Cinesettimana I giovani detenuti di Nisida salvati da Eduardo De Filippo e dalla forza dell'arte e dell'amo di Fulvia Caprara Il primo film della settimana commentato da Fulvia Caprara è "La salita". Si svolge nel 1983 e segue un capitolo poco conosciuto della vita di Eduardo De Filippo (Mariano Rigillo), impegnato in un’intensa attività di recupero e formazione dei giovani detenuti del carcere minorile di Nisida attraverso il teatro
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ROMA – Due mondi, un’unica tensione verso la rinascita. Con La salita, Massimiliano Gallo trasforma la propria esperienza di attore in un racconto cinematografico intenso, capace di parlare di arte, redenzione e possibilità di cambiamento. Il film, ispirato a eventi reali degli anni ’80 a Nisida, non racconta la durezza del carcere, ma la forza della trasformazione interiore attraverso la bellezza e la disciplina.
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L'esordio registico dell'attore è un canto di rabbia giovanile sul potere del teatro che spezza le prigioni degli uomini, un grido a voce così piena che il risultato non è nobile quanto gli intenti di Lorenzo Nuzzo Sentieri Selvaggi Forse basterebbe uno scambio lungo una manciata di secondi a raccontare La salita di Massimiliano Gallo; una frazione di vita che come il punctum nella fotografia punge lo sguardo nel segno dell'irrazionale.
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Un'opera prima ma dall'enorme valore storico. Dal 9 aprile arriva in tutte le sale italiane “La Salita”, l'opera prima di Massimiliano Gallo, che ripercorre la creazione del prima compagnia teatrale italiana con dei detenuti. Il film mette al centro il grande lavoro fatto da Eduardo De Filippo, all'epoca dei fatti senatore a vita e che si era reso protagonista di un importantissimo discorso al Senato che metteva al centro…
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Il film, tratto da vicende realmente accadute con Eduardo De Filippo, è stato girato in una particolare location italiana che conquista al primo sguardo Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano. Anna Camerlingo/iStock Le location del film "La salita" - In foto: l'Isola di Nisida La salita è l’opera prima diretta da Massimiliano…
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L’esordio registico dell’attore è un canto di rabbia giovanile sul potere del teatro che spezza le prigioni degli uomini, un grido a voce così piena che il risultato non è nobile quanto gli intenti Forse basterebbe uno scambio lungo una manciata di secondi a raccontare La salita di Massimiliano Gallo; una frazione di vita che come il punctum nella fotografia punge lo sguardo nel segno dell’irrazionale.
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A Effetto notte Massimiliano Gallo Massimiliano Gallo è il protagonista della nuova puntata di Effetto Notte, il rotocalco di informazione cinematografica di Tv2000 condotto da Fabio Falzone, in onda venerdì 10 aprile alle 00.10. In una puntata ampiamente dedicata al ruolo della cultura e dell’istruzione nella lotta contro criminalità ed esclusione, Massimiliano Gallo racconta il suo debutto da regista con il film “La salita”: ispirato a una vicenda reale, avvenuta nel 1983 quando Eduardo De Filippo, in visita al carcere di Nisida, decise di…
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Per Massimiliano Gallo il punto non è mai stato raccontare una storia, ma capire perché quella storia oggi non può più restare in silenzio. La salita, il suo primo film da regista al cinema dal 9 aprile con Fandango, nasce da qui: non da un’operazione di memoria, ma da una necessità presente. Riportare alla luce un gesto che, nella sua semplicità, contiene ancora una forma di radicalità difficile da sostenere.
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Introduzione Un debutto cinematografico tra memoria e realtà: arriva al cinema La salita, che da oggi (a giovedì 9 aprile 2026) approda nelle sale italiane. Si tratta di un'opera prima diretta da Massimiliano Gallo e distribuita da Fandango. Il film, di genere drammatico e della durata di 90 minuti, si inserisce nel panorama del cinema italiano contemporaneo con un racconto ispirato a vicende realmente accadute, legate alla figura di Eduardo De Filippo e…
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Ci sono attrici che costruiscono personaggi, e altre che li attraversano. Roberta Caronia appartiene a questa seconda categoria: il suo lavoro non sembra mai puntare alla definizione, ma alla possibilità di restare dentro una domanda. Non chiudere, non semplificare, non risolvere troppo in fretta. È un modo di stare sulla scena che ha a che fare prima di tutto con una disposizione interiore. In quest’intervista esclusiva per Virgilio Notizie a Roberta…
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Mescolando la realtà alla fantasia e intrecciando l'invenzione con la storia, Massimiliano firma il suo primo film da regista. Intitolato La Salita, è un omaggio al teatro, in particolare quello di Eduardo De Filippo, e rivendica l'importanza dei sogni e delle libere scelte. La recensione di Carola Proto. Quando Massimiliano Gallo, che già da tempo accarezzava il sogno di passare dall'altra parte della macchina da presa, ha deciso di debuttare…
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C’è un punto preciso, nella voce di Alfredo Cossu, in cui il racconto smette di essere promozione e diventa confessione. Non accade quando parla del film, né quando racconta il suo primo ruolo da protagonista. Accade quando si ferma su una parola semplice, quasi invisibile: noia. È da lì che si può iniziare davvero a capire La salita, al cinema dal 9 aprile con Fandango. Non come film, ma come spazio interiore.
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Per Shalana Santana, La salita non è soltanto il film diretto da Massimiliano Gallo. È soprattutto una storia che parla di responsabilità, di infanzia negata e di adulti che scelgono di non voltarsi dall’altra parte. Nel film, al cinema dal 9 aprile, interpreta Maria, l’educatrice del carcere minorile di Nisida: una donna rigorosa, concreta, senza vanità, che entra ogni giorno in un mondo maschile e violento con la sola forza della…
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«Oggi raccontare la cultura e la bellezza è quasi un atto rivoluzionario, perché viviamo in un Paese che sembra non avere più attenzione per queste cose». Massimiliano Gallo a 57 anni debutta alla regia con La salita (in sala giovedì 9 aprile), intreccio tra realtà e finzione: nella Napoli del 1983 Eduardo De Filippo avvia un laboratorio teatrale nel carcere minorile di Nisida, dove l’arrivo di a…
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Ci sono attrici che inseguono il mestiere come una meta, una conquista, un’affermazione. Greta Esposito, invece, sembra averlo sempre abitato. Come si abita una città, una voce, una casa. La recitazione, nel suo racconto in quest’intervista esclusiva per Virgilio Notizie, non è mai un’ambizione esibita né una vocazione trasformata in retorica. È qualcosa che le è cresciuto intorno fin da bambina, tra il coro del Teatro di San Carlo, i…
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