La crisi in Medio Oriente fa schizzare i costi della plastica e rischia di far aumentare il prezzo di una bottiglia da 1,5 litri fino a 6 centesimi. In arrivo una stangata da oltre 600 milioni di euro per i consumatori italiani Abbiamo già visto che i prezzi di frutta e verdura sono tornati a salire, trainati dal caro carburante che pesa su tutta la filiera agricola e logistica. Anche le uova sono diventate quasi…
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Lo afferma il Codacons, che è entrato in possesso di alcune comunicazioni formali di aggiornamento al rialzo dei prezzi da parte dei produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l'acqua minerale e le bevande in generale La crisi in Medio Oriente rischia di far salire i prezzi al dettaglio anche di bevande e acqua minerale al punto che una bottiglia da 1,5 litri potrebbe a breve costare fino a 5/6 centesimi di euro in più…
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Una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale potrebbe a breve costare fino a 5/6 centesimi di euro in più, determinando una stangata sui consumatori italiani da complessivi 606 milioni di euro annui, con un aggravio di costo del +20% rispetto agli attuali listini al dettaglio mentre per le altre bevande si stima un aumento del +10%. Lo afferma il Codacons, che è entrato in possesso di alcune comunicazioni formali di aggiornamento al rialzo dei prezzi da parte dei produttori di plastica per…
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Contro il rincaro dei prezzi delle materie plastiche legato alla guerra in Iran, l’associazione dei consumatori Codacons ha inviato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per verificare "la legittimità delle pretese economiche e possibili fenomeni speculativi che danneggerebbero i consumatori". Una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale - segnala l’associazione dei consumatori - potrebbe a breve costare fino a 5-6 centesimi di euro in più, "determinando una stangata sui…
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Il prezzo dell’acqua minerale potrebbe tornare a salire nei prossimi mesi, con aumenti stimati fino a 6 centesimi per le bottiglie da 1,5 litri. Un rincaro che, se confermato, avrebbe un grave impatto diretto sui consumatori italiani, che si inserisce in un contesto già segnato da inflazione e tensioni sulle materie prime. Secondo le stime diffuse dalle associazioni di consumatori come il Codacons, l’aumento potrebbe tradursi in un aggravio complessivo di centinaia di milioni di euro annui…
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«È un po’ come se io producessi panettoni e i rincari si abbattessero, tutti insieme, tra novembre e dicembre. Una mazzata doppia». Non produce panettoni, Giuseppe Caporale - imprenditore e componente della consulta florovivaistica nazionale di Coldiretti -, ma la metafora è calzante. La primavera è il «Natale» di chi vende piante e fiori, quella parte dell’anno in cui si concentrano i guadagni maggiori realizzati su prodotti che non si possono «congelare» in attesa di…
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/ --: La crisi in Medio Oriente non resta confinata alla geopolitica, ma arriva dritta nelle tasche dei consumatori. Anche un bene essenziale come l’acqua minerale è coinvolto in una dinamica di rincari che, secondo il Codacons, potrebbe tradursi in un aumento di 5-6 centesimi a bottiglia da 1,5 litri, con un impatto complessivo superiore ai 600 milioni di euro l’anno. Numeri che diventano ancora più significativi con l’avvicinarsi dell’estate, quando la domanda cresce e ogni variazione di prezzo si amplifica.
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Un aumento che, come riferiscono gli esperti della categoria, rischia di pesare in maniera molto impattante sulla stagione estiva, dove la domanda indubbiamente cresce (e non poco). La guerra in Iran continua ad impattare profondamente sulla vita quotidiana di tutti, con prezzi e rincari di ogni genere. Non solo il noto caro carburanti, energia e consumi di questo tipo, ma – dal conflitto in Medio Oriente in queste settimane – è ormai stato ufficializzato…
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La crisi in Medio Oriente rischia di tradursi rapidamente in un aumento dei prezzi anche per beni di largo consumo come l’acqua minerale. Secondo le stime, una bottiglia da un litro e mezzo potrebbe costare a breve fino a cinque o sei centesimi in più. Un rincaro apparentemente contenuto, ma che su scala nazionale si tradurrebbe in una maggiore spesa complessiva per i consumatori italiani pari a circa 606 milioni di euro l’anno.
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