L'attacco sferrato dagli Stati Uniti sui siti nucleari iraniani, e in particolare su quello di Fordo, è stato raccontato da Donald Trump come un completo successo. Come hanno dimostrato una serie di immagini satellitari posteriori all'offensiva, effettivamente numerosi crateri circondava l'avamposto dove gli scienziati di Teheran lavorano. Fordow, il mistero (e i pericoli) dei 408 chili di…
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Continuano come previsto le analisi sulla radioattività in atmosfera, intensificate da Arpa Piemonte a seguito dell'attuale crisi mediorientale. Le ultime misure sono state orientate ad una più sensibile determinazione dell'uranio in atmosfera tramite analisi radiometriche del particolato relative alla radiazione alfa e beta. Anche i risultati di queste analisi hanno fornito valori nella norma. Il monitoraggio proseguirà nei prossimi giorni.
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A poco più di ventiquattr'ore dall'attacco statunitense, Israele ha colpito ancora Fordow, considerato il principale sito nucleare iraniano. L'esercito ha fatto sapere di essersi concentrato sulle strade d'accesso all'impianto, situato a sud della capitale, tra Teheran e Qom. A Fordow la Repubblica Islamica arricchisce l'uranio ad una profondità stimata in circa 90 metri, e per questo il sito è stato ritenuto per anni inespugnabile.
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"Tutto si riduce al materiale e a dove si trova", ha spiegato al Financial Times Richard Nephew, il principale esperto di sanzioni nel team che nel 2015 per l'amministrazione Obama firmò il Jcpoa, l’accordo con l’Iran Le 14 bombe GBU-57 sganciate dai B-2 sugli impianti di arricchimento di Fordow e Natanz, e gli oltre venti missili da crociera Tomahawk lanciati da un sottomarino di classe Ohio contro Isfahan, hanno al più ritardato di qualche mese il programma atomico iraniano.
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Nessuno sa dove siano finiti i 408 chili di uranio arricchito dall'Iran al 60 per cento. Gli Stati Uniti e Israele non hanno la capacità per riuscire a individuarlo a breve. L'intervento militare americano, con 14 bombe GBU-57 fatte cadere da B-2 su Fordow e Natanz, e gli oltre venti missili da crociera Tomahawk lanciati da un sottomarino di classe Ohio contro Isfahan, ha al più ritardato di qualche mese il programma atomico di Teheran
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Se lo domanda anche Rafael Grossi, il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che lunedì ha chiesto l’accesso ai siti nucleari iraniani, ossia Natanz, Fordow e Isfahan, per determinare la sorte delle scorte di uranio arricchito a un livello prossimo alla soglia di progettazione per una bomba atomica
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Come gli Stati Uniti sono arrivati alla decisione di bombardare l’Iran e come si è svolto l’attacco ai siti nucleari. Che cosa sappiamo sui danni che l’azione statunitense ha inferto al programma nucleare iraniano. In che modo reagirà la Repubblica islamica all’operazione «Martello di Mezzanotte». È di questi argomenti che ci occupiamo oggi in «Giorno per giorno», il nostro podcast quotidiano con le notizie più importanti delle ultime 24 ore raccontate da Viviana Mazza, Guido Olimpio, Andrea…
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