Questa settimana sul Corriere, il nostro Chief Investment Officer Richard Flax ha commentato l’accelerazione inaspettata dell’inflazione nell’Eurozona a luglio. Secondo le stime preliminari di Eurostat, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo nell’Eurozona è cresciuto del 2,6% su base annua, in leggero aumento rispetto al 2,5% del mese precedente. Questo aumento, per Flax, “complica il percorso della Banca Centrale Europea (Bce) verso un secondo taglio dei tassi di interesse, atteso per la prossima…
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L'inaspettata accelerazione dell'inflazione nell'eurozona al 2,6% a luglio (con il dato core ancora stabile al 2,9% nonostante le attese di una decelerazione) potrebbe rappresentare una nuova preoccupazione per la Banca centrale europea. Tuttavia gli analisti sono ancora quasi tutti concordi nel prevedere che, al momento, nulla cambierà nella strategia di Francoforte. La prossima riunione del board dell'Eurotower è fissata per il 12 settembre e prima di allora dovranno essere attentamente valutati altri dati…
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Come previsto nella riunione di mercoledì 31 luglio la Fed ha lasciato invariato il costo del denaro negli Usa al 5,5%, il livello più alto degli ultimi 23 anni. Si è trattato dell’ottava riunione consecutiva del Fomc - il Federal Open Market Committe, l’organismo che prende le decisioni di politica monetaria - che si conclude con un nulla di fatto sul fronte della riduzione dei tassi. Quasi in contemporanea sono arrivate…
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Di Piero Cingari L'inflazione dell'eurozona è salita al 2,6% a luglio, superando le aspettative e mettendo in dubbio un possibile taglio dei tassi di interesse della Bce a settembre. I prezzi dell'energia hanno contribuito in modo significativo all'aumento PUBBLICITÀ Contrariamente alle aspettative degli economisti l'inflazione nell'eurozona è aumentata nuovamente a luglio, sollevando alcuni interrogativi sulla fattibilità di un rapido taglio dei tassi di…
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Milano, 1 ago. – La Bce “si attende che l’inflazione oscilli intorno ai livelli attuali per il resto dell’anno”, il 2,5% di giugno e il 2,6% di maggio, “per poi scendere approssimandosi all’obiettivo (del 2% ndr) nella seconda metà del prossimo anno, in conseguenza della più debole crescita del costo del lavoro, degli effetti della politica monetaria restrittiva perseguita dal Consiglio direttivo e del venir meno dell’impatto del passato aumento dell’inflazione”.
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Bce: pressioni interne su prezzi restano alte, tassi restrittivi finche' necessario (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 01 ago - "Le pressioni interne sui prezzi restano alte, l'inflazione dei servizi e' elevata ed e' probabile che l'inflazione complessiva rimanga al di sopra dell'obiettivo fino a gran parte del prossimo anno". E' quanto si legge nel bollettino economico Bce in cui si ribadisce che il Consiglio direttivo "e' determinato ad assicurare il…
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Nella riunione del 18 luglio 2024 il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Le nuove informazioni sono sostanzialmente in linea con la precedente valutazione del Consiglio direttivo circa le prospettive di inflazione a medio termine. Sebbene a maggio alcune di quelle relative all'inflazione di fondo abbiano registrato un modesto rialzo a causa di fattori una tantum, a giugno le misure sono rimaste per la maggior parte stabili o sono lievemente diminuite.
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Christine Lagarde ha evitato di fornire indicazioni precise, limitandosi a dire che le scelte sui tassi saranno prese riunione per riunione e dipenderanno dai dati disponibili. La decisione di settembre è quindi ancora aperta e dipenderà dall'andamento dell'inflazione, dei salari e dell'economia. Dietro alla decisione dei policy maker c’è soprattutto il fatto che il processo di disinflazione nell’area procede troppo a rilento (in particolare nei servizi) rispetto a quanto atteso.
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Di recente, la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di tagliare i tassi di interesse a giugno, con l'obiettivo di garantire che l'inflazione si muova verso l'obiettivo del 2%. Questa decisione deriva dal timore che aspettare troppo a lungo i chiari segnali di inflazione nella giusta direzione possa aumentare il rischio di mancare l'obiettivo. Per coloro che sono interessati all'impatto di tali decisioni sul mercato dei cambi, la comprensione delle dinamiche di trading delle coppie…
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L'indice dei prezzi al consumo nell'Eurozona è salito al 2,6% a luglio, secondo la stima flash di Eurostat, rispetto al 2,5% di giugno e al di sopra delle aspettative degli economisti. L'inflazione core, che indica i prezzi senza i costi energetici e alimentari, è rimasta stabile al 2,9% su base annua per il terzo mese consecutivo. Gli economisti avevano previsto un leggero calo. “L'inflazione dell'area dell'euro sorprende la BCE al rialzo, ma le notizie non sono così negative”, ha commentato Tomasz Wieladek…
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In aumento anche l’inflazione core del blocco della zona euro che segna un +2,9% rispetto al +2,8% stimato dagli esperti. I banchieri centrali a settembre dovranno decidere se ridurre il costo del denaro per stimolare l’economia o se lasciarlo ancora a livelli alti per combattere il carovita
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Bruxelles – Torna a salire, anche se timidamente, l’inflazione annuale dell’eurozona. A luglio 204 dovrebbe attestarsi al 2,6 per cento, in lieve aumento rispetto al 2,5 per cento di giugno. Ma niente a che vedere con le cifre di un anno fa: nel luglio 2023, l’inflazione media dell’area dell’Euro aveva toccato il 5,3 per cento. Da quanto emerge dalle ultime stime flash di Eurostat, attraverso i Paesi si riscontrano importanti differenze.
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Accelera leggermente l'inflazione in Eurozona a luglio 2024. È quanto emerge dai dati preliminari dell'Ufficio statistico europeo (EUROSTAT), che ha pubblicato stamattina la stima flash dell'inflazione. Il dato tendenziale segna un +2,6% dopo il +2,5% registrato nel mese precedente, attestandosi sopra le aspettative di consensus (+2,5%).Su mese, invece, i prezzi al consumo sono rimasti pressoché stabili, dopo aver registrato un +0,2% nel mese precedente.
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Il dato sull'inflazione di luglio della zona euro era molto atteso dai mercati: di fatto è uno dei cosiddetti market mover, cioè uno di quei dati che possono muovere l'andamento dei mercati. La sua importanza deriva dal fatto che la Bce è impegnata in un complesso percorso di riduzione del costo del denaro, che rende necessario avere dati convincenti sul percorso disinflazionistico per poter procedere con ulteriori tagli nei tassi di interesse.
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L’inflazione della zona euro accelera leggermente al 2,6%, a fronte di una rilevazione attesa stabile al 2,5%. Il dato core rimane invariato al 2,9%, mentre gli analisti si aspettavano una discesa al 2,8%. I dati supportano l’atteggiamento cauto della Bce su un taglio dei tassi già a settembre e rimandano ogni valutazione ai report su inflazione e salari delle prossime settimane. Se vuoi aggiornamenti su Dati Macroeconomici inserisci la tua email nel box qui…
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