 agosto 2024, complessivamente 1.355.000 azioni al prezzo unitario medio di 0,5642 euro, per un controvalore pari a 764.423,50 euro.Al 12 agosto, CIR possiede un totale di 27.859.061 azioni proprie, pari al 2,66% del capitale sociale. Le società controllate non possiedono azioni della Società.
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Aggiornamento ore 19:00 Giornata poco mossa rispetto alla chiusura precedente, il cross Euro / Dollaro USA si posiziona a 1,0924 Euro / Dollaro USA. Operativamente le attese sono per un proseguimento della giornata all'insegna della cautela con prima resistenza vista a quota 1,0938 e con più immediato supporto in avvicinamento a 1,0911. Le indicazioni non costituiscono invito al trading.(A cura dell'Ufficio Studi Teleborsa)
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Gassam Elaf Mhmood ha una partecipazione pari al 49,086% inÈ quanto emerge dalle comunicazioni della CONSOB relative alle partecipazioni rilevanti, dove viene segnalato che l'operazione risale al 7 agosto 2024.Alla comunicazione precedente, datata 19/03/2024, la quota era del 62,247%.
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Perché le borse sono guardinghe Il peggioramento del sentiment nel settore manifatturiero e i dati sull’occupazione peggiori del previsto hanno alimentato i timori che la Fed stia rimanendo indietro nel fornire stimoli a un’economia in rallentamento. Inoltre, i deludenti dati sul sentiment (ad esempio, gli indici PMI) e ulteriori prove di un’economia tedesca in difficoltà hanno sollevato preoccupazioni sulla sostenibilità della ripresa nell’area dell’euro.
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L'improvviso crollo di lunedì 5 agosto di quasi il 13% della Borsa giapponese, il più grave dalla crisi dei mercati orientali del 1987, ha fatto da detonatore di un sentimento di paura che si è diffuso immediatamente in tutto il mondo. Fortunatamente, nei giorni successivi il fenomeno si è andato attenuando e ci troviamo oggi, probabilmente rassicurati da ciò, in un momento di trepida attesa. Subito sono fioriti commenti incentrati prevalentemente sui motivi contingenti che hanno scatenato l'evento.
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Dopo il peggior lunedì nero dal 1987, i mercati restano volatili. E potrebbero esserlo per un paio di mesi, soggetti a forti scossoni. Che fare nel frattempo? Ecco che cosa pensano gestori, analisti e grandi investitori
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Institutional Equity Portfolio Manager di MFS IM - ritiene che i mercati azionari giapponesi rimangano altamente instabili e ci si può aspettare una continua volatilità nei giorni e nei mesi a venire, soprattutto con il taglio dei tassi della Fed previsto per settembre. A suo avviso, le fluttuazioni valutarie probabilmente aggraveranno ulteriormente le preoccupazioni degli investitori. "Riteniamo che questa volatilità sia guidata da flussi a breve termine e non rifletta i fondamentali delle società…
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Milano è piccola e si svuota I media scritti, radiotelevisivi e web hanno inondato la pubblica opinione di informazioni sulle forti oscillazioni delle Borse mondiali, fra cui quella di Tokyo che in un giorno ha perso più del dieci per cento e il giorno dopo ha riguadagnato quanto aveva perso. Urla catastrofistiche di chi fa e chi usa l’informazione per fare terrorismo anziché spiegare con tranquillità i fenomeni delle Borse, che possono essere paragonati a terremoti piccoli o grandi.
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In attesa di capire se il panico divampato sulle borse mondiali a causa dei timori di una possibile recessione negli Stati Uniti continuerà o avrà fine, è utile fare il punto sullo stato di salute delle principali economie avanzate, fermo restando che il resto del mondo non se la sta passando bene. Infatti, l’economia cinese mostra ancora segnali di pesantezza e soffre per la sottostante crisi del suo indebitato settore immobiliare; la Russia e l’Ucraina, a causa del conflitto, sono mercati ormai praticamente bloccati e fuori…
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Giù il Nikkei, che dopo il recupero dal selloff di lunedì non riesce a confermare il sentiment positivo, complice un finale in rosso di Wall Street. Sale il petrolio e la paura dei mercati di una recessione in arrivo
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Quando i mercati sono efficienti — dice la teoria finanziaria — non è possibile fare soldi prendendo a prestito dai Paesi con tassi di interesse bassi e reinvestendo in quelli con tassi alti, perché questo risulterebbe in variazioni di tasso di cambio che ne annullerebbero il guadagno. Tuttavia, questa strategia speculativa, chiamata carry trade, ha storicamente fatto fare un sacco di soldi agli investitori finanziari anche per periodi prolungati, a testimonianza del fatto che i mercati non sono efficienti.
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Il lunedì nero delle borse mondiali non sarà dimenticato con facilità. In pieno clima vacanziero è arrivata una bella botta dai mercati finanziari, che rischia di far rientrare qualcuno dalle ferie ben prima del previsto. Le cause di quanto accaduto sarebbero diverse e non tutte facili da individuare. Ma poiché il crollo è partito dalla Borsa di Tokyo, acquista sempre più credito che la causa scatenante sia legata al “carry trade”.
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I dati deludenti dell'occupazione statunitense, il rallentamento delle Big Tech americane e le Banche centrali troppo lente (e reticenti) ad abbassare i tassi d'interesse sono i tre principali motivi dei crolli borsistici di inizio settimana secondo la lettura di Pietro Giuliani (in foto), fondatore e presidente del gruppo Azimut. Secondo il numero uno del gruppo da circa 1.850 consulenti finanziari le difficoltà sui mercati sarebbero dovute però anche all'evoluzione dell'industria dell'asset management: “Purtroppo i…
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Da qualche giorno le Borse internazionali sono state colpite da ondate di vendite che hanno origine negli Stati Uniti e si sono concentrate poi sull’indice Nikkei, deprezzando fortemente gran parte dei titoli del settore dei semiconduttori, da Intel a Tsmc, a Samsung, a SK Hynix, a Asml. Gli Stati Uniti al centro della nuova instabilità È probabile che queste vendite, a cui hanno fatto seguito parziali rimbalzi, muovano dalla considerazione che le grandi tensioni finanziarie negli Stati Uniti non consentano più prezzi in costante crescita…
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«Dalla scorsa settimana abbiamo avuto nervosismo sui mercati azionari. Un presunto rallentamento dell’economia Usa ha allertato gli operatori di mercato, abbiamo visto vendite eccezionali che poi si sono concretizzate con pesanti ordini “al meglio” ossia vendere senza badare al prezzo». Mariano Gambaro, responsabile della consulenza di Banca Finnat, è fiducioso. «Sui mercati ci sono operatori che utilizzano soldi presi a prestito, in varie forme, per poi…
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Il 5 agosto 2024 è già passato alla storia come il nuovo lunedì nero delle borse mondiali. Infatti, come riporta il Corriere della Sera, l’effetto domino che è partito con il tonfo di Tokyo, è poi proseguito con il crollo dei principali listini europei e con il profondo rosso di Wall Street, finendo per colpire anche le big tech, dato il ridimensionamento delle aspettative che si è avuto sull’intelligenza artificiale.
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– È panic selling. La giornata del 5 agosto è stata un vero e proprio lunedì nero per i mercati, tra la rivalutazione dello yen e lo spettro di una recessione Usa. Dopo gli accenni di giovedì, l’indice Nikkei di Tokyo è sceso del 12,4%, mentre Wall Street ha avuto una delle peggiori perdite in quasi due anni, con il Dow Jones a -2,60%, il Nasdaq a -3,43% e l’indice S&P 500 a -3%. Azioni, btp, criptovalute: cosa fare con il crollo delle BorseMissing Credit In Europa, Piazza Affari è la peggiore…
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