ROMA – In vista del prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, il governo non prevede la possibilità di votare fuori sede. Lo denunciano The Good Lobby, la Rete Voto Fuorisede e Will Media: le organizzazioni che si battono per la facilitazione dell’esercizio del voto a un bacino potenziale di quasi 5 milioni di cittadini. Nonostante il crescente livello di astensionismo registrato in …
Leggi
Altri articoli:
La data per il referendum sulla giustizia è stata fissata e anche se si dovesse procedere alla sospensione, entro la primavera si andrà alle urne. Ma come è successo per le scorse votazioni, dalle europee del 2024 agli utili referendum del 2025, si presenta il voto per i fuori sede. In questo caso, dal momento che l’iter legislativo è ancora in alto mare, Più Europa ha presentato un emendamento al decreto per le consultazioni referendarie.
Leggi
Come esplicitato nella Circolare DAIT n.1/2026 della Direzione centrale per i servizi elettorali, per il referendum in oggetto, gli elettori italiani residenti all’estero, ai sensi della legge 27 dicembre 2001, n.459 e del relativo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 2 aprile 2003, n.104, votano per corrispondenza. La predetta normativa, nel prevedere la modalità di voto per corrispondenza da parte di tali elettori, i cui nominativi vengono inseriti d’ufficio…
Leggi
Giovedì 15 gennaio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// “Di fronte ad un astensionismo sempre più alto, come abbiamo visto anche alle recenti elezioni regionali, il governo Meloni anziché trovare strumenti che coinvolgano di più i cittadini se ne disinteressa e non ha previsto nemmeno la possibilità del voto lontano da casa per circa 5 milioni di fuori sede al referendum…
Leggi
Mancano poco più di due mesi al referendum sulla giustizia, fissato dal governo per il 22 e 23 marzo, e per una parte degli elettori italiani il diritto di voto potrebbe non essere garantito in modo pieno. Il problema riguarda i cosiddetti “fuorisede”, cioè i cittadini che per motivi di lavoro, studio o di salute vivono in un comune diverso da quello di residenza. Il sistema elettorale italiano prevede infatti che ogni cittadino sia iscritto alle liste elettorali del comune in cui…
Leggi
