Un’arma da 25.000 euro ha cambiato il corso della Storia, spostando l'asse della potenza militare dai laboratori della Silicon Valley alle officine della Repubblica Islamica. Quindici anni dopo la loro prima apparizione nel 2010, i droni made in Iran hanno imposto un nuovo paradigma globale, costringendo giganti come Stati Uniti, Cina e Russia a inseguire e, infine, copiare la tecnologia partorita da Teheran
Leggi
Altre notizie:
Washington – Quds News. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha riconosciuto che le forze americane hanno utilizzato basi nei paesi vicini per posizionare sistemi di attacco a lungo raggio contro l’Iran. Questa ammissione è arrivata mentre il CENTCOM ha condiviso immagini e commenti che evidenziano la capacità di sistemi avanzati come HIMARS e i Precision Strike Missiles nelle operazioni di attacco in profondità.
Leggi
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale israeliano, nei primi quattro giorni di guerra l’Iran ha lanciato verso i Paesi del Golfo 2,5 volte più missili e 20 volte più droni rispetto a quelli sparati contro Israele. E l’arma più efficace si è confermata il drone Shahed-136, che in persiano significa «testimone della fede» o «martire», mezzo con cui Teheran ha cambiato le modalità della guerra contemporanea.
Leggi
Non è particolarmente potente o performante. Ma il drone martire di nome (Shahed, lo chiamano) e di fatto (è progettato per farsi esplodere ) sta contribuendo, insieme ai suoi «fratelli» russi e ora anche statunitensi, a rendere ancora più fragili i già precari equilibri del mondo. Bianco o nero che sia, con la sua ala a delta, se lo senti volare in cielo lo distingui subito prima dal rombo metallico e poi, quando si…
Leggi
