Dopo il rimpallo di opinioni delle scorse settimane che ha alimentato il dibattito sui diritti dei passeggeri e i doveri delle compagnie in caso di cancellazione dei voli, arrivano i chiarimenti su quanto previsto dalla normativa vigente. In particolare, il nodo riguarda l’eventuale mancanza di carburante, eventualità tuttavia esclusa dal commissario Ue ai trasporti Apostolos Tzitzikostas e il diritto al rimborso (ovvero alla restituzione dell’importo versato) o alla compensazione (ossia una somma aggiuntiva da riconoscere a…
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La crisi in Medio Oriente riporta l’aviazione europea davanti a una domanda scomoda: fino a che punto una compagnia può invocare l’emergenza per cancellare un volo senza pagare la compensazione ai passeggeri? Le tensioni sullo Stretto di Hormuz e sulle forniture di jet fuel stanno alimentando incertezza, ma Bruxelles prova a fissare un principio: una vera carenza di carburante può essere una circostanza straordinaria, il semplice aumento dei costi no.
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Fino a maggio si vola, dopo non si sa O’Leary rassicura i Paesi europei: «Non ci saranno rischi sicuramente a maggio e probabilmente a giugno perché si riforniscono di carburante da Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, anche se non si può dire». «Unica possibile area a rischio mancanza di carburante –dice-, è “la Gran Bretagna che prende il combustibile dal Kuwait». L’Unione europea prova a rassicurare: «Mercato carburanti aerei tirato, ma non sono previste cancellazioni voli».
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Ryanair, O’Leary senza filtri su guerra, carburante e fallimenti in vista Michael O’Leary, ceo del gruppo Ryanair, traccia un quadro aggiornato sulla situazione del trasporto aereo colpito dal conflitto in Medio Oriente. E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine. Intanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20%…
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Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (SIB), lo scorso anno ha denunciato al Sole24Ore come i costi nei lidi siano ulteriormente aumentati del 3-4% per i consumatori in numerose località, con vette introno ai 60 euro al giorno in Salento. Stando al Guardian, il numero di visitatori sulle spiagge private italiane nel 2025 è diminuito tra il 15 e il 25% rispetto all'anno precedente a causa del carovita.
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Ryanair, la più grande compagnia aerea d’Europa, al momento riesce a farsi garantire dai fornitori il cherosene fino alla fine di maggio e rischia di pagare fino a 600 milioni di dollari in più in un anno a causa dell’impennata del prezzo del petrolio, pur avendo acquistato a valori calmierati, nei mesi scorsi, l’80% del suo fabbisogno. Lo dice il ceo del gruppo, Michael O’Leary, durante una tavola rotonda con un gruppo di…
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