Il Rapporto annuale del Censis analizza la crisi del Sistema Sanitario Nazionale italiano, evidenziando l’aumento della spesa sanitaria privata rispetto a quella pubblica, il calo delle retribuzioni dei medici e le difficoltà di accesso alle cure Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano sta vivendo un periodo di profonda crisi, segnata da disuguaglianze economiche e difficoltà di accesso alle cure.
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Potrebbe essere ricordato come l'anno dei record (quello degli occupati e del turismo estero, ma anche il record della denatalità, del debito pubblico e dell'astensionismo elettorale), un'analisi approfondita ci consegna una immagine più aderente alla reale situazione sociale del Paese. La sindrome italiana - rileva il Censis - è la continuità nella medietà, in cui restiamo intrappolati"."Il Paese si muove intorno a una linea di galleggiamento, senza incorrere in capitomboli rovinosi…
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Ed ecco lo schiaffo del Censis. Quello che si dà a chi è svenuto, perché si svegli e si rimetta in piedi. Di tutti i dati, scelgo la Sanità. Nella palude in cui da decenni nuotiamo (dopo il Boom dei Sessanta, c'è stato solo il luccichio degli anni Ottanta), annaspano sempre più vecchi. Ce lo dice l'Istat: un italiano su 4 ha piu di 65 anni. Quasi 4 milioni di ultraottantenni. E i vecchi, cosa fanno? Si ammalano.
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Ansa Una società italiana turbata e in profondo cambiamento, con l’acuirsi della crisi del ceto medio e preoccupazioni crescenti per i flussi migratori: è questa la fotografia che il Censis scatta per il Rapporto 2024, diffuso oggi. Un Paese che non cresce, ma «galleggia»: gli Italiani sono infatti affetti da «sindrome da galleggiamento», con il ceto medio «sfibrato» mentre i redditi reali sono calati del 7% in 20 anni.
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ROMA – Un Paese che non cresce, “galleggia”. È la trappola della “sindrome italiana”, dopo 20 anni in cui, per mancanza di spinte al cambiamento, i redditi sono calati del 7 per cento. E nell’ultimo decennio anche la ricchezza pro-capite è diminuita del 5,5%. Un processo che alla maggioranza degli italiani appare irreversibile: l’85,5% è convinto che ormai sia molto difficile risalire nella scala…
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