«Oggi il Sud non è più il fanalino di coda ma si è trasformato nella vera locomotiva d’Italia». Lo aveva già sottolineato circa un anno fa la premier Giorgia Meloni commentando i dati economici del Sud in termini di Pil, occupazione, export, tutti largamente migliori in termini percentuali delle medie nazionali. Ma nel messaggio inviato ieri al convegno internazionale «Le sfide del futuro nel Sud, in Italia e in Europa» promosso da Movimento cristiano lavoratori e svoltosi ieri a Bari…
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«Uno dei punti centrali della riflessione di oggi riguarda il Mezzogiorno e le opportunità di sviluppo che può generare. Quando poco meno di tre anni fa ci siamo insediati alla guida della Nazione abbiamo fatto una scelta di campo: credere e investire nel protagonismo e nell’orgoglio del Sud, dando
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ROMA. "Anche grazie" agli accordi di Coesione, alla riforma delle politiche di coesione, "agli investimenti nelle infrastrutture, alla spinta del Pnrr e alle politiche per incentivare l'occupazione, ma soprattutto grazie al dinamismo e all'intraprendenza delle imprese e dei lavoratori del Mezzogiorno, oggi il Sud non è più il fanalino di coda ma si è trasformato nella vera locomotiva d'Italia". Lo afferma la presidente del Consiglio…
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La rilevazione Istat sull'occupazione anche nel secondo trimestre 2025 fa registrare nel Mezzogiorno la crescita più alta: +1%, rispetto al +0,4% del dato medio nazionale. Oltre ad avere superato per il tasso di occupazione la soglia del 50%, il Sud sembra offrire qualche chance in più alla fascia di età inferiore ai 50 anni. L'incremento degli over 50 risulta più marcato al Nord, mentre nel Mezzogiorno si riscontra una riduzione degli inattivi, di coloro che neppure si presentano sul mercato del lavoro.
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Roma, 3 ott. "Il confronto con i corpi intermedi e con chi rappresenta i lavoratori e le imprese, il mondo che produce, è una cifra della nostra azione e alimentare costantemente questo dialogo, per renderlo quanto più efficace e concreto possibile, rappresenta un preciso compito di chi ha responsabilità di governo. In questi anni lo abbiamo dimostrato nei fatti e nelle scelte, e continueremo in questa direzione".
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«Mezzogiorno locomotiva dell’economia italiana negli ultimi anni». «Senza il Mezzogiorno, la crescita del Pil nazionale sarebbe risultata più bassa di circa mezzo punto percentuale cumulato nel periodo 2020-2023 (+4,3% cumulato, invece di +4,8%)». «Anche se la distanza degli indicatori economici e di spesa con il Centro Nord è ancora significativa, l’accelerazione in corso al Sud rende il traguardo della riduzione del divario raggiungibile».
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È anche il Pnrr a spingere l’occupazione nel Mezzogiorno che nel secondo trimestre di quest’anno, come certificato venerdì 12 settembre dall’Istat, è arrivata al 50,1%. Il dato, pur non eccelso nel confronto con le altre aree del Paese e dell’Eurozona e quindi aperto a ulteriori margini di miglioramento, è stato subito celebrato dalla premier Giorgia Meloni perché rappresenta il tasso più alto mai registrato dal 2004
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Il tema fondamentale è questo: «E se il Sud Italia diventasse una delle aree più ricche d’Europa?». La domanda non è provocazione, ma analisi. A porla è Alberto Bertini, consulente per i mercati esteri, che con uno scenario che porta al 2050 immagina un Mezzogiorno finalmente protagonista: hub energetico e logistico del Mediterraneo, ponte naturale fra Europa e Africa, baricentro di una nuova economia…
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Il congedo straordinario influisce sulla futura pensione? Ecco le regole per non subire penalizzazioni sull’assegno. I lavoratori dipendenti che prestano cura e assistenza a un familiare affetto da disabilità grave (ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992) hanno diritto al cd. congedo straordinario. Si tratta di un periodo di assenza giustificata dal lavoro, della durata massima di due anni, durante il quale si ha…
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