"La Cina si riserva il diritto di presentare una denuncia all'Organizzazione mondiale del Commercio (Wto, ndr) e adotterà tutte le misure necessarie per difendere con decisione i diritti legittimi e gli interessi delle aziende cinesi". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero del Commercio di Pechino, He Yadong, sul caso dei dazi provvisori fino al 38% sulle auto elettriche cinesi annunciati da Bruxelles il 12 giugno.
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Negli ultimi giorni si è discusso molto riguardo ai potenziali aumenti dei dazi sulle automobili elettriche prodotte in Cina e importate nell'UE, una mossa che potrebbe colpire anche Tesla. La compagnia ha avvertito che i prezzi della Model 3 dalla Giga Shanghai potrebbero aumentare. A partire dal 1 luglio, la Commissione Europea potrebbe effettivamente imporre dazi più alti sui modelli importati dalla Cina.
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Impossibile competere con il made in Cina. L'ultimo settore a fare i conti con la realtà, e dunque con lo schiacciante potere incarnato dal modello economico del Dragone, coincide con quello dell'automotive. Un settore in fase di transizione, che nel bel mezzo del passaggio all'elettrico rischia di essere stravolto dall'ascesa tecnologica e a buon mercato di Pechino. Per proteggersi dall'onda lunga proveniente dall'Oriente, i governi occidentali stanno cercando…
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L’Unione Europea va alla guerra dei dazi: e li impone fino al 48% sulle auto elettriche di fabbricazione cinese. Lo annuncia la Commissione Ue, scatenando l’ira di Pechino, che paventa ritorsioni. Video in Evidenza X Matteo Maffucci degli Zero assoluto, nozze... in musica Matteo Maffucci degli Zero assoluto, nozze... in musica Joe Biden alza i dazi su auto elettriche, pannelli solari e semiconduttori cinesi.
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L’Unione Europea ha annunciato l’introduzione di nuove dazi sui veicoli elettrici importati dalla Cina. Queste tariffe, che entreranno in vigore probabilmente entro il prossimo mese di luglio 2024, hanno lo scopo di limitare il crescente dumping commerciale da parte proprio delle aziende cinesi. Pratica con cui un Paese esporta beni a prezzi inferiori rispetto a quelli di produzione per guadagnare quote di mercato estere.
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Detroit — Giro di vite di Bruxelles sull’industria auto cinese. Dopo aver atteso le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, la Commissione Ue ha annunciato nuovi dazi che andranno a gravare sull’import di vetture elettriche. All’aliquota del 10%, ora in vigore, si aggiunge una ulteriore addizionale tra il 17 e il 38%. La mossa si può leggere come avvertimento per aprire una trattativa con la Cina in vista delle scelte definitive della Ue in autunno.
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Ascolta ora 00:00 00:00 Dal 4 luglio le auto elettriche prodotte in Cina saranno soggette a dazi. Qualche esempio: a partire dal 17,4% (Byd), il 20% (Geely) e fino al 38,1% (Saic). È la conclusione, in via preliminare, a cui è arrivata la Commissione Ue. Attualmente le tariffe doganali per l'import in Ue si attestano al 10%. In Cina, punta il dito Bruxelles, i sussidi all'auto elettrica sarebbero troppi e non equilibrati, con ricadute economiche per le fabbriche europee di vetture a batteria.
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Dopo aver indagato per 9 mesi, la Commissione Europea alla fine ha stabilito di imporre dazi sulle auto elettriche cinesi che vengono importate all’interno dei confini dell’Unione. L’indagine ha infatti rilevato una “concorrenza sleale” da parte dei costruttori cinesi, che avrebbero beneficiato di sussidi pubblici da parte del governo di Pechino per permettere loro di offrire i propri veicoli a prezzi inferiori rispetto ai costi di produzione.
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