Il silenzio stavolta è di piombo. Se non è una scelta di parte, e della parte oggi schierata contro l’Europa, le somiglia come una goccia d’acqua. Inutilmente per tutto il giorno l’opposizione martella chiedendo al governo e alla maggioranza spiegazioni sulla scelta italiana di non firmare, unico tra i grandi Stati europei, Uk incluso, la dichiarazione congiunta dei 79 Paesi Onu che criticano le sanzioni contro la Corte penale dell’Aja decise da Trump.
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Saranno soddisfatte, adesso, le anime candide persuase che Meloni sarebbe stata la Trump-card vincente da giocare nelle relazioni tra vecchia Europa e nuova America. Com’era facilmente prevedibile — per chi non fosse del tutto accecato dalla malafede — non c’è conflitto aperto da Donald che non veda Giorgia schierata al suo fianco. L’offensiva parallela e incrociata tra Washington e Roma contro …
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Il governo italiano, per ora, non ha chiarito il perché non abbia firmato la dichiarazione a difesa della CPI. Al di là della vicinanza alla nuova amministrazione USA, di certo l’episodio piomba in un momento di profondo attrito tra Roma e la Corte dell’Aia, con quest’ultima attaccata pubblicamente dal ministro della Giustizia italiano Carlo Nordio in Parlamento e dal suo collega agli Esteri Antonio Tajani, che ha evocato un’indagine nei confronti della CPI per il suo atteggiamento sul caso Almasri.
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"Prendiamo atto con profondo rammarico dell'emissione da parte degli Stati Uniti di un ordine esecutivo che cerca di imporre sanzioni ai funzionari della Cpi, di danneggiare l'indipendenza e l'imparzialità della Corte". Lo dichiara la presidente della Cpi Tomoko Akane. "L'ordine esecutivo è solo l'ultimo di una serie di attacchi senza precedenti che mirano a minare la capacità della Corte di amministrare la giustizia in tutte le…
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L’asse dell’impunità si ricompatta contro la Corte penale internazionale (Cpi). Donald Trump minaccia sanzioni, Viktor Orbán offre protezione ai ricercati, Vladimir Putin ridicolizza la questione. E il governo italiano? Sulla scia delle polemiche scatenate dal caso Almasri, si mette in scia. L’offensiva globale contro la Cpi L’offensiva si scatena quando la Cpi apre la possibilità di mandati di arresto contro esponenti israeliani per i crimini commessi a Gaza
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Alle Nazioni Unite 79 paesi hanno aderito alla una dichiarazione a sostegno della Corte penale internazionale, avviata da un gruppo centrale transregionale di 5 paesi dopo l'ordine esecutivo di Donald Trump. Nella lista dei firmatari mancano dei principali stati europei l'Italia e l'Ungheria mentre sono presenti Francia, Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito. Il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che impone sanzioni alla Cpi…
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L'Onu a Trump: revochi le sanzioni contro la Cpi 07 febbraio 2025 Milano, 7 feb. - Le Nazioni Unite chiedono al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di revocare la sua decisione di imporre sanzioni alla Corte penale internazionale. "Lo stato di diritto rimane essenziale per garantire la nostra pace e sicurezza collettive", ha affermato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani
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Roma, 7 feb. – “Stanno trasformando l’Italia nel Paese delle immunità e dell’impunità, danneggiando gravemente l’immagine della nazione”. Lo ha scritto sui suoi canali social il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando la notizia dell’opposizione annunciata da 79 nazioni, tra le quali non c’è l’Italia, alle sanzioni decise dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro la Corte penale internazionale
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Trump contro la Corte penale internazionale su arresto per Netanyahu Scontro tra Trump e la Corte penale internazionale. Interviene la presidente della commissione europea Von Der Leyen: la Corte sia libera di lottare contro l’impunità. Servizio di Leonardo Possati Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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