Giorgia Meloni partecipa a un seminario dei Conservatori e riformisti europei a Varsavia, 5 luglio 2023 (Ansa) Le due "sconfitte" subite dai conservatori di Meloni in Europa possono trasformarsi in opportunità. La prima sconfitta, così come l'hanno definita i suoi avversari, è stata di essere stata esclusa dalle nomine di Antonio Costa e Kaja Kalla. La nostra presidente del Consiglio ha protestato per il «metodo e il merito» ma, saggiamente, si è astenuta sul nome di Ursula von der Leyen.
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– Per Giorgia Meloni è arrivata l’ora delle scelte. Il risultato delle elezioni legislative francesi e le dinamiche politiche interne al Parlamento europeo costringono la presidente del Consiglio a una chiarificazione.
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Washington — Quando entra nel salone dell’hotel St. Regis, Giorgia Meloni ha in mano un libro per bambini, “Iris”. Racconta di una fatina pasticciona che si iscrive a una scuola per umani e impara così a controllare i suoi poteri. Potesse usare fino in fondo quelli che gli conferisce Palazzo Chigi, chiuderebbe ogni conto politico con Matteo Salvini. E però non può farlo, non almeno per adesso. De…
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L’occasione che si presenta a Giorgia Meloni in questi giorni è quella di sfruttare un contropiede, smarcarsi e segnare un gol, forse arrivare a vincere la partita. Ma, visti gli scarsi risultati della Nazionale, è meglio cambiare metafora e usare quella più appropriata della “mossa del cavallo”. Utilizzare, come fa il pezzo degli scacchi, la possibilità di muoversi in avanti e insieme scartare di lato per meglio posizionarsi strategicamente.
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La prima esperienza da presidente del Consiglio in carica alle elezioni europee ha impartito un’importante lezione a Giorgia Meloni: contrattare a Bruxelles significa districarsi in un gioco di equilibri, sensibilità e ambizioni all’ennesima potenza rispetto a ciò che avviene a livello nazionale. E a separare chi vince da chi perde non sono solo i voti ottenuti, ma anche e soprattutto…
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Per molti, in FdI, questa trovata del gruppo Ue di destra – o ultradestra a seconda dei punti di vista – è quasi una fortuna. L’opportunità, dicono, per dare alla premier il ruolo di pontiere tra Popolari e sovranisti
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Intorno alla culla del neonato gruppo dei Patrioti per l’Europa, che ha già scippato ai Conservatori di Giorgia Meloni il terzo posto nella classifica degli eurogruppi più numerosi, un po’ tutti si sbracciano per negare ogni tensione con la premier italiana. «Non amo la porta a una collaborazione tra Rassemblement e FdI», assicura l’eurodeputato Garraud. «Il cameratismo tra noi è forte come prima», giurano quelli di Vox, nonostante mollando la camerata proprio adesso le abbiano reso un pessimo…
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La prima fase della partita delle nomine ai vertici delle istituzioni dell’Ue si è chiusa rapidamente al Consiglio europeo del 27 giugno, come previsto alla vigilia. Ursula von der Leyen, candidata dai popolari europei, è stata designata come presidente della Commissione; l’ex primo ministro portoghese Antonio Costa, candidato dei socialisti e democratici, è stato eletto alla presidenza del Consiglio europeo; e si è raggiunto un accordo sulla nomina della prima ministra…
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Meloni? Più forti, meno Forti… Giorgia Meloni tra vicende italiane ed europee: la defezione di Vox (che potrebbe essere un vantaggio), le fibrillazioni leghiste, il caso Forti e non solo. Il corsivo di Battista Falconi Della defezione del gruppo spagnolo di Vox da quello dei Conservatori europei guidato da Giorgia Meloni corrono in parallelo due interpretazioni opposte: quella che la considera come un segno di indebolimento oggettivo e numerico e l’altra che invece la ritiene la liberazione da un movimento di destra molto “identitario” come un…
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«Ma, tutto sommato...». A Palazzo Chigi non hanno certo stappato champagne per il tradimento di Vox, che ha lasciato Ecr per passare al gruppo dei Patrioti di Orban, riaccendendo così il derby nella destra europea. Però, chissà, visto dalla prospettiva meloniana, lo strappo degli spagnoli può essere anche una buona notizia. «Adesso, tolto Abascal di mezzo, il dialogo tra la von der Leyen e i conservatori sarà più facile».
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“Sovrano è chi decide sullo stato d’eccezione” – Carl Schmitt, Teologia politica Siamo arrivati al limite della tenuta democratica. Vicini allo stato d’eccezione. Deve essere per questo che la storia europea – pietrificata, compiaciuta, superba e declinante – all’improvviso si è rimessa in moto. Forse spinta dalla «riscoperta del tragico», come sostiene un disorientato Emmanuel Macron, forse aggrappata all’estremo tentativo di ritrovare sé stessa, il proprio ruolo, il proprio senso.
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Giorgia Meloni domani volerà a Washington per il vertice Nato che si apre martedì e si conclude venerdì. Il programma dell’evento e la presenza di oltre 40 capi di Stato e di governo stranieri le permetterà di portare avanti le trattative in vista del 18 luglio, la data in cui la plenaria del Parlamento Europeo …
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"Con Orban alla presidenza di turno del consiglio dell'Unione europea, Giorgia Meloni non ha molte alternative se non quella di votare per Ursula von der Leyen, schierarsi assieme al Partito popolare europeo e tentare di avere uno spazio nella coalizione che nascerà attorno alla fiducia per la nuova presidente della commissione europea: ovvero tagliare il legame con la destra estrema che guarda a Orban e non a lei".
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Mentre Viktor Orbán con il suo viaggio a Mosca tesse la tela della nuova destra mondiale tra Vladimir Putin e Donald Trump, Giorgia Meloni è molto arrabbiata. Con chi? Con Matteo Salvini. “Colpevole” di aver esultato troppo per l’addio di Vox al gruppo Ecr e per il loro approdo alla corte del leader ungherese. «È un segnale fortissimo. Cresce il fronte del cambiamento in Europa, determinato a dire no a Ursula von der Leyen e ai socialisti», ha fatto…
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MANDURIA – ROMA. Doveva dare le carte in Europa, ma è finita in un angolo dal quale uscire sarà complicato. Le manovre dei “patrioti” mettono a rischio il ruolo di Giorgia Meloni nella destra continentale e gli stessi equilibri del governo. I suoi Conservatori non saranno più, con tutta probabilità, il terzo gruppo a Strasburgo con grande giubilo (pubblico) di Matteo Salvini. I nodi stanno venend…
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Non se l’aspettava. Giorgia Meloni trattiene a stento l’irritazione per lo scippo di Vox, suo arci-alleato nei Conservatori, pronto ad approdare tra i “Patrioti” di Viktor Orban e Marine Le Pen, con la benedizione di Matteo Salvini. Raccontano di una premier spiazzata da un colpo di scena che ora potrebbe rimescolare le carte delle trattative a Bruxelles sulla futura Commissione europea. Con un possibile sorpasso dei…
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“Non sono d’accordo né sul metodo né sul merito ed è la ragione per la quale non ho votato l’accordo che alcuni hanno ritenuto di fare sulle massime cariche europee”. Così Giorgia Meloni a Rete 4. E prosegue: “In Italia qualcuno diceva di adeguarsi per trattare per un risultato migliore. Io rifiuto questo racconto. Rifiuto l’idea che quello che spetta all’Italia venga riconosciuto solo se il Governo si adegua.
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Camilla Laureti, europarlamentare PD, eletta prima Vicepresidente del gruppo dei Socialisti e Democratici all’Eurocamera: Francia, Germania, Austria, Belgio… Un vento di destra imperversa in Europa. Come arginarlo? Partendo dal dato di realtà del Parlamento europeo, dove il PPE è la prima forza e noi socialisti siamo il secondo gruppo. Lo sfondamento a destra, agognato anche dalla nostra presidente Meloni, non c’è stato, e mai come ora le forze sovraniste sono divise, a Bruxelles
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