MILANO, ROMA – Una deroga dell’Italia al patto di stabilità europeo non sarebbe opportuna, per la presidente della Bce, Christine Lagarde. Ospite al programma Che tempo che fa, la dirigente francese ha così risposto a Fabio Fazio sull’eventualità - chiesta per lettera da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen - di tenere fuori dai vincoli di finanza pubblica le spese per l’energia, esplose per la…
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Bisogna riconoscere a Giorgia Meloni il merito di aver disinnescato una miccia pronta ad esplodere: il fermo nazionale del trasporto merci per l’agitazione indetta dalla categoria a fine maggio. Se venerdì scorso non fosse stata raggiunta a Palazzo Chigi l’intesa con le associazioni di categoria, ci saremmo ritrovati nel caos, nel senso letterale del termine. Avremmo dovuto misurarci con enormi difficoltà nell’accesso persino a beni di prima necessità.
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Tommaso Foti, ministro degli Affari Ue e del Pnrr, l’Italia ha le mani legate dalla Ue sulle finanze per far fronte alla crisi in Iran, come sostiene Meloni? «Dico una cosa: era auspicabile che, a fronte di una situazione eccezionale, vi fosse a livello europeo una risposta tempestiva. Allo stato, così non è stato. Bene ha fatto allora il presidente Meloni, nella sua lettera a von der Leyen, a ev…
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Si stanno aprendo spazi, come si segnala da diverse parti, per una deroga non tecnica, ma di fatto, del Patto di stabilità per affrontare la spesa per l'energia? Si discute, a margine dell'Eurogruppo di Cipro, l'ipotesi di fare rientrare, per un periodo di tempo limitato, ed escludendo la spesa corrente, gli investimenti in questo comparto nell'ambito della deroga già concessa per le spese militari: insomma, non la riedizione integrale della posizione rappresentata qualche mese fa, bocciata in sede europea e non condivida da diverse posizioni…
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Non fatevi ingannare dall’enfasi delle parole. La «manovra correttiva» è quasi uno sport, fra i più praticati dai governi italiani. L’origine del termine si perde nella notte dei tempi. La prima traccia reperibile nella banca dati dell’Ansa risale al 1982, all’epoca del primo governo repubblicano non guidato da un democristiano. A Palazzo Chigi c’è il repubblicano Giovanni Spadolini e il Paese ha un sacco di problemi, anche economici.
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Regio Corner, la newsletter che ogni due settimane vi racconta le notizie più importanti sulla politica regionale e di coesione dell'Unione europea Questa settimana la Commissione dovrebbe rispondere alla richiesta dell'Italia di concedere flessibilità rispetto al Patto di Stabilità anche per le spese destinate ad affrontare la crisi energetica. La presidente Ursula von der Leyen replicherà per iscritto alla missiva del presidente del Consiglio Giorgia Meloni
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Margini sulla regola della spesa netta, il nuovo parametro delle regole di bilancio comunitarie, e possibilità di intervenire con i fondi di coesione e con le risorse del Pnrr. Sono alcune delle ipotesi allo studio dei governi europei per tutelare famiglie e imprese dagli effetti economici del conflitto in Iran. Le cancellerie europee sono invece al momento più fredde sulla richiesta italiana di estendere le deroghe al Patto di Stabilità e Crescita oggi previste per le difesa anche…
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Le fortune politiche della maggioranza vacillano sotto i colpi dell’aumento dei costi energetici dovuto alla guerra in Medio Oriente, l’esaurimento dei finanziamenti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i dati deludenti dell’Istat su Pil e produttività. Nel 2025 il governo si prometteva di raggiungere due obiettivi: portare il disavanzo sotto il 3 per cento per uscire dalla procedura di infrazione e accreditarsi come agente del rigore, scommettere sulla ripresa economica e…
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Le fortune politiche della maggioranza vacillano sotto i colpi dell’aumento dei costi energetici dovuto alla guerra in Medio Oriente, l’esaurimento dei finanziamenti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i dati deludenti dell’Istat su Pil e produttività. Nel 2025 il governo si prometteva di raggiungere due obiettivi: portare il disavanzo sotto il 3 per cento per uscire dalla procedura di infrazione e accreditarsi come agente del rigore, scommettere sulla ripresa economica e accumulare risorse fiscali sufficienti…
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A Roma il governo mette cerotti e tira sospiri di sollievo per il disastroso sciopero degli autotrasportatori evitato in extremis. Ma la partita vera si gioca a Cipro, dove sono riuniti informalmente l’Eurogruppo ed l’Ecofin. Senza un appiglio da parte dell’Europa il governo non può andare oltre le misure tampone. Non possono bastare a nessuno e meno di tutti a Salvini che ha scommesso tutte le sue residue fiches sul presentarsi come il leader che ha protetto aziende e famiglie di fronte alla tempesta energetica.
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«Accidenti, era solo una battuta...». Massimiliano Romeo allarga le braccia. La sua uscita sul fatto di preferire Carlo Calenda a Roberto Vannacci ieri ha fatto sobbalzare qualcuno: «Ma Calenda non è quello che non perde occasione per sparare contro la Lega?». Lui, il capogruppo leghista al Senato, scuote la testa: «Era per dire: meglio chiunque altro piuttosto che Vannacci, per come ci ha trattati».
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Un dettaglio non è sfuggito all’attenzione di nessuno, quando ieri la Commissione europea ha presentato le sue previsioni economiche: Germania ed Italia sono i due Paesi le cui economie appaiono colpite più duramente dalla guerra in Iran. Sono quelle che hanno, allo stesso tempo, le attese di crescita più basse dell’Unione europea nel 2026; ma soprattutto sono oggetto di alcune delle peggiori…
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