È un conducente del tram numero 15 il dipendente Atm indagato per accesso abusivo al sistema informatico in relazione alla chat sessista dove venivano diffuse foto di donne catturate dalle immagini delle telecamere di sicurezza a bordo dei mezzi. L'autista e altri 4 dipendenti dell'azienda di trasporti milanesi, al momento non indagati, sono stati sottoposti a perquisizione dalla Polizia Locale delegata alle indagini dalla Procura
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Una telecamera installata per garantire la sicurezza dei passeggeri. Uno smartphone utilizzato per comunicare. Un algoritmo progettato per creare immagini. Nessuno di questi strumenti nasce per fare del male. Eppure, osservando alcuni dei fenomeni che hanno segnato gli ultimi anni, emerge una domanda difficile da ignorare: quando e perché la tecnologia finisce per diventare nemica delle donne? Il caso Atm sulle chat sessiste va ben oltre la cronaca.
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Linea del tram numero 15, quella che percorre il tragitto da Duomo a Rozzano. Accanto a una passeggera è seduto un autista, indossa la divisa dell'Atm, la società che gestisce il trasporto pubblico interamente controllata dal Comune di Milano, e digita freneticamente sul suo cellulare. Alla ragazza cade l'occhio sullo schermo e resta di stucco: sulla chat denominata "Staff Ticinese" era in corso un fitto scambio di immagini di parti intime femminili, corredate da commenti…
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