In migliaia sono scesi in piazza a Tel Aviv per chiedere la fine della guerra a Gaza, dopo la decisione del governo di occupare Gaza. Rispondendo all'appello del Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi israeliani, hanno espo- sto cartelli e foto degli ostaggi an cora nelle mani di Hamas e dei gruppi affiliati a Gaza, chiedendo al governo Netanyahu di garantirne il rilascio. Manifestazioni anche a Londra in sostegno del gruppo Palestine Action messo al bando come organizzazione terroristica
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In marcia contro il piano di conquista di Gaza: "Paralizziamo il Paese" Migliaia di persone sono scese in piazza a Tel Aviv, Israele, per chiedere la fine della guerra a Gaza, il giorno dopo la decisione del governo di occupare Gaza City. Nella serata di oggi, sabato 9 agosto, i manifestanti hanno esposto le foto degli ostaggi ancora detenuti nei territori palestinesi, esortando il governo a garantirne il rilascio.
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Israele spaccato, manifestazioni a Gerusalemme e Tel Aviv di Roberto Bongiorni 9 agosto 2025 Migliaia di persone alla manifestazione a Tel Aviv in quella che è stata rinominata “Piazza degli Ostaggi” dall’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, dopo che il via libera del gabinetto di sicurezza israeliano al piano del premier Benjamin Netanyahu per la Striscia di Gaza, dove restano prigionieri circa 50 ostaggi
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Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato una Dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri di Regno Unito, Germania, Australia e Nuova Zelanda per respingere con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala sulla Striscia. Lo riferisce la Farnesina in una nota.
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Il piano di occupazione di Gaza approvato da Israele fa crescere la protesta interna: in prima fila i familiari degli ostaggi. 50 quelli ancora detenuti da Hamas nella Striscia, meno della metà però sarebbero ancora in vita. L'inviata a Gerusalemme Lucia Goracci
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L’annuncio di Benjamin Netanyahu di intensificare l’offensiva di terra a Gaza scatena condanne internazionali. L’Onu, con Volker Turk e Antonio Guterres, chiede un immediato cessate il fuoco per fermare il massacro dei civili. Berlino compie un passo storico, sospendendo forniture di armi per 485 milioni di euro, mossa che l’Ue avverte “avrà conseguenze” nei rapporti con Israele. Bruxelles valuta perfino la revisione dell’accordo di associazione Ue-Israele.
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Le proteste degli israeliani che, a Gerusalemme, sono scesi in piazza per chiedere la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas - Ansa Protestano i familiari degli ostaggi: temono che siano stati oramai sacrificati per consegnare a Netanyahu e all’estremismo politico la promessa messianica del “ Israele”. Protestano gli ultraortodossi contrari al servizio di leva, perché di andare in guerra non ne vogliono sapere, quando il governo ha minacciato di arrestare i renitenti…
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La faccia di Donald Trump e una scritta che recita “Fine alla guerra di BB” (Bibi è il soprannome di Benjamin Netanyahu). La struttura è apparsa venerdì sulla spiaggia di Tel Aviv ed è stata costruita dalle persone che chiedono il rilascio degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas. L’iniziativa è stata presa dopo che Israele ha annunciato l’intenzione di occupare Gaza City. Il capo di Stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, ha espresso più volte la sua opposizione…
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Migliaia di israeliani in piazza, a Tel Aviv e a Gerusalemme, per protestare contro Netanyahu e il suo piano di conquista di Gaza (e, di fatto, di condanna dei rapiti ancora nelle mani di Hamas). In Israele la protesta contro le decisioni del governo si espande: ci sono israeliani incatenati davanti all'ufficio di Netanyahu, centinaia di persone in piazza, altri sono in barca davanti alle spiagge di Gaza che lanciano salvagenti in mare, come per tentare di salvare i…
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Proteste in varie città di Israele contro la decisione del governo Netanyahu di occupare Gaza. Migliaia di perosne hanno manifestato e con loro anche le famiglie degli ostaggi preoccupate per la sorte dei loro congiunti. A Gerusalemme la protesta si è tenuta sotto gli uffici dello stesso Netanyahu ed è andata avanti fino alla notte.
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Abbiamo bisogno di tutta l'assistenza internazionale per liberare i 50 ostaggi che sono tenuti prigionieri da quasi due anni da Hamas». La voce di Yehuda Cohen, padre di Nimrod, viene urlata da una barca attraverso un megafono. L’uomo, insieme a una ventina di persone, è salpato da Ashkelon con diverse barche a vela per avvicinarsi alla costa della Striscia di Gaza e, simbolicamente, ai propri cari prigionieri di Hamas e del Jihad islamico palestinese.
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Centinaia di manifestanti israeliani si sono radunati vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, mentre il Consiglio di sicurezza israeliano si riuniva per discutere un possibile ampliamento delle operazioni militari nella Striscia di Gaza. Una tale mossa susciterebbe una forte opposizione a livello internazionale e da parte di molti in Israele, comprese le famiglie degli ostaggi detenuti da Hamas
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Le famiglie degli ostaggi israeliani chiedono di fermare "la decisione catastrofica" di occupare la Striscia di Gaza, e cercare invece un accordo per il ritorno dei loro cari e la fine immediata della guerra. "Chi amiamo è in pericolo. Anche lo Stato di Israele è in pericolo: rischiamo di perdere i nostri valori morali. Unitevi a noi prima che sia troppo tardi". Il Gabinetto di sicurezza decide oggi sull'occupazione voluta da Netanyahu
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Alcune famiglie israeliane si sono riunite sulle imbarcazioni per chiamare dal mare gli ostaggi di Gaza. Uno ad uno, gli ostaggi sono stati chiamati dai parenti tramite un altoparlante mentre in sottofondo, alcune donne gridavano: “Aiutateci, Mayday, Mayday, mayday, 50 ostaggi”.
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Ashkelon, 7 ago. Una flottiglia che trasporta i parenti degli ostaggi è salpata da Ashkelon per avvicinarsi alla Striscia di Gaza assediata. Gli organizzatori delle spedizione sperano così di poter "avvicinarsi il più possibile ai loro cari". "Il governo di Netanyahu sta agendo per ucciderli, vuole dichiarare guerra a tutto il territorio di Gaza e uccidere mettendo in pericolo la vita degli ostaggi.
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