(Adnkronos) – (dall'inviata Elvira Terranova) – La rivelazione arriva a inizio udienza quando, per la prima volta, Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto della Questura di Palermo, per un periodo stretto collaboratore di Arnaldo La Barbera, e oggi avvocato penalista, ricorda un retroscena inedito, mai raccontato fino ad oggi. Un episodio che sarebbe avvenuto nel 1989, dopo l'arresto del pentito di mafia Totuccio Contorno, che era tornato a sparare e fu accusato, da una lettera anonima inviata…
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(Adnkronos) – (dall'inviata Elvira Terranova) – La rivelazione arriva a inizio udienza quando, per la prima volta, Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto della Questura di Palermo, per un periodo stretto collaboratore di Arnaldo La Barbera, e oggi avvocato penalista, ricorda un retroscena inedito, mai raccontato fino ad oggi. Un episodio che sarebbe avvenuto nel 1989, dopo l'arresto del pentito di mafia Totuccio Contorno, che era tornato a sparare e fu accusato, da una lettera anonima inviata…
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(Adnkronos) – "I documenti me li sono sempre procurati da me. A Roma c'è una strada in cui vanno tutti perché sono quelli che forniscono a tutti. Mi spiego? Quando mi hanno interrogato loro, uno non è che può pensare tutto, però io dicevo… e ho detto cosa c'era in questo appartamento. Nel mentre, loro li avevano già trovati, tranne i soldi, c'erano 5 mila euro? Tranne i soldi, ma poi il resto, hanno trovato tutto.
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Messina Denaro e la sua latitanza: “A Palermo ero libero come a Campobello, preso per un mio errore”
All’udienza preliminare a carico di Laura Bonafede, amante storica di Matteo Messina Denaro, è stato depositato il verbale dell’interrogatorio con le risposte date dal boss al procuratore aggiunto della Dda di Palermo Paolo Guido, che lo ha più volte invitato a contribuire “a ricostruire dei pezzetti di verità”. Ma lui, Messina Denaro, alla fine ha raccontato solo la sua verità. Così ha fatto sapere che mentre per trent’anni era ricercato…
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Il verbale dell'interrogatorio dell'ex superboss, reso ai pm di Palermo il 7 luglio 2023 “Mi avete preso per il male sennò non mi prendevate, anche perché poi, con la mia mente, ho ricostruito com’è stato tutto il discorso: so che non c’è stato nessuno traditore“. È quanto si legge nel verbale dell’interrogatorio di Matteo Messina Denaro reso ai pm di Palermo il 7 luglio 2023. Il verbale è stato depositato all’udienza preliminare a carico di Laura Bonafede, amante del boss di…
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PUBBLICITÀ Nell’ultimo interrogatorio Matteo Messina Denaro, depositato all’udienza preliminare che vede imputata di mafia la sua amante, Laura Bonafede, avrebbe avuto la consapevolezza di essere ormai alla fine. Come riporta Il Corriere della Sera lo scorso 7 luglio nel carcere de L’Aquila il super boss ha parlato con il procuratore aggiunto Paolo Guido e con i pm Piero Padova e Gianluca De Leo, infatti, i magistrati hanno tentato di farlo collaborare con la giustizia.
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“Mi avete preso per il male sennò non mi prendevate e so che non c’è stato nessun traditore”. E’ un passaggio dell’interrogatorio reso da Matteo Messina Denaro ai pubblici ministeri di Palermo il 7 luglio scorso nel carcere dell’Aquila. “Sono, diciamo tra virgolette, un mafioso per come mi considerate voi, un poco anomalo, non mi sono inimicato nessuno nel territorio, intendo il mio paese. Chiunque mi vuole bene.
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Il contenuto dell'interrogatorio a cui Matteo Messina Denaro fu sottoposto lo scorso 7 luglio del 2023 è stato depositato in occasione dell'udienza preliminare del procedimento a carico dell'amante del boss Laura Bonafede. Dalle sue risposte al procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido, che lo raggiunse nel carcere de L'Aquila, è possibile trarre delle informazioni circa la latitanza e le sue abitudini.
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"Mi avete preso per il male sennò non mi prendevate. Nessun traditore, è stato un errore dire della malattia a mia sorella". Così Messina Denaro, nell'interrogatorio del 7 luglio in carcere, dopo la cattura, depositato oggi a Palermo. "Facevo vita da uomo libero. Le mie amicizie non iniziano e finiscono solo nel mondo che considerate mafioso", dice il boss ai Pm. Riguardo alle indagini sui parenti:"Avete distrutto la famiglia, rasa al suolo".
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"Mi avete preso per un mio errore, sennò non mi prendevate", sono le parole di Matteo Messina Denaro pronunciate davanti ai pm di Palermo il 7 luglio scorso nel carcere de L'Aquila, e depositate oggi all'udienza preliminare a carico dell'amante storica del boss, Laura Bonafede. Preso per un mio errore "Con la mente ho ricostruito tutto come è stato il discorso, so che non c'è stato…
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“Sono alla fine della mia vita, ma il punto e’ che io non sono il tipo di persona – e mi creda che e’ la verita’, non me ne puo’ fottere piu’ niente – non sono il tipo di persona che vengo da lei e mi metto a parlare dell’omicidio, per rovinare a X, Y, non ha senso nel mio mondo, mi spiego?”. Matteo Messina Denaro avrebbe mai collaborato con gli inquirenti? In un passaggio del suo interrogatorio del 7 luglio, reso al procuratore aggiunto di PalermoPaolo Guido e…
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"Non sono interessato, poi nella vita mai dire mai intendiamoci. Io non sono stato mai un assolutista nel senso che non è che perché dico una cosa sarà sempe quella, io nella mia vita ho cambiato tante volte idea, però con delle basi solide…". E' il 7 luglio del 2023 e Matteo Messina Denaro, consapevole di essere alla fine della vita - morirà due mesi dopo - apre uno spiraglio e risponde così al procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido che lo…
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Vecchie e nuove storie di mafia. Disprezzo per le "canaglie" PALERMO – “Canaglie”, “gentaglia”: Matteo Messina Denaro era sprezzante quando parlava degli altri mafiosi. Salvava qualche pezzo da novanta della vecchia generazione, mentre i nuovi boss non meritavano il suo rispetto. “Mi hanno cercato tutti” Nel corso dell’interrogatorio del 7 luglio scorso il padrino trapanese ha messo a verbale: “Mi hanno cercato tutti perché io sono sempre stato in quello che voi ritenete mafiosità, io…
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Tra il 2006 e il 2009 Matteo Messina Denaro aveva fatto tre tatuaggi a Palermo, qui si era sottoposto anche alle cure dentistiche qualche anno dopo: durante il suo ultimo interrogatorio ecco cosa ha raccontato di aver fatto il boss di Castelvetrano durante gli anni di latitanza.
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Così il boss mafioso durante gli interrogatori, depositati oggi, resi ai pm di Palermo il 7 luglio scorso nel carcere de L'Aquila. Sarebbe morto due mesi dopo ascolta articolo "Mi avete preso per il male sennò non mi prendevate. Con la mente ho ricostruito tutto, come è stato il discorso, so che non c'è stato nessun traditore. La mattina che mi hanno arrestato la prima cosa che uno pensa è che qualcuno ha tradito.
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L'interrogatorio venerdì 9 Febbraio 2024 “Non sono interessato, poi nella vita mai dire mai intendiamoci. Io non sono stato mai un assolutista nel senso che non è che perché dico una cosa sarà sempre quella, io nella mia vita ho cambiato tante volte idea, però con delle basi solide…” . E’ il 7 luglio del 2023 e Matteo Messina Denaro, consapevole di essere alla fine della vita – morirà due mesi dopo – apre uno spiraglio e risponde così al…
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Avrebbe potuto mettere a verbale informazioni capaci di modificare tutto quello che sappiamo su Cosa nostra. Forse non ha fatto in tempo forse, in realtà, non ha mai voluto. In ogni caso, prima di morire il 25 settembre 2023, Matteo Messina Denaro aprì alla possibilità di parlare con gli inquirenti, nel corso di un verbale del 7 luglio di quello stesso anno. «Non sono interessato, poi nella vita mai dire mai intendiamoci.
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Emerge una nuova verità sui colloqui con il procuratore Paolo Guido dopo l'arresto. Ha detto di non essersi mai pentito ma dai colloqui successivi all’arresto emergerebbe che il boss Matteo Messina Denaro non escludeva la possibilità di “parlare” ai magistrati. “Mai dire mai”, diceva in una delle conversazioni con il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido che lo invitava a raccontare i segreti di Cosa nostra per ricostruire…
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Dalla sua vita di indisturbato latitante all'attentato costato la vita a Giovanni Falcone. Ecco quello che ha detto Matteo Messina Denaro ai magistrati due mesi prima di morire: «Non sono interessato, poi nella vita mai dire mai intendiamoci. Io non sono stato mai un assolutista nel senso che non è che perché dico una cosa sarà sempe quella, io nella mia vita ho cambiato tante volte idea, però con delle…
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«Mi avete preso per il male sennò non mi prendevate. Con la mente ho ricostruito tutto come è stato il discorso, so che non c'è stato nessun traditore. La mattina che mi hanno arrestato la prima cosa che uno pensa è che qualcuno ha tradito. È stato tradito Gesù Cristo…e allora il colonnello mi ha detto “le assicuro che non l'ha tradita nessuno” e io non gli ho creduto. Poi ragionando ho detto: vero è.
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(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – La rivelazione arriva a inizio udienza quando, per la prima volta, Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto della Questura di Palermo, per un periodo stretto collaboratore di Arnaldo La Barbera, e oggi avvocato penalista, ricorda un retroscena inedito, mai raccontato fino ad oggi. Un episodio che sarebbe avvenuto nel 1989, dopo l’arresto del pentito di mafia Totuccio Contorno, che era tornato a sparare e fu accusato, da una lettera anonima inviata…
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